01/12/2008

SPEDIZIONI INTERNAZIONALI



Francesco Martin
 




Sesso:: Male
Status: Spirito libero
Età: 98
Segno Zodiacale: Acquario

Regione: Rovigo


 /  / 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì, gennaio 01, 2008 

SPEDIZIONI INTERNAZIONALI 3
Umore:  artistico
Categoria: Scrittura e poesia

 ...CONTINUA LA SERIE-SERIALE POESIA-PENSIERO...

 73. STORIA ISTORIATA - Volevi solo vivere in un mondo più libero come una persona a modo o da semplice marinaio che avvista un nuovo mondo più quadrato che rotondo ormeggiando il veliero di stelle all'albero della galassia davanti alle dominazioni della plastica sui troni detronizzati della mistica che mastica carbonio alla base del Mare Ionio con il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto della materia oscura prima che giunga sera la madre del padre degli atomi sparsi tra nubi di elettroni in cerca di catarsi ma il destino di ogni neutrino è di non restare neutrale nella rete neuronale prendendo posizione sulla trincea della ragione anche irragionevole in una qualsiasi universale regione dalla salute cagionevole sulle barricate alle Cinque Giornate di Milano che non finiscono mai con un piano cartesiano tra i cavoli di Aristotele a merenda per la continua cellulare prebenda tutta la storia è una velina che canta e balla da sola davanti al coniglio disossato del coraggio incantato da un miraggio illegittimo figlio della televisione pubblica legittimata a guidare la massa racchiusa nella nassa del bel tempo che fu all'ergastolo dello spazio a non so quante dimensioni senza opinioni  fugace rapace al terzo raggio di sole laggiù dove la morte continua a mietere vittime colpevoli e innocenti come se nulla fosse con il futuro sempre in forse dopo l'era di Serse lonicera serotina sulla tomba di Leonida alle Termopili giocando a Monopoli la giovane Italia con la sfumatura alta muta e solenne alla conferenza di Yalta ricostruita con mattoni traforati lavoro duro e malta il pollice puro del panda trasformato in indice per l'economica mutanda politica turbina una e trina nella brina a geometria variabile dalla coscienza labile onniscenza in dotazione al sessantottino oggi ammesso nel circolo divino dall'avere all'apparire senza essere che ieri contrastava e contestava in cambio solo di una fava era una favola quella del lupo e dell'agnello che tutti sono poi in dissonanza e consonanza con la società tribale della danza classico balletto imbellettato nella scientifica conoscenza ostica ostrica di Ustica ustionata estraendo l'oro puro persino dalla miniera abbandonata degli anni di piombo di cui si ascolta ancora il rombo punto e a capo una linea continua curva semiretta abbandonata in tutta fretta dove è finito tutto il tempo perso nel capoverso all'inverso di una nuova biologia che cresce evolvendo fino alla bolgia finale alga primodiale iniziale sul ponte della selezione naturale spietata particella del caso indifferente con la mosca al naso che tace e acconsente e di tutto e di nulla si pente sotto le forche caudine del maestro maestrale universale scambiato per insensato sensale senza attributo sessuale con la patente scaduta in libera caduta dal più alto dei cieli fino alla terra singolarità nuda e rivestita con affetto misto affettato dall'effetto serra.

 74. IL RITORNO DI ULISSE - Mi ha stancato il portato del portatore d'acqua subatomico pescatore di aragoste mentre finge di non pescarle ma cerca anche le perle tra i profondi marosi della superficie esposta all'adorazione popolare che crede di non credere nel politicante alveare economico mistico dalla notizia rettificante dal sedere di piombo con il rombo delle cannoniere del canone estetico con l'autoreggente nel traffico farneticante dei bosoni vettori  oltre il  ponente del sol levante mi ha nauseato Nausica dalla provinciale origine arrivista quasi arrivata senza mai essere partita ma per effetto di spinta termodinamica non contraria sempre in risalita al vento favorevole sulla china dalla schiena diritta della storia che non perde mai sul cui residuo organico cresce il giornale servo del padrone assieme al padrone servo del giornale tutti in coro a reclamare libertà infine per loro soli alla ricerca dell'ultima miniera d'oro che si trova sempre e che sarà la prima novità della prossima era colonizzando la stratosfera sconnesso terreno di caccia grossa nella ressa ricercando un nesso scientifico e lettarario insieme al seme che germoglia poco nel trasformatore del divenire ma chi l'ha detto che debba finire proprio così l'inizio dell'essere che occupa tutte le posizioni possibili e impossibili nello spaziotempo improprio possesso dell'evidente vuoto assoluto nascosto dietro il volto del tutto che dalla rotta galattica prestabilita di propria volontà si allontana chissà dove come e perchè mi sono rotto anche del rimbrotto continuo per la frase imperfetta nella fase alternata dell'antimateria con il giacimento inesauribile della preziosa informazione perfetta che non necessita della ragione per essere scoperta in coperta sul bastimento biologico dove la prima cellula vivente sta all'erta sulla tradotta transiberiana e si mette nella mostra che permane fino ai codici genetici di domani genetliaci gemelli siamesi in orbita sinusoidale con la sinusite incurabile dei cavernicoli e sempre meno testicoli moderni da testare dall'atmosfera lunare all'eruzione solare che prepara il suo giorno di festa lancia in resta grattando la testa della filosofia traviata che non sa più quale moltiplicazione dei pesci pigliare o divisione dei pani grigliare nella sovrapposizione degli stati che reclamano ognuno la propria parte senza stare in disparte e anticipando la sorte nè onda nè particella nell'alto mare dell'infinito sirena irrazionale che sembra così razionale a prima vista con tutti i modelli dell'azione rimodellati nella reazione o nel nulla soldato di ventura lancio del sogno a caso polarizzato nel caos di tutte le forze in campo che giocano alla variabile nascosta sempre fuori campo in un tempo che non esiste sopra un probabile spazio che persiste.

 75. L'AMBIENTE DEL GENE - Tra il disordine creativo e l'ordine distruttivo a reazione del massivo massiccio cosmico pasticcio vola via un qualunque bosone vettore senza documento di accompagnamento azione a retroazione sopra il firmamento senza un lamento tutta la vita teorica trascorsa in un pratico momento dal nulla della speculativa universale bolla materializzata nella foresta di antimateria incantata intoppo di spin al galoppo la prima cellula vegetale rinata dal brodo primordiale con la genetica che ottiene tutto quello che vuole sotto il peso atomico del sole così gustoso e insipido alla presenza di Cupido l'assenza di critica praticante il valore aggiunto dalla deriva delle galassie disgiunto lungimirante il congiunto consanguineo pigmeo accorciando o allungando i telomeri dilatando il tempo senza perdere tempo tra i campi riarsi di cocomeri allora le mie ceneri inutili al prodotto interno lordo ma utili alla crescita del prodotto esterno netto sparsi domani nella gravitazione a caso del prossimi multiuniversi da riscrivere in versi con l'organismo che si rigenera mentre degenera l'intera natura cercando una nuova postura nell'universo circolo vizioso ciclope che non vede non sente non parla nè si duole mentre attende la stagione delle piogge il monsone della mansione mondiale e il diluvio universale di ogni possibile opinione tra i sacchetti proteici plastificati dei supermercati marchiati eroici epigoni omerici in libera concorrenza obbligata macchiati con inchiosto indelebile senza più narici sulla rotta oceanica delle alici dalla vastità marina alla singolarità più bella inscatolata che gira la palla insieme alla natura benigna matrigna oltre la fisica la chimica la matematica di cui scrivono appena la semplice grammatica soltanto in misura a dismisura pragmatica che cura attentamente l'indifferenza apparente del proprio tornaconto nella banca genetica in tuta mimetica con un guadagno differenziale forse per conquistare l'Africa evolvendo o estinguendo dall'insostenibile leggerezza dell'essere alla sostenibile pesantezza del non essere.

 76.  METATARSO DEL CARSO -  Sull'arso metatarso del Carso dove è ricomparso l'orso che pareva estinto giace il ricordo del polline universale sparso dalle stelle sopra il cielo alle stalle sotto la valle di piacere e lacrime e viceversa nell'atmosfera tersa il portamento massimizzato di Tersite l'amore magnetico dell'ematite e il controllo ematico del divenire spermatico da un codice genetico antico senza leggi speciali quale nuova vecchia poesia riscrivendo sul foglietto embrionale attecchito alla luce che cresce sul faggio ricercando un naturale aggio quel fagiano scomparso nel disordine atomico ordinato di New York con la parola come ghiaccio di galassie da scolpire nell'universo di gas proteiforme della selezione naturale evoluzione innaturale un codone di reazione nel cordone ombelicale della spiaggia di Bibione felice di esistere sotto un ombrellone davanti a una popolare petizione a catena in relazione al mutamento climatico dell'economico distributore automatico di risorse sempre in forse provocando del potere rincorse e conquiste gravi perdite da riparare in eterno sul pianeta indistruttibile dissolubile insieme eterogeneo adattabile e rifatto abile davanti alla prima stella labile fuoco fatuo nell'infinito vacuo a forma di ciambella o di particella esotica esondata da un altro spaziotempo caramella osmotica del sole capace di una propria estetica così asimmetrica mentre detesto la filosofia della burocrazia e la burocrazia della filosofia amando l'agire pratico sul dittico, sul trittico e sul polittico così politico dell'evoluzione umana appollaiata sul proprio ramo altrui sospeso nel vuoto da ristrutturare in toto a cominciare dalla vera cultura che nasce senza padroni del pensiero e professori del tutto e del nulla nella bolla speculativa della natura bolina bulimica che delle proprie creature non si cura   in quanto esiste anche senza esistere forse cazzando una randa al bar dello sport o creando un nuovo spot a forma di gene egoista che diventa un genio incompreso chiuso nel suo corpo forte e coeso soggetto a reso e discarica mentre di una nuova vita si ricarica e sfreccia via dal nulla al nulla.

 77....in arrivo sul quinto binario relativistico...

 

 

 

9.00  

 

mercoledì, febbraio 20, 2008 

SPECIAL ADVICE by SUPERPOETRY FREE TV-JUMBLE
Umore:  creativo
Categoria: Scrittura e poesia

  IMPORTANT NOTE:  in this myspace.com  the USHNETWORK MEDIATOOL is autotransforming in a FREE experiment of  THOUGHT-POETRY, re-editing some my scientific poems of the past in italian for now, because it's very difficult to translate them in english cause problems of rhyme.   But the principal target is not only the normal poetry, better,  the Evolution of it in a kind of little  but global  internet FREE TV-JUMBLE also diffused in the worldwide ambient in any way by the free-will of the people by any kind of useful tool (Jumble is a modern version of the poet Giacomo Leopardi's "Italian Zibaldone", but it's also a Volcan!). A free media chance today oriented also to the imagines and the interactive communication, with the only masters the people being  part & whole of it...and....with:

THE SHARING TOGETHER OF THE WORLDS OF ART, KNOWLEDGE, SCIENCE, BEAUTY, FASHION, MUSIC & Co. in an experimental MEDIA of  SUPERLATIVE LOOK & JOY...for EMBELLISHING MORE THE EARTH & THE WHOLE COSMOS!

  EVERY ONE OF THE FRIENDS OF THIS SITE IS A TRUE LIVING NATURAL BIOLOGICAL ABSOLUTE POETRY INCREASING AND EVOLVING  THE BEAUTY, CHARM &  INTELLIGENCE OF THE WHOLE SYSTEM, TRANSMITTED FROM TODAY TO THE FUTURE'S SPACETIME.

the ushnetwork mediatool strange attractor in spacetime oddity on the casual choice of the chance, of the chaotic quantum systems reorienteering & generating new evolutions on the nature's autoselections in fractal systems everyone different, with butterfly effects on actions & retroactions of our superimproving in the earth & in the cosmos, from this to another possible infinity.  Any thought, fantasy turned into reality & also the simplest action of looking, anywhere done in the world, can have big & unforeseeable effects on the same transformation & evolution of the universe, from its distant origin to its final autoreverse in new structures: also the most incredible shapes & goals that we'll want!!

This system sounds just for YOU, wonderful angel straight flying over the universal dimension eight!

...and REMEMBER:  ONE WELL MADE IMAGINE CAN TELL TO THE GLOBAL WORLD MUCH MORE THAN EVERY KIND OF WRITTEN BOOK, ALSO BECAUSE THE IMAGINE SPEAKS AN IMMEDIATE & COMMON INTUITIVE LANGUAGE TO ALL THE PEOPLE OF THE EARTH.

this writing is a free tool that You can transform, evolve, turn in any thing You want: other poetry, literature, draws, tools, objects, subjects, fashion, photos, films, etc., ....then retransmitting the new upstarted ideas to the world...

Thankyou

Have All a SuperDay

Francesco Martin  & ushnetwork mediatool

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* PUBLIC REPLAY TO AN INTERNATIONAL VIP QUESTION:  ...Who's My Ideal Woman?  ...Simply,  GRACE KELLY , but, sorry, she is not more alive on this wonderful lost planet in the cosmos....;

 STARTING EXPERIMENT OF THOUGHT POETRY SPECIMEN  BY MY LITTLE UK-USA TONGUE..... Sept, 12, 2007

 1. ENDURING FELICITY - I don't cry happiness ever smiling while riding stray cosmic quadrivectors straight to the dark matter sounding superstrings of other universes while faster than light speed a curved dream of relativity falls on the relative quantum balls from Frisco to San Francisco and another dream without need becomes reality show of the skybow on nature's quantum tweed with the colors of every colors of none on the endless border with less end of the hypersphere to bless the trend of progress in another solution of evolution and of revolution riding a biological bend up with more love above in the deep sky where the first man on the moon becomes the last of the past but having a final trust on the end of spacetime when every star is done and to be done again on the waves train oceanic landscape surfing the life from California Beach flavour peach this is the must but the fact is to do another act having only with the beauty impact  yeah I know very well what you tell and also don't tell from heaven to hell & viceversa but in the sounding bell without roars of millions of beating hearts passengers in the first night of the earth all friends in the soul enemies in the basic instinct at the round table of nature's waging tail of reaction eating itself in the not-self appearing of our next atoms earths mothers and the mind over matter now flying better is sounding the possibility of another probability of chance in life's oddity searching all the felicity and founding a so short eternity if nature speaks to the physics of nothing by our naked bodies of genetic codes while Einstein doesn't show again the tongue and the spacetime explosion becomes timespace implosion of its enormity while any new human work is a flying technical stork on the points of New York building a nest for the future's best superevolution of the primeval solution finding a posterity for its common rarity being greater than the infinity and updowning the end of the world.

 2. BLACK & WHITE HOLES - If all the black holes become white & viceversa in one moment of distraction of spacetime action nothing changes but all is different in the selforganized universe playing a temporary geometry of its notlinear model shared with the biological cosmic body of carbonium and diamond use & rent by love and death to the atoms dancing in the high energy low energy now electromagnetic highest elegy of our mind riding any wind and having in the memory of the electrons stream the temporal quantum quantification of all the people's sorrow & satisfaction while another extradimension is selfpronunced, the world's acceleration is a motionless statue floating in the deep surface of any galaxy without name & address and the reality is a cellular body to bless but if a black or white hole changes role spontaneously having any different rule is all another thing either the universal whole or the singing white whale swimming the point that becomes a line over the joint curved cloud of a contrary sky friend of the relativity bend while the nature's multiface goes for mankind's trend there's nothing to pretend but only a subjective jumping time to tend in an altered space suspended in the nothing without limit is the eternity with the limit to be surpassed of the cosmic motion being all our emotion catching the illusion of a past and of a future becoming true basic tools of the infinity and the best final experiment is to stay alive in the essence of being, if possible overflying the first & the last verity lying or also recooking the elastic Poincarè's cake before the next universalquake.

sept. 15, 2007

 3. MERRY MELODIES -  Merry melodies the multipurpose light's ode rose prime of an oddity stamped to reality  in the hypercubic cloud of the round eternity loud with mankind proud of the smiling evolved talking naked monkeys playing technic dice of hope and printing it on the electromagnetic stream of the cosmic luminous holes reciprocal minds reading as opportunity or its contrary in batch mode forever and a day after all the existed existing lightyears and those they will come like the bones of the stones song by the Rolling Stones sung by an haver american hydrogen juke box Samsung from the bottom to the top of economy & viceversa up and downs the destiny we build in the next child double park of the fifth quark on the seventh avenue waiting a rescue yes it's an indian giver the life with the amazed living beings wonderful dreams throwing away all the weights & measures leaving the old cross of sacrifice and loving the simplest basic instinct who doesn't make errors hearing the free forced gamete's game to arrive first on the spacetime's everlast seaquake in every possible direction staying immovable on the billow crest ever searching the best but ever with the same body use & rent or looking the mirror of yourself  on Youtube like a smiling structure of pair parity violated by the casual chance of the case when the scale of fantasy has no-scale with the attitude for to fly any magnitude correcting the errors of relativity and leaving that so as it is interminable equation never started at the starting point of restoration joint of the becoming being a more happy trip done on a Boeing and the powder of the first terrestrial paradise full of the suns of the past is under our walking around with the nature's pound to keep or to spend for the next Jeep accelerating on the sunset the race on this universe's surface that was all another with the dark matter together and who knows with who other.

sept. 17, 2007

 4.  BEFORE THE BEGINNING AFTER - The egg & the hen the marine star & the superior vertebrate the fish & the man who before or after from the hell to the cell behind the a tsunami of  galaxies-wolf running on the eternity meadow dancing with the 4th universal dimension updown shadow red passion tomato puree of spacetime in the worldwide hamburger eaten at London hearing a new old Jethro Tull's Buree with a little help of the primeval soup rocking the life's soul remixed in theoretical oceans of hydrogenated oxygen becoming real breadth height depth for the dreams of the abysses for to reach the highest sky in one million years or one second of evolution with the marks of Venus's genetic code in a new mode done and the magnetic superactive mind of the chemistry scattering everywhere by the magmatic tongue of a volcanic cosmos looking the obscure matter of desire relooking us from another perspective while we try to live on incoercible points indivisible and invisible in the vastness of the incredible, of the credible, of the edible nature visible of the things in the forever self-changing reality all the same existing with or without us in the frame of 55 or more dimensions with in one hand the daisy to be the leaves off  the centuries with both the choices to be and not to be together and in the mind one equation without end by the logic trend of the illogical in the universal labyrinth where all is together false & true with well indicated all the possible exits and none impossible entrance by the good sight of the perfect body to be ever perfected of the life increasing the chance of its endurance thinking the quarks fashion in the chewingum orange flavour chewed under the Tower Bridge and the galactic range up there out strange here & now pack of energy divided in two parts by three quantum-darts incoming from the other side of the universe then sleeping on the spacetime-continuum hammock not hooked to any celestial or terrestrial support but giving a stop to the relative Einstein's clock and restarting again the absolute train of the universal brain flying in a so well known brane unknown.

sept., 19, 2007

 5. ALONE IN THE COSMOS - Mother nature father of care & indifference  has the only one sense that we give to it having it all the possible senses among the matter-antimatter bitter better matching played by superstrings with no beginning no end ever on a gravitational bend straight writing numbers letters or draws on a sheet or casual words in a phone under the chance imaginescattering of television turning the reality in vision & viceversa long short tales of the reaction tails of the chemical nails launching rockets to the other side of the space while the light gives the evolutive gifts of rainforests and oceans with summer dreamspring on spacetimeswing thought of vapor cells marathon from the first sea to the center of sun while the infinity is its far away identity without documents so near to the most distant shores of here that's there where we are and not unknown sailors of the celestial nets of stars forever young tailors sat or standing alone lookout on the vector rocket of the light with the endless in the pocket catching all the possible celestial delight from the promised paradise of the terrestrial sunrise that also under the worst rain and contrary wind our free brain can do again on the waves-train always in departure starting a morning without evening in the virtual reality or in the real virtuality our next rebirthing together everything.

sept., 21, 2007

 6. LOVIN'ME LOVIN'YOU - Loving me loving you cellular pleasure traveller searching treasure islands among the assigned place of your cosmic race between mad skeins of superstrings-streets with no name of any galaxy frame with the cheque of the chance upon the shadow brane forest of spacetime rest with another life to live best wave crest eternally riding towards the unreachable beach of the other side of infinity ground state of the art of a comet-dart solded for one pound or for one millions dollars at the global trade fair with planetary hair lightspeed with human form on the pretty air angel up to the highest sky redoubling the wings of trust and will over the nature's hostile quick-recreation hill without bottom and top corn-pop and changing the energy-money into a new matter fucking the death for one moment before and after the unique day that returns on its own footsteps updown as a bioevolution's crane upon only one leg with a free soul fluctuation in any situation inflationary manner at the end of summer beginning with another kiss to give on Ventura Highway near the spatial abyss by a cold fusion hot banner translating the universal equations of your minds in words and the quarks-charm of your eyes in worlds.

Sept, 30, 2007

 7.  HAWAIAN HOLIDAY - Another day in paradise calm the palm of victory sweet the wind incoming from the future of the past and the ocean as a gentle giant kissing the sand of  stardust with a trust of our happiness forever eternal question of the endless that has many problems to be solved in the magic house of Mickey Mouse looking Davy Crocket playing cricket with the rocket of science in the pocket in front spacetime behind with the illusion of the duration in the souls of dancing mad atoms well organized to play as best only one summer linked to lightspeed casual floating in the body without face of an hostile user friendly universe multiexpression of an impression of the sky but who tells that the energy has the duration of an eternity finally well returning in the big hug of the quantum mother of everything restarting from the end and all the really happened dreamed but not invain vaporized on the wave train shadow of our bad & beautiful days as an orient express of the occident anywhere in the cosmos in our cells evolving to a possible perfection shining between the round clouds of the next hurricane in the middle way of our lives on millions lightyears from the infinity to here from here to the infinity with the only ace of love to play and in full felicity here again to stay.

Oct, 02, 2007

 8. MB ML 500 - With the genetic code of Europe played with all the strenghts on the green table of the will of joy & the quantum mechanics curved in the quarks-fashion shapes of the United States of Felicity with the world of liberty as best friend & the liberty of the world as perfect love from the skyroom above to here in the spacetime where the twin towers grow again higher than before and  happy after hearing that special charm of chili & cherry stepping in New York now for you more merry while all the white whales sing their best songs on the elastic soft breast of the ocean awake giant from the beginning of time sleeping in its bliss and all the paradise birds of the wiggling light fly around boundless geometric courses in the roses of your morning sending their highest dreams to you by the enchanted eyes of the growing peach & orange flowers on the scented life beach where simply to live loving  forever linked to the rainbows of the comets changing the structures of the cosmos and giving you the shining diamond of poetry with the voice of miss speller America telling I L U if this strong force it's enough for updown all the chewingum sky of crystal & steel and restart the world again for her on the other side of the universe or here by a never told world a never made matter a neverseen expression of energy in the wild dance of  nature for one moment stopped at the first sunrise of the universal street where all the endless night lamps are flying away galaxies to be conquered and turned in jasmines together the future's days of today to be well spent for to give your smile to the visage of the eternity.

October, 04, 2007

 9. TACHYONS EMOTIONS - Tachyonscattering feed of the earth body and of the sea blood cosmic alien intelligence of a foreign reality show of shadows uder the chemistry hood linked to anything's possible with a thermodynamic engine foreverunning in the space photons with the free company of  the living systems on the bioevolution's spare wheel of chance slowly & speedy running through the quantum tunnel of the physics of nothing where a naked spacetime has no brands but all the life's hands ready to catch passenger stars & planets and to dream together with the first minute of the cosmic events stamped on the last flower with eyes of the radiant rainforest winding powerful handkissing & overpassing of the Niagara falls waiting at the empty stationhalls of the vacuum full gallop away with no direction perhaps the immeasurable spirit of all the past resurrection running if possible towards an impossible perfection on the magnetic compasses of the passing clouds on the numbered innumerable geometric highways of the suspended skies to the bent branches of some gravity while the temperature of worldwided hate & love is rising more and more aloft behind the greedy look of the primeval cell that must choose between heaven and hell while's sounding to whom it may concern the Hemingway's bell.

October, 08, 2007

  10. SILENCE OF SOUND - Hydrogen my father carbonium my mother and the changing evolution weather on the tail of the life's comet heather and dipoles the black holes catching our dreams towards the light raining on our dissolved days in the film of the past started today bunch of grapes of future on the red shift of our happy riding the cosmos on the spin of the earth ballet dancer fire bullet and radiogalaxy source for the asymptotic liberty given by case for all to win or to lose on the straight chemical nose of gravitation's spiny rose for our elegant electrons clouds speaking innumerable cents of second by the first look of the communication to talk between beginning & end of all the things with other wings to fly and new billows to surf on an unknown energy for another age of radiation of words between ocean of silence fandango with the Milky Way parked at Durango under a noparking sign for a moment before next cosmos align embracing the inflatable doll of nature kissed by the special relativity on the celestial floor without base and height with a star roof of the existence selfproof of the common rarity of energymatter pair parity breaking down all the heaven's doors and trending again to the hair of quarks-fashion lighting the engine of emotion doing the next revolution in the name of joy playing a tech toy the flat sky round with all the planets around with the big brother edndless magnetic organism as a little bug with a global hug of cells user friendly but enemy in the fight for existence in cooperation with the electric charge conservation for new light shapes forms diffusion in the cosmic fusion with five minutes only of pause and then to start the next universe doing of this the autoreverse and singing the silence of sound in the sound of silence the entropy dissipation for the energy pudding mould construction speaking loud.

October, 23, 2007

 11. SHORT COSMIC WALK - Spacetimes walk & celestial chalk on the endless blackboard of my life where timespaces talk every second a stop and go on the clovetree of general relativity stray dog hungry of new space with black holes in the shoes of Milky Way and a natural terrestrial dress use & destroy as living running man by a casual vector meson array migratory effect butterfly relooking in any point of the burning cosmos the photos of the photons of a flying away life from one to the other side of the matter line of force while the reality show of the universal logic without a logic goes on the floating body of the energy as a chemical pianoman who understands only he his strange music in the uproar of silence where all the galaxies run in a race for to arrive here there nowhere ever last from the past at the border of the visible universe  without borders by the multibubble of the invisible universe where another game has played without players and the prize is a random waterfall of new stars & old diamonds not to be found in the mine of the general connections of all the things without differences & with all the possible differentiations where our will has orientations between the fortuitous liquid, rocky, aeriform road signs of the natural evolution ever with the face of an intermediate solution dancing on the illuminated platform of the galaxies among superstrings & stars revolution with only the interested love for the absolute surviving at the perfect mirror of the death ever one minute before ever one minute after the physics of nothing's personalized flying away emotion on the road that every moment starts from its origin and returns on its end ever with a good point & a defect of bend.

Nov, 29, 2007

 12. POETRY FOR HADLEY -

Happy the dancing stars for your hidden in the light smiley / also if I don't see the quantum full of flowers tree but I look / that cosmic visible galactic solar kiss & hook / stamped on a random page of nature's book / graceful & savage dancing will on Milky Way's wave band / understanding the near distant goal of the biological hand / voice of  the use & destroy body for superevolution's trend / knowing spacetime as a free spirit of general relativity's bend / hyperbolic line-point to the next eternity joint / with perky attraction of electromagnetic scented air / ocean of the universal energy-matter parity-pair / with some nice violation of all the emotion / violet silent thought violin of the next unknown future to win / by art fashion sign dream & dartmind straight / to the beating heart of a dimension eight.

Oct, 13, 2007 - checked Dec, 24, 2007

 13. POETRY FOR CHARLOTTE -

Where the superstrings meet the general relativity on the curved hill of light together/ and ever shining is the atomic weather of the hydrogen tanned father/ I pass my quarks through the door of the multiuniverse leaving the biology in his place playing the chance-ace/ gathering the first smiling rose of the new unexplored world by the simplest word/ eyes of lemon spring turtle from east to west of the summer purple migrating heron of autumn/ loving everything is lovable on the round quantum clouds of  a cosmos without borders/ kissing the bloom deep rocks by speaking agaves to the rising sun/ plunging as dreams of jellyfishes on the friendly stream of  a wave-band in your hand/ the squared surface where dolphins sing to the flying sky full of rain-stars in front of you sweet diamond of carbonium/ dancing fancy on the Mediterranean Sea where all the storms stop transformed in liquid celestial harmony/ the happy music you hear at the spacetime shell on the highest sail of wish/ the racehorse of love with the heart glazed in red and the dark matter above backwash of any story/ of verity & beauty is the rainbow of joy and the first of your youth toy/ with mother nature dressed in yellow genistas accompanying the evolution of your charm/ on the straight tortuous way of poetry that gives a fashion of eternity to the infinite.

Jan, 16, 2008

 

( Francesco Martin ) ...but it's for all the people able to catch this, make it own,  do better and to evolve it in other possible ways.....thankyou!

(to be corrected & revised as soon...);

NEXT ...incoming...

 

 

 

 

giovedì, ottobre 25, 2007 

SPEDIZIONI INTERNAZIONALI 2
Umore:  felice
Categoria: Scrittura e poesia

FREE EXPERIMENT OF ITALIAN LITERATURE THOUGHT-POETRY 2007

WHO CLIMBS THE HIGHEST MOUNTAIN LAUGHS ON ALL THE SERIOUS & FACETIOUS DRAMAS.     Friedrich Nietzsche

"I Propose an International Revolution for the Abolition of the Death" (Gianni Boncompagni, Anchorman tv Sept, 06, 2007 , Italy, occasion of the end of Luciano Pavarotti).

"TO THE YOUNG PEOPLE OF LITERATURE I WANT TO GIVE THREE USEFUL ADVICES: 1. DO NOT WRITE POETRY ; 2. IDEM ; 3. IDEM" Walt Whitman, 1888, The Signal

IMPORTANT ADVICE to:   NEW YORK UNIVERSITY - Literature Department, New York, NY, U.S.A.:  Fm Ushnetwork Mediatool:  THE DISAPPEARING PHEASANT IS REAPPEARING FROM 1992  stop

  SPEDIZIONI  INTERNAZIONALI  PARTE 2

Hello Girls & Boys, continua la serie delle poesie-pensiero scritte di getto, nell'esperimento che prova a saldare assieme i mondi della poesia e della scienza. Come già indicato nella parte precedente, sono tutte a libera disposizione di chiunque abbia capacità e voglia di farle proprie, evolverle, trasformarle, e rilanciarle nuovamente in rete con un nuovo look, trasformarle in oggetti di uso pratico quotidiano, in nuova letteratura, canzoni, formule chimiche e matematiche o ridare loro la forma delle chimere che sono e quant'altro di possibile o di tuttora ancora impossibile.  Grazie

Francesco  Martin   at:     www.myartprofile.com/ushnetwork 

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 37. SCATOLA VUOTA DEL TEMPO - Scatola vuota luce perpetua dell'invana questua pubblicamente fatta per tutta la giornata sulla terra completamente cambiata con la punta della penna come quella della spada come una specie di giocattolo per il tridattilo se il re è nudo Ponzio Pilato è completamente depilato nel globale parco del divertimento si è quasi estinto il lamento dal Brasile alla Groenlandia è tutta Mirabilandia ma forse è meglio così rispetto a prima quando l'uomo non aveva ancora conquistato nemmeno la luna sul girone della galassia con la cassa acustica di risonanza del fondo a microonde dove un barbone si nasconde nel cartone animato di un carro armato sventrato tra ululanti quadrupedi destinati dall'evoluzione al volo e alghe flagellate si posa nuovamente l'estate così tra il pastificio e il dentifricio e il prossimo sacrificio ma minimo il superuomo officio in un ufficio caustico il regolamento del comune medievale elastico ove mi plastifico in una carta d'identità qualunque che non ha età ma la natura mente o non mente alla mente chissà e quello che è falso è falso rispetto a quello che è vero è vero questo si domanda l'impero con la lotta di classe all'impasse sull'asse incatramato di fresco da un conflitto arabesco tra due fuochi se avanzi sei impallinato se indietreggi idem e per amore del pericolo ti prendono per il collo e ti offrono lo sballo del politicamente bello buono giusto e adatto da adesso fino al prossimo misfatto della storia coincidente con la saggezza dell'occidente ma anche dell'oriente del nord e del sud che sono dappertutto con l'assenza di memoria alla Battaglia della Meloria gettando via la penna in un completo di renna con un gelato alla panna ascolto l'ultimo disco di Madonna pensando ad una vacanza da esquimese almeno una volta al mese come un americano cow boy mezzo texano un quarto africano un quarto messicano ma portoricano a combattere con un nuovo male terzano che non era previsto dagli esperti del ramo e dell'albero rapido e invasivo quando cambia il tempo binario nel periodare quaternario rialzando la mano ciliata nel club dei prestigiatori come semplici viaggiatori sognando il paradiso artificiale oltre il decadere di un genetico codice da spettatori quasi mai attori mentre aumenta la temperatura della possente calura che promette una prossima freddura anche con il raffreddore sempre meglio menare vanto di tutto quanto all'incanto il bilancio passivo e la minaccia della bomba atomica nucleare fungo dal braccio lungo nel mare di fango e sul terzo mondo il quinto potere che diventa sesto sestina quaterna diploide in quarantena probabilità di galaverna benessere e malessere evoluzione involuzione dell'essere nel tempo rifiorito insaporito ribollito sempre poco cotto o scotto o troppo salato o insipido persino insipiente essendo sapiente eppure qualcosa vale se tutto ha un prezzo da un bel pezzo mediato immediato a medio termine alla Stazione Termini dove una nuova speciazione ha inizio mentre deraglia la cinese muraglia al tempo e all'ora da se stessa stabilita anche a causa dell'autolavaggio a gettoni del cervello transgenico genio della vera arte che non sarà mai di parte anche se la vogliono tutti e nessuno Hamas e Fantomas fantasma del Louvre in forma di statua della libertà fatua ma incoercibile nello spaziotempo labirinto labile che mostra tutti gli ingressi impossibili ma nessuna uscita possibile.

 38. TRENI D'ONDA - Treni d'onda elettromagnetica a vapore che fendono dell'aria il calore relativo alla pagina relativistica con la pressione parziale nel moto inerziale della statistica della spesa appena fatta e da rifare il mare nelle sporte la pianura da arare negli sportelli con i giubbetti sportivi aprono il cuore degli alberi trasformati in vele dipinte nelle tele appese alla cotangente dello spaziotempo che non conta niente, infine anche se la pigna con la vigna s'indigna e fa pace subito senza sentire la ragione del torto la prossima metropoli è una fetta di torta gigante gratuita e una scatola di latta del cielo senza coperchio tra cartoni del latte dove dormono i barboni tra i marciapiedi per le dame con i barboncini sono nascosti i capitani uncini che ti osservano sempre anche con un occhio solo in compagnia di un grande fratello al posto del cervello tuo rimane solo il ricordo di un fringuello che morì sulla strada cadendo dalle nuvole in duello da solo o con altri e tutte le parallele tracciabili tracciate tra i traccianti facendo petting con un pettine di mare che passa via veloce oltre la foce della luce evoluta in un lume subliminale mummia all'ospedale davanti allo specchio di Venere diventata Cerere rinata sul petto della Gioconda anch'essa da finire in cenere o era Cenerentola con una scarpa in meno o in più da dividere per quattro tarantolata a Taranto miracolata a Levanto mentre il sole se la ride da ponente a levante così mentre facevi il giro del mondo correndo ho fatto il giro dell'universo fermandomi a Fermo ma è lui che è anche lei ad aver girato attorno a noi qui e da nessuna parte e svoltando all'improvvso in tutte le drezioni senza mettere la freccia del tempo nello spazio tiramolla dilatato di un galattico piano abbandonato nell'attico dell'Attica la biologia evolve in elegia che cerca una nuova regìa senza essere qui altrove o altrove qui chissà dove mentre piove o non piove nello spazio che ha spazio per lo strazio e nel tempo che ha gioa per la felicità oppure nessuna delle due oltre la serratura semplice dell'infinito con il tetto sfondato sullo sfondo era già qui dove siamo adesso il nuovo mondo dove correvi in tondo senza essere mai partito essendo continuamente arrivato.

 

 39. NEUTRINOSONG - Neutrino uno bino trino padrino del primo e dell'ultimo pane in comunione spirituale di matrice naturale adesso quattrino da spendere nell'economico motore turbodiesel a rendere e tacchino magnificente da spennare a Natale nel Natal come brevemente descritto in epigrafe dal taccuino giornalistico relativistico pallone frenato turco bolla speculativa dell'universo a mille bolle blu in divieto di sosta sotto il solleone a Cefalù tirando al volo al bosone vettore in faccia con un fucile da caccia grossa era una primula rossa che ci dava la scossa facendo la mossa tanto per fare qualcosa mentre il mondo si riposa e una farfalla preziosa in cima alla Torre Eiffel si mette in posa ma chi sei energia che riempie e svuota il nostro cosmodromo prima o poi di tutti noi chi non sei nei numeri magici da tirare a sorte che ci mostri sottobanco con la forza di gravità come paranco sempre più stanco da dove vieni beato ignoto bagnante a Noto infante alla mammella dell'Italia s'è desta e fante colpito al cuore alla prima guerra mondiale venuta dall'infinito all'inverso biodegradabile a Grado a meno duecento gradi centigradi degradati ma dove adesso te ne vai forse alle Hawaii o a Malibu dove non ti troveranno mai più mai ma tornerai caro neutrino sapone neutro con cui mi lavo la faccia diventando neutrale o bomba al neutrone impegnata sulla miccia della feccia del tempo lampo di luce allampanato nel concordato per il ribaltamento delle robinie al passaggio a livello del brutto e del bello dove sei nascosto manifesto inafferrabile tachione trasformato in aquilone dei miei sogni che cadono ma risorgono sempre sull'infinito sfinito dell'assoluto assolato e insoluto come un radioso falcone infine già abbattuto fin dall'inizio del tuo solstizio mentre seduto a cassetta del cielo tenevi le redini delle rondini.

 40.  SUMMER TATTOO - Un nuovo tatuaggio algebrico sul petto intonso dell'evoluzione da tosare che mentre accade è già accaduta nell'abbraccio della cuscuta con l'etichetta nuovissima scaduta di un magistrale patto sociale da testare al galoppo nella storia da tostare clandestina madrina dell'umiltà e della boria interscambiabili è appesa la risata trionfale della necessità sopra l'umanità come un ratto norvegico trasformato in un gatto strategico con il dado tratto e la natura ribelle da trattare con il trattore quindi da descrivere con la penna sulle rive della Senna magari con il senno di poi di un topolino fragile sempre affamato che vive bene come un principe nella reggia e ancora meglio con l'eccesso di popolazione  nella fogna mondiale di plastica e cemento immortale con il settimanale culto giornaliero settimino della berlina della forca caudina e della gogna che del suo essere fa senza vergogna con il rito alternativo del processo alle intenzioni così passeggia all'infinito da una scuola di pensiero all'altra Pucca icona ridente nello zibaldone dello zaino sovraccarico di libri usa & getta sempre più in fretta tacca nevia sulla Neva che fende la neve cosmica cellula impervia suburbia di superbia nel muggito tonante del muone che diventa mucca pazza e cioccolata espressa in tazza con la libera Svizzera Giasone dal vello d'oro che si scambia un occhio con l'Europa ad Oropa nel suono vibrante del cristallo corale a forma di stella sulla prossima galassia spirale ostica barriera linguistica sanata prossima irlandese rissa alla luce di una rossa lanterna cinese azzurrata torre dell'orgoglio francese l'orologio economico serio di Londra qualche volta comico davanti alla liberazione sessuale svedese colonia profumata e schiavizzata d'oltremare dal vascello olandese in cambio di un massaggio thailandese in provincia di Varese e un passaggio in autostop da Torino a Milano con il sessantotto che in teoria libera dalle catene vere o presunte l'ottentotto fino all'ottantaquattro e nuova scoperta dell'America in un'italica casa colonica spezzata in mille pezzi subito dopo l'autocreazione della prima televisione in soli tre giorni quindi la smisurata procreazione assistita della vita nella metropoli ripetuta Paperopoli di gomma sfavillante americana ridente melograna prima dell'inverno nucleare e ridondante filigrana pronta ad inflazionarsi con chiunque per un semplice dunque allora come e quando comunque derivata tutta quanta dal cantico orfico dei quanti e dalla stessa cosmica polvere che ha ancora molti problemi da risolvere.

 41. ARC EN CIEL - L'arco in cielo piegato in due dalla forza forte del pianoforte accordato elettrodebole accodato a tutte le particelle esistenti nelle onde che si scambiano di posto anche a  ferragosto trova la sua posizione personificata nella società della ragione lastricata di buone intenzioni nelle belle emozioni così ricche di mozioni di sfiducia con robuste iniezioni di fiducia purchè la parte al tutto si ricucia mentre i cani da guardia stanno a cuccia come da manuale l'irriverente vuole essere riverito il contestatore non contestato ma ricevuto e benvoluto con il buon vino della concordia ribevuto e i tarallucci ovunque redistribuiti assieme ai redditi garantiti i prestiti pattuiti gli albori della storia meglio gestiti sotto gli alberi della conoscenza quanta pazienza bega accademica tega endemica che ricresce spontanea sulla taiga e in forma di ameba informale ad Addis Abeba addendo alla rotondità così poco quadrata del mondo che anche morendo sta rinascendo ancora nella fuga delle galassie che vanno a fondo oltre lo sfondo davanti al demone dispensatore di odio apolide che attacca come l'oidio dappertutto soprattutto quando sale in cattedra discende in cattedrale lanciando dall'alto in basso e dal basso in alto il teorema dell'anatema nella bolgia dell'ideologia anche dalla moschea sognando una distruttiva marea che tutto e tutti porti via tranne lui divinità autoproclamata del bene e del male nella fine della libertà conclamata per tutti con la sola uscita di sicurezza garantita che devi diventare migliore del tuo professore ma spesso per le masse va bene anche il peggiore della classe questo riconosce il politico furbo e il polittico frubo simulacro dell'apocalisse mentre era solo un'eclisse provvisoria di sole il lavacro sulla pista sahariana del sale in perenne attesa di vittoria e riscatto giocando se stessi al lotto o facendo di tutta la propria vita un botto a capodanno o rilavando in Arno il panno la chimica universale che non conosce affanno venuta dal nulla a procreare la mimica di ogni cosa rigenerata e riprodotta a iosa nella realtà pericolosa dell'edificio pericolante dell'evoluzione naturale dunque meglio avere a portata di mano uno strale un atlante stradale e un generatore a vapore di maestrale girando in tondo nell'arco in cielo con una Lambretta sfregiata di fresco sotto il ciliegio che continua a spogliarsi e ricoprirsi di fiori foglie e frutti per il gelataio sempre meno gaio vivente alla giornata di tentate vendite nelle economie generali delle svendite con la trombetta in mano al Parco Lambro a richiamare indietro anni e secoli da sorpassare non più locali e la poesia millenaria sciantosa sirena giocosa non lineare in continuo stato interessante discontinuo che non è ancora da buttare via essendo una vecchia decrepita che ridiventa giovane e ancora più bella di prima come e quando le pare e piace semplicemente rifacendo il lifting all' immensa fonte disincantata dell'eternità fronte e retro all'universo retrò che tace e acconsente da un vulcano emerso d'inconoscibili formule di parole egualmente sommerso.

 42.  DEMOCRAZIA NUCLEARE - Comprimendo l'espansione universale nell'ipersfera della sera gli adroni sono tutti uguali o quasi nella precipitazione gravitazionale dei giorni come storni appollaiati sotto i ponti senza chiedere sconti ma vivendo in libertà assoluta nella natura dissoluta delle cose la carica elettrica è scarica nelle righe dello spettro la pianura si fende e si fonde nella temperatura invariata così variabile il mattino del giorno di festa sotto la legge illeggibile e spietata della foresta pietrosa pietosa galassia spirale di piacere e dolore senza coda e capo alla prova del nove non ci piove beata ingenuità di corallo la collana marina dell'Himalaya ricomparendo la civiltà scomparsa dei Maya desnuda statua focale fatua parete di settimo grado a Cornuda una sciarada dove finisce la Marmolada inizia l'uomo di marmo da Carrara a Ferrara multiparte del centro di Venezia decentrato in un palazzo concentrato dove un altro orientabile piccione tuba a qualunque fidanzata sognando Cuba sul tubo distorto della gronda dove di sponda piove il clinamen atomico in balìa dell'energia dinamica improbabile antimateria che non ha nomen ma habeas corpus con il presagio di un'altra vendemmia del bene e del male dopo la guerra dei tremila anni fine degli affanni e risorgimento dell'intero firmamento dietro l'orgogliosa rivoluzione di ottobre finita a capo chino sotto il crollo del muro di Berlino passa vedi ascolta taci e godi solo del mondo i baci scalciando via i calci sugli stinchi degli scinchi tra le risate inutili delle linci di cui si ciberannno i granchi isomeri di struttura bulgari polimeri al poligono di tiro canzoniere delle buone maniere del novecento da rieducare paroliere mitragliere di coda sul B52 nel quarantadue e pallottoliere sul fusto di cannone della guerra di Crimea diventata di Corea alla cadenza della decadenza protonica del pianeta azzurro ascoltando il sussurro globale cibernetico del passaggio intransitivo ermetico senza colpo ferire lasciando tutta l'antichità perire dall'una all'altra civiltà ibridata con il mostro di Loch Ness che c'è ma non si vede nella memoria dell'acqua miope che tuttora ci crede.

 43. POESIA LAMPO - Planano su Fort Alamo assediato dal pianeta assetato particelle elementari in sospensione sulle protuberanze del cielo come profluvio di parole dedicate alle nuvole sparse sulle regioni arse dalle risorse sempre scarse l'isotropia dolce granoturco di settembre tra le palpebre dell'estare andata dall'altra parte del mondo quando le galassie fanno girotondo e i sogni maggiori sono andati a fondo nell'ignoto nulla che ben conosciamo ma risorgeranno più forti di prima tra un anno dal buco nero ridente dietro la massa della luce che alza la voce riparte l'arca al completo della globale allenza sotto la bandiera dell'abbondanza che ama tolleranza meglio se in accordo di tutte le parti in causa evitando l'individuale tentazione collettiva pilotando la storica locomotiva sulla monorotaia dell'accelerazione gravitazionale è caduta una foglia sopra la faglia sotto il continente alla deriva dall'aspetto sorridente e dal carattere mordente con la maglia di ferro se non erro vagando come un ebreo errante dall'una all'altra parte del sestante zodiaco aitante stagione aiutante di battaglia per restituire ancora l'altra faccia della libertà al pianeta rimasto senza pineta proprio lui derivato dalla cometa del caso con la coda e le orecchie tagliate che osserva in massa Davy Crockett giocare a cricket mentre tu paghi il ticket per la conservazione dell'energia totale che si dissipa nell'alone galattico spostato verso il bilico dell'universo contratto sul petto della poesia semieterna esplosione di energia nell'implosione dell'entropia.

 44. VOTO AL VATE - Ho fatto il voto di non dare a nessuno il voto nel leptonico numero unico dell'evoluzione da rivedere e correggere ristampata nella sua radice quadrata senza radici dove è autoriginato il tunicato punico puniceo bruco a Brunico cercando un altro buco da occupare nella fisica del nulla da abitare di ologrammi a chilogrammi e che accade come capita senza essere capita ad eccezione della lunghezza d'onda che la riporti a tratti sull'altra sponda ascoltando nella conchiglia del tempo la lingua grossa del mare in salamoia fino a quando passa la noia e s'incrementa l'espressione della pressione nello spaziotempo specchio asimmetrico delle nostre brame appena guardato subito crepato con il cranio della relatività speciale rapato a zero dove galleggia il mondo incantato da se stesso incantatore di serpenti e continenti pagato ad ore da un futuro muratore di un altro principio cosmologico alla fine Keplero scrolla il pero dell'interazione forte tirando a sorte il cosmo veritiero accanto al gatto nero della sfiga che lo aspetta lì da sempre subito prima di riscuotere il debito formativo della conoscenza sulla circonferenza il volo di Pindaro come un moscone impazzito sulla riviera romagnola hoop-hoola serve una carrucola analitica celeste per sollevare il mondo dall'orizzonte degli eventi dove non accade niente di nuovo tra soluti e solventi oppure una corta leva lunghissima obbligatoria nella galassia sussultoria che ricerca la gloria a cavallo della storia possibile e sulle ali sfatate di quella impossibile capinera con il volto da drosera incallita nella resistenza al dolore davanti al piacere ascoltare tacere imparare Fanfulla da Lodi in un libro di Collodi da Novara a Barletta in bicicletta con Roberto da Giussano abbandonato in un deserto australiano che prima o poi diventerà italiano e la filosofia sperimentale ultima ancora di salvezza che non riesce più ad aggrapparsi al fondo o alla superficie dell'infinito piatto da portata dell'energia decuplicata fratta in un megaparsec del cielo spostato oltre lo sguardo ostile dell'estinzione senza scopo quindi amplificata in punto di morte ascoltare tacere imparare quindi sorvolare oltre l'eterno che esiste senza nemmeno saperlo proprio come un merlo elementare geneticamente obbligato nell'infinito quantistico da quantificare dove c'è ancora tutto da sapere.

  45. STAZIONE TERMINAL VARIABILE -  Nello stato stazionario della materia primordiale asintiotica è la libertà asintomatica di tutte le forze in gioco di acqua pesante e sole radiante all'aria radente mentre ridente  mi rilasso a Patrasso cadono gli ultimi dèi sulla civiltà incivile che abbandona l'ovile dubbioso della scienza esatta con un minimo di coscienza diventata servile buona causa causante per tutte le stagioni variabili e l'Europa da mandare a ripetizione combattente con la pasta troppo cotta o al dente e nessuno nell'indifferenza generale si pente di niente anche se la natura così sanissima sembra morente tutti con i propri moti leptonici in maschera alle Isole Mascarene presto di neoprene all'infrarosso dal gorgo di antimateria da cui fin qui profuma di campo elettrico rinselvatichito il sorgo che attende la resurrezione della fermentazione butirrica a colazione empirica tra le curve della relatività generale un bosone vettore consegna discreti pacchetti d'energia sotto il controllo orario dell'entropia nell'oggettivo ambiente a corrente alternata ora soggettivo impermanente fantastico cippo votivo di ossidrile ceppo di ulivo dall'aspetto signorile nel covo dell'incavo antologico dove ci cova il logico che ricava dall'età della pietra una faretra per la freccia del tempo che non lascia scampo ma tornando sui propri passi accelerati tra i sassi di galassie gli ammassi facendo coincidere gli opposti sessi tra solari plessi gli amplessi della vita che si mantiene viva sotto il segno della divisione a scandaglio e a campione e vegeta come la prima navetta spaziale in orbita esponenziale quando il giorno migliore è sempre oggi il momento migliore comunque adesso al giunonico ballo del mattone fotonico argomento ricombinato sulla corsia di emergenza non riciclabile dell'universo termolabile.

 46. CARPE DIEM - Che sia mandato il pregiudizio convinto della propria convinzione a convitto in finale giudizio nella stagione istantanea dell'opinione cianogena con la verità in tasca cianotica sul precipizio inimmaginabile catastrofe caotica ibrido di struttura costante inossidabile resistente al tempo evolvente sulla critica militante una variante di grado astronomico radiante se possibile prego anche a Rovigo aumentando il culto dell'ego eppure se un miracolo intelligente accadesse se si potesse eccedere l'eccezione alla regola che sulle piazze si sgola e da una testa all'altra trasvola uno è informato uno disinformato uno infornato per caso o per sbaglio o per semplice volere del vuoto che chiama a sè il pieno contrario pane comune globale da espandere moltiplicando all'infinito la civiltà del ridere e il rischio di estinzione col fischio in mano di ramo in ramo con un racemo di vischio allora scendo anch'io in campo sfottendo il fotone scegliendo il senso delle stelle a campione legante al cielo antilegante alla terra a cavallo dell'universo elegante con la memoria da elefante enumeratore nella luce nebulosa di Orione del pallido apparire come massa ed energia da usare e buttare via ero alla prima guerra mondiale un fante al valore decorato e subito defunto per dare o prendere un ponte nell'Italia a ponente sotto il cielo semplice particella di universo crepitante mentre lo sbarco in Normandia è di tutti i giorni e non a salve con il comunicato del palazzo di ghiaccio ogni volta rettificato cane da compagnia arrotato sulla Via Emilia sul ciglio della strada che in nessun luogo approda come un dimenticato filmato da una pellicola di trenta secondi compressa nella stima incommensurabile dei fenomeni con l'opinabile torto gettato addosso a peso morto che con tutta l'acqua delle cascate del Niagara sulla torre più alta di Gradara è passato via in fretta più veloce di una saetta orizzontale quando resta solo nella mente di elio del sole verticale la passione candita di un neurone proiettato arcobaleno attorcigliato pavone addormentato sulla sesta dimensione in permanente competizione al rallentatore sullo spaziotempo mai una volta in tempo dove nulla dura eternamente nemmeno l'eternità in più o in meno.

 47. BIGLIETTO 2.284 - Camminando con alati piedi sulla stradata pietraia autostradale sinistrata del brigante e del volgare con accento collinare lineare sfenodonte atterrato sul mondo capovolto atterrito capodoglio dialetto con cui mi diletto portando l'intera letteratura a letto dopo mezzanotte con l'aerea rotta di collisione della retta da curvare in un punto qualunque che sparisce in fretta la vita è una cosmica deriva genetica non garantita senza alcuna etica con il viatico mediatico dietro il paravento scientifico della scoperta altrui sbandierata come propria detenzione impropria di una nuova arma bianca per uccidere la tarma e rigenerare il karma retrattile evoluto da un rettile sinapside nel mezzo della verzura di luglio alla calura patatina fritta in cinque minuti ammainata vela mai dipinta tela cosmologica mentre getto la spugna in Arno ammaino la lingua a Sarno pianto bandiera di una nuova maniera di dire scavando una miniera sul fondo della radiazione cosmica sempre meno comica alla periferia della galassia vaporiera da solo sotto il suolo una formica liberata dalle catene e privata dell'imene con un punteruolo ad incidere il volto da azzeruolo della temperatura celeste fuori ruolo con la rima orale aliante sul maestoso cascatore ammaestrato maestrale ala volante dedlla gravità di Icaro per Luna o Marte subito si parte riaprendo tutte le chiuse porte rigiocando alla roulette russa la sorte afferrando per le corna il Minotauro della materia oscura Ulisse ora ritorna tanto scaltro da essere diventato un altro allora subito alte le spade riempiendo di portaerei le rade e di eserciti gli esercizi spirituali di sangue tributi mensuali ed estrogeni esogeni emicicli mestruali tra i misogini sensali del sesso ossesso libidine possesso ma con il cuore di sasso il soldato in Indocina con la morte che s'inchina a leggere l'ultimo giornale sulla panchina con quell'altra medicina che il benessere avvicina pensa per te pensa per tre vivrai come un re di denari e bastoni mentre per altri s'aprono botole e prigioni così capisco tutto e nulla e rifluisco ma fluisco oltre immaginandone tutte le ragioni dallo sguardo mi riguardo vesto costumi da gattopardo usa e getta  presenzio alla pubblica cerimonia con massima parsimonia e mi rifugio nel settore privato tanto di guadagnato di quanto è accaduto intorno prima di dare la precedenza a destra e a sinistra ognuno s'è scordato dal passaggio del presente al futuro c'è incertezza sotto il segno della bellezza per cui fuggi pure a Fiuggi con l'intelligenza che si autostimola prima di Imola e lascia il timone al regime di brezza tanto con il tempo anche il vate maggiore finisce nel water e l'illuminato lume campione della ragione come una farfalla bruciata in un lampione.

 48.  MESONE CRITICO - Filastrocca barocca a memoria futura nel volo termodinamico liberato dell'energia bipede cavallo da corsa in forse  la deriva genetica di un'albicocca che la freccia dell'amore floreale incocca in un seme sull'ala volante del vento senza sicura con l'atomica concentrazione elettronica nella dissipazione ionica sul deserto dei Tartari ad aspettare dall'inizio il tempo inutile della fine stempiata galera romana affamata di risorse tra le morse dell'arrivismo presenziale demenziale verso l'Istria colonia istrionica colonica conca pluridimensionale con la russa acciaieria che bussa a tutte le porte l'icona conica rossa palude d'immobili sabbie mobili sull'altra sponda la spelonca dove Polifemo imprigiona nuovamente Ulisse annebbiandone la mente con le accorte vibrisse della verità assoluta invenzione di parte offesa che avanzerà ogni pretesa sui muscoli esibiti di Evola come Muscio Scevola raggio al cubo del coraggio che non considera il vantaggio sprecato nella ridondanza del notiziario enfatico barrito elefantino ad alto dosaggio sera e mattino e da tradurre nel drenaggio di un diario campanilista linfatico diafano tafano mentre canta la cicala che il volume non cala e a fatica arranca l'umile formica in realtà schiavista sulla popolazione divisa in due per comodato d'uso adattata al proprio involontario abuso volontario l'improvvisa ovazione per il nuovo Re travicello sotto il culto del proprio orticello ma per le genti moltiplicate per otto niente salvacondotto nella natura del tonfo dell'atomo scisso il ponfo di un tuffo a capofitto nella metropoli in affitto salato giambo ditirambo tronfio biologico illogico strambo il fiore della storia con le doglie sotto mentite spoglie in equilibrio stabile sul gambo senza radici e foglie dello zero assoluto del prodotto dinoccolato e la predilezione per la predizione del calcolo delle propabilità più improbabili oroscopo dorato armento da mungere a sangue argentato lamento dell'intero firmamento un proteico filamento genetico sempre meno etico che cerca ma non trova la felicità presente tutt'intorno a sè quando il dado è tratto rado il rimbrotto per l'ambiente rotto bassa la marea di Cassiopea prossima ventura e l'agenda della contabilità pudenda disavventura a ciascuno renda come alla foresta che l'umanità devasta il Panda ma anche utilmente ricostruendo mille torri nuove di zecca a New York vetrina del progresso umano in regresso con la libertà che ridiventa una statua teorica della retorica facendo diventare Cleopatra la nuova fidanzata di Frank Sinatra giocherellando alla borsa di Londra con la speculativa bolla alternativa taglia e incolla sull'economica molla inversamente proporzionale alla bolina di spinta cieca indovina di parità violata galattica caramella con tutti i sapori del cielo raccolta da terra e donata da uno sconosciuto all'altro come la vita alla prova del salto a ostacoli tra gli strali degli oracoli e il ritorno dei calcoli che non annunciano nulla di nuovo sul fronte occidentale sotto il monsone incessante dello spaziotempo invertebrato all'addiaccio viandante vertebrato piovuto a casaccio accanto all'idrovora della natura onnivora che solo per un piccolo spostamento del nulla dalla massa della nassa del tutto all'improvviso e proprio sul più bello ci divora nel miscuglio eterogeneo della statistica stoccata soda caustica stocastica facendo almeno sputare l'osso duro del potere a tutti quelli che lo tengono stretto tra i denti del mondo cane.

 49. TIMOR EST - Timor Est ricalcata carta carbone dalla miniera d'oro bianco dal nordest che non ha timore ma di Achille rigenerato surrogato di predatore predato sui muri stampato teme l'ardore con il tallone fragile vetrata della simmetria dell'ultimo minuti primo spezzata e dissolta nel sudario levato a levante dell'Indonesia sulla falesia della libertà vanesia la modalità televisiva nemmeno dissuasiva ma persuasiva sul reame che nessuno vuole ma tutti combattono per averlo proprio della sete e della fame del mondo caimano che si mangia da solo in compagnia della vita effimera nube di elettroni sciamati via dai secoli dimenticati fino a questi giorni enfatizzati nella profonda lotta tettonica della guerra bionica del sublime universo ascolta l'armonica della terza nota ignota circonferenza distorta cavalcata delle valchirie per gioco carica scarca dei seicento carioca il carnevale permanente nel ritorno del settecento con la deriva causale dell'armento che evolve in un dollaro d'argento per il simile diverso argomento non sono sgomento in mezzo al ciclico ciclone eone stabilito da sè della preda predata approdata nell'era somma del leone predatore troppo affamato e sazio con il cuore della belva che ribatte senza una ragione nell'evo moderno con la spada spuntata e il radar sulla rada ad ascoltare il caos parte integrante dell'eredità biologica indivisa economica invisa al pubblico pagante a rate nelle favelas immedesimate a falene di faville illuminanti di moda espansiva alla mente invasiva il manubrio solare altissimo sul palo della cuccagna del cielo orizzontale la sorte tiratore scelto a caso biglietto senza ritorno alla lotteria genetica pescato e ricaduto nelle foglie raccolte mortali spoglie a mani basse nell'affresco della notte quando accelerano stellari rotte sopra la Cina sorella vicina lontana gabbana rivoltata sottana a fiori da donare a chiunque sul culmo perso della speranza riguadagnata con un vestito nuovo di zecca sotto l'elmo della guerra fredda e calda ipocrita inclita veste della storia ancora da accadere svestita subito nell'umano retaggio senza alcun vantaggio con mancato coraggio ritrovato dappertutto nell'ambiente tanto bello quanto brutto ad occupare con ridondanza biologica della celeste sfera il raggio del futuro nell'ardesia delle ondate gravitazionali cosmiche sotto il pavimento del firmamento sopra la luce incostante a velocità costante che precipitando sale.

 50. OTTICA POLITICA - Con quanta numerale intelligenza autoelevata a potenza moltiplicata per furbizia d'umano accatto a garantire l'altrui impotenza spocchio allo specchio asimmetrico d'attacco dietro l'immaginazione ripetitiva caudiciforme esibita al Circo Massimo mediato del pensiero minimo comune denominatore della società a motore a ritardato scoppio che spesso si concede dei popoli l'oppio la ragione della scimmia nuda con la faccia da sedere gettata in faccia alla plebe chiamata mulo da soma di fronte all'asino di Buridano che mostra della sapienza il deretano facendo denaro abbondante dopo la cinghia di trasmissione sociale tirata a lucido che rimette le cose proprie a posto con gran daffare fino a strafare  tosto deciso con un decreto circonciso immediato il detronizzato direttorio azzimato risciacquato al perborato e presentato come nuovo da dieci teste d'uovo alla televisione dei poveri che chiede un voto qualunque trasmettendo a vuoto sempre la stessa immagine cosiddetta novissima e l'affannosa corsa al potere dell'uomo sull'uomo per il bene dell'uomo che hanno così bene in mente fino a mentire per professione e che a guardarlo da un altro pianeta fa morire dal ridere e dal piangere cinematico estatico doppio turno dell'estate al cinema comico all'aperto con il capo scoperto cerco un fenomeno trovo sempre un nuomeno paralipomeno polipo al naso multinariciuto un vecchio topo di biblioteca che scende in discoteca tra i giovani da ammaestrare a dovere il tutto per l'intoppo di dimensione universale nella rotazione di niente per cui sarà promosso un ente nell'attrito galattico volvente che passa e fugge via più veloce della luce in una massa infinita sconfinata in un punto daccapo non so se il gatto femmina di Schroedinger pubblicamente privata del dono della parola  sia viva o morta o solo guardandola partorisce  in un decimo di secondo mille miliardi di copie carbone di sè nascondendosi tra gli elettroni da gustare di un bignè e sfruttando tutti i frutti degli alberi opportuni o meno con le maniglie elastiche da aggrappare e da tirare sulla corriera biologica che attraversa il letamaio della storia abbondante del profumo dei fiori della ricchezza taglia e cuci raccogli e taci dove te lo raccomando l'amico dell'amico dell'amico nella misura comoda dell'amore contemporaneo impossibile per Kennedy e Mao per Fidel Castro e Che Guevara e per l'uomo in bianco con la tiara e per il nemico del suo nemico sotto il segno della fisica del Tao oggi un poco anemico con un budget da spendere e gratificare il favore da rendere il tetto della spesa da sfondare con il peso dolce del gravame del reame mentre parlate anche male di noi purchè se ne parli dicono tutti in coro i merli vecchi e giovani nell'allevamento videosorvegliato dell'intelligenza artificiale direttiva da dirigere a piacere pubblicamente foraggiato per dovere e scavate pure nel nostro passato quasi immacolato presto dimenticato nell'imbuto senza fondo degli eventi abbandonati ai quattro venti  qualcosa troverete sempre da dire e non dire magari nell'esposta spumiglia esponenziale della scienza vermiglia all'interno una sorpresa inimmaginabile forse la coscienza dell'incoscienza e viceversa con la massima impertinenza che sarà decorata al valore nell'universale dissipazione del calore al doposcuola della meccanica quantistica rimasta senza viti e bulloni economici si arrangi allora rileggendosi dalla fine all'inizio e legandosi a tutto quello che trova fornendo una prova irreale del mondo reale l'autocritica con la testa radiale frattale clinicamente testata cinicamente sfrattata dalla mitica realtà sfatata adesso è il momento migliore per andare a divenire sul clamore dei piccoli uomini diventati grandi secondo il metodo della contraddizione della contraddizione e dell'interessata partecipazione alla donazione alla dazione del pensiero e dell'azione fino alla clonazione del patrimonio economico e genetico che si premiano l'un l'altro sulla piazza orientabile mazza da baseball dello scalone sociale incomprensibile ma sempre più scaltro per proletario e signorile favoritismo del nepotismo obbligatorio e qualunquismo in genere per quello che resta del resto diventando sempre più lesto nel mondo capovolto girotondo dantesco dei buoni e dei cattivi a seconda di stabiliti pesi misure e riti alternativi ancora da stabilire dove si decidono del paese i destini del popolo nella decadenza finale dei protoni quando al nostro posto ci sarà sempre un altro che saremo noi con il viso tosto e le mani da tenere a posto nello stato stazionario della stazione universale terrena soppressa per caso e necessità da un semplice raffreddore cosmico quando anche della prima particella elementare che tenta di proliferare non resterà nessuno sia che sia chiamato zero, più uno, oppure meno uno.

 51.  RICOMBINAZIONE UNIVERSALE AL VOLO - Allo spaziotempo sulla scala a pioli senza scala a Rivoli ancora penso e m'illumino d'immenso nell'infinito sempre meno denso che tuttavia illumino tra le nubi interstellari dissolte tra volte temperate di fotoni al suo stato minimo sul rapido della luce senza biglietto di eterno ritorno in compagnia della nebulosa della memoria costante cosmologica aleatoria sprofondo nella radiazione di fondo così tanto superficiale di tutte le cose riprodotte a iose irradiando evoluzioni irredentiste scaldando un campo gravitazionale dissociato nel portato dell'osservazione del caso ultima farfalla ultravioletta da seguire senza fretta che ci porta sempre e comunque altrove nella marea dell'espansione a ripetizione al ritmo della materia oscura che diventa vera scatola nera nello spettro della sera e nello scattering dei tachioni sulla criniera barricadera del cavallo di Pecos Bill alla base del vertice universale la supersimmetria della Calabria e il sistema aperto del Polo Nord abbondante magnetico ipotetico fiorifero paradosso del vuoto tanto pieno di numeri imprevedibili di parole inudibili e di fatti ineludibili sulla sproporzione materia-antimateria nella tasca da canguro della fisica del nulla con il coltello a scatto di un altro infinito piatto la cremagliera della biologia avventuriera avventata bolgia di cellule ricreate per l'etichetta introvabile con la data di scadenza del tempo.

 52. OSSERVAZIONE ESPONENZIALE - Vedetta sulla vetta dell'antica torre della poesia potenziale fin dal primo mattino del mondo al confine della libertà minacciata da Trieste a Bogotà sulla terra sempre pronta a qualunque calamità e guerra nell'attrazione della calamita spaziale studiando da speziale ma ripensando se Calamity Jane può essere il primo oggetto o soggetto senziente qualunque superfluido del divenire cupido sentenziante trovato sulla strada di elettroni cauterizzati del bel tempo andato a male o in bene ancora non si sa all'ostello della gioventù bruciata sul burchiello della vita gettata a mare dal castello di sabbia universale con paletta e secchiello sognando di essere il più alto uccello e una coccarda multicolore apposta sul petto della natura pagura bernarda con le doglie permanenti alle soglie del tempo che avanza nello spazio una paranza non di apparenza ma di sostanza naufraga da ripescare assieme a tutta l'evoluzione dello strazio dei viventi e la strage continua degli innocenti nonostante lo stage degli esperti sopra e sotto la mela di Newton  che continua a cadere cosa potrebbe accadere magari di incontrare domani una velina zittita con il velo una immobilizzata mobile civiltà all'idrogeno che vola a vela  sullo stanco progresso dell'Occidente illuminato da un faro dimenticato chissà dove e il privilegio del florilegio nel fiore di ciliegio delle parole sparse ai quattro venti nel sapore quantistico di tutte le salse del mondo tifoso alla partita a tresette con il morto Dante di spade un fante davanti alla scienza regina di cuori che non ammette errori ma sbaglia spesso sul tavolo da briscola della fiolosofia tra la cucina economica delle vecchie idee appena nate e la lavatrice centrifugata della fantasia in attesa della prossima lavastoviglie intelligente nella valle delle meraviglie il maltagliato bene conteso da mordenti iene ridenti con la rima orale sulla cima della montagna di cellule in volo libero sul precipizio della luce filare di betulle personificato in libellule.

 53. FILO DI ARIANNA - Filo di Arianna ingorgo di supercorde in un gelato alla panna cotta bene o male che lecchi beato mentre dalla vita prendi un'altra botta a causa dell'alterna fortuna del sole che sale e scende avanti e indietro nello spaziotempo che pende nella propria luminosa oscurità remigante abbassando le ali spezzate di Mercurio mostrandosi alla luna addormentata nell'universo elegante che non sente e non vede innalzando i pali di confine del centurio agrario da coltivare il firmamento sconfinato chimico sillabario parlato dovunque attrattivo repulsivo spurio dialetto cellulare salto in lungo in alto o restando immobili dall'ameba al fungo alle automobili ognuno fatto e rifatto di superiore inferiore fango humus della terra che se la ride nell'area del cerchio quadrato riguardo al mondo vivente straparlato sottoprodotto di reazione del suolo assetato affamato sotto la tempesta di meteore a Canberra il diavolo della Tasmania contro la rana toro con il coro esponenziale dell'uomo nero mentre fiorisce senza fruttificare in Perù un pero cambiando i destini dell'infinito sacrificano gli indiani a Manitù un effetto farfalla che sembrava una palla mutando qualcosa nel codice genetico che conserva colui che osserva ma non sempre alzandosi di un lustro nel vento di ponente un ligustro sulla stratificazione della Liguria in pausa di riflessione un tensore ricco di antico sapore si pasce di pesce pelagico il trittico della ragione mentre un mistico Misticeto si ristampa da milioni di anni sulla roccia del labirinto leptonico a Corinto Odontoceto spruzzo dell'onda gravitazionale di sponda ad Acapulco con un fiocco barocco azzurro in testa del cui eco massiccio cristallino nel lontano vicino Marocco rivende la poesia condensata e rifiutata porta a porta gratuitamente sul Lago d'Orta con nessuna certezza tranne della luce compassata una carezza prima dell'inverno nucleare di amore forgiato e odio temperato sul cammino provvisorio della materia la nebulosa del Granchio con un mandarino cinese senza pretese come soppalco a Porta Portese ma cambiato in contanti alla borsa inglese con la gamba di legno dell'ultimo corsaro cercatore d'oro primo kossovaro a piantare bandiera in Italia e a Metaponto nel nome del tramonto di tutte le cose un libico palombaro all'alba con un ordigno inerte nella polvere inerme con tutte le armate possibili in potenza avanzando sulla sciroccata trireme della storia da venire oppure andare a quattro mani innalzando per l'ultima volta una vela bianca rossa e nera cercando una svolta prima della sera anche qualora degli anni-luce la temperatura seduta capovolta in piedi sia per sempre tolta  meglio partire in quarta oltre la quinta dimensione anche senza una precisa ragione imprecisa sulla carovaniera di stelle placidi motori cadenti dal nulla al nulla dal minimo al massimo che attende oltre la sbarra del tempo del confine infinito anche senza avere mai nulla di esso capito con un multiplo paio nuovo di sandali infradito.

 54. LUOGO DELL'EPILOGO - Misurata smisurata galassia senza tassia all'orizzonte cosmologico costante incostante braccio spirale maestrale tendente da uno a zero con l'elettromagnetismo del gigantismo corrispondente all'isotropia della nostra nostalgia come un globo di fuoco alla prova del cuoco sul libero cammino medio del cosmico frattale universale con un tutta la massa possibile compressa in un ditale nell'espansione dimensionale e l'assenza della presenza della biologia sentimentale all'ospedale per una visita gratuita a pagamento con tutto il bene del firmamento trasformato in male che sale e scende con o senza l'effetto serra sulla terra annichilita particella nell'illimita spaziotemporale cella dal suo antico mitico substrato da un luogo all'altro spodestato pianeta sconosciuto figlio riconosciuto di una cometa che ribatte moneta per la bigia ingordigia di una dama frigia con in mano una valigia che non è quella del teoretico sogno ma del reale bisogno vestito di bianco con il sole solitario al fianco la vacua statua fatua della vita così piena di morte tirata a sorte e l'idea di giustizia sempre secondo loro sotto il segno caratteristico dell'alloro con sapienza ondulatoria allora imponendo la corrente alternata della libertà e della dittatura su tutta la pianura all'addiaccio sul pezzo di ghiaccio della Via Lattea facendo per vivere il pagliaccio oppure volontario con Garibaldi ad Ajaccio che cosa faccio con una sola faccia variabile disponibile scrivo uno scartafaccio nel cielo labile a scartamento ridotto ma con tutta l'energia dell'indotto nella ricombinazione universale bene introdotto disegno uno scarabocchio sull'essenza principale dell'occhio globale del mondo che sembra così rotondo proprio come non è sulla tasca senza fondo della radiazione di fondo espressa nell'ipotesi della sintesi e nella sintesi dell'ipotesi riscaldata nella propria giustificazione matematica immediatamente raffreddata nell'energia spuria a bagnomaria.

 55. IDRA DI LERNA - Ricresce la testa del marino pesce di lago evocato da un mago della comunicazione per tutti una lezione e una costrizione del pedagogo affamato del mondo che si pasce ingordo come un tordo di ogni nuova vita in fasce forse è un cane feroce e sociale che cerca vantaggi tra le rane che l'un l'altra si guardano ognuna al proprio specchio altrui andando in cerca di grane e di grana se capita mangiando anche il tuo pane mentre rimani comunque  orgoglioso del pene che a volte porta pena e ti chiede un altro favore con fervore nella regione che gareggia con Fetonte ma rimane in aria lasciando a terra i paria sul fronte orientale della fronte del sole puleggia della storia davanti al volto del pianeta stravolto rincorre la natura con il fiato corto che perdura nella rada verzura che meno dona meno perdona dopo che hai perso la strada maestra che ripete Clitemnestra all'infinito mentre mangi l'ultima minestra  la prima offerta gratis dalla televisione che trattiene incantata la folla da educare come un campo da seminare fino al prossimo ciclone permeabile all'uomo labile ma sempre più abile così dovete sentirvi come minimo padroni del mondo  se volete vivere in buona salute fino a mille anni ma vi amano piccoli umiliati in quantità nella morsa della necessità  così è più facile comandarvi da certi gatti soriani tipicamente italiani che vi aizzano come aggressive vespe selvagge e inferocite zanzare contro chi vorreste in realtà essere ma non avete il coraggio di essere o non essere realmente diversi questo è il problema così facile da risolvere per preferire il benessere mentre troppi ancora amano il malessere a tutti i costi e per questione di casta è ora di dire basta e piantarla una volta per tutte la pianta dell'abbondanza sul terreno fertile della tolleranza con il macroelemento della libertà diffusa nell'intero firmamento che ci mette la firma sul dorso del bello e del buono con il carrello della spesa sempre pieno dal presente al futuro arcobaleno della storia dell'avvenire da disimparare a memoria.

 56. ORBITALE SPD - Mentre l'orbita dal caso al caso della stella necessaria ma non sufficiente relativa alla saliva inghiottita scendeva ambìta nell'ambito del formicaio di una ditirambica formica giambica per tizio e caio in offerta speciale e il superlativo della bellezza assoluta è stoccato nel solaio dell'annichilazione dall'alacre mediocre era dell'universo debole rampante caprone surgelato all'istante che non la vede nel quarto paradiso spezzato della tassia per il tiro al piattello che sembra una galassia girata al contrario l'aratro del tempo nell'orto molecolare a fruttificare assorto come un toro solitario da assumere a tempo pieno per essere sfidato nell'arena delle chiacchiere colpito da infarto anche per colpa del vuoto a discolpa dell'antimateria in porto prima della bollitura di moto proprio la vite rigogliosa di un nuovo parto vogliosa e l'aratro di Spinoza sul mare del vento newtoniano ondeggiando come gli pare e piace modernamente visibile all'uomo che di sè si compiace ma non trovando mai la pace muovendo il continente gravitato sulla faglia compressa di energia del cielo radiato e celato all'osservatore nell'anisotropia del rancore nel pensiero plastificato di un levriero afgano un lavoriero per il capitone del primo capitolo spaziotemporale di nuova evoluzione foriero mentre muore la natura incontinente usa e getta nel rosso tramonto a ponente rinascendo nella terra emersa nell'apparente luminosità della luce che dispone adesso della voce e dell'audio stereofonico approssimativo evolvendo dal pesce pescato al volante di un'auto nuova fiammante nuda scimmia cantante in fasce alla mammella della cellula più bella e più brutta il tutto in fretta a volo libero nel caotico traffico del deuterio frutto di fico lo spettro dello spostamento verso l'azzurro amico polare composto racemo nell'eremo aromatico sintetico dal sorridere mimetico levogiro rampicante destrogiro sopra la foresta manifesta come conviene appende festoni fiorali di tubi catodici ai rami di tutti gli altri utili alberi alti o più modesti papaveri fuggendo al primo pericolo in seme perenne nascosto tra la probabilità delle stagioni politiche ondivaghe e ricadenti cacciagioni economiche girovaghe con gli altri esseri viventi non riconosciuti lontani parenti tra cosmici vulcani di fenomeni accesi e spenti ricercando altri firmamenti da pascolare con gli armenti dell'energia primordiale elementi da corsa alimenti alla borsa costruendo armamenti da usare navi spaziali da volare e il desiderio eterno di volere senza potere per la folla addormentata multicolore principessa sonnifera satolla del popolo bue con portamento regale che si sveglia e strepita ogni tanto un poco facendo rivoluzione ma non trovando mai liberazione guidata dal flauto magico della televisione a bastone animato pedagogicamente guidato in linea retta a novanta gradi per l'ammiratore procurato e sempre pronta dopo l'ultima onta da questa terra alla prossima a fare trasloco nel massimo sistema del minimo un rintocco dalla campana dell'infinito baiocco nemico quasi per gioco e un ritocco al ciclo del divenire spontaneo circolo vizioso litoraneo chiuso con le gomme a terra punto sempre gonfio qualunque aperto neo da interpretare a piacere dell'infinito foraneo tronfio qualsiasi neon che vive del proprio io altrui tra la commedia e la tragedia dell'era bentonica superficiale dominata dalla materia e l'energia evoluta ancora in Latimeria iniziando da tutto quello che era prima della materia personificata nell'energia vanificata.

 57. IL NOSTRO FUTURO E' IL NOSTRO PASSATO - Se non ci bastano cento miliardi di stelle nelle particelle restate sorelle diventate più belle allo specchio dell'evoluzione in attesa dell'elevazione a potenza del tempo mentre come un nuovo universo mi espando nell'antenna a liocorno dell'Adriatico da Rimini a Ravenna tra gli adroni sconosciuti nel reattore del piacere e del dolore dietro la cartolina illustrata della chimica c'è il disastro annunciato dell'astro universale che avanza indietreggiando per tentativi selettivi sbarcando prima o poi anche qui in nessun luogo chiamato teatro della riforma della riforma della controriforma della riforma dalla prima orma umana sulla fiumana dello spazio altoparlante integralmente derivato da un passaggio a livello sbagliato con le quattro àcche studiate a scuola con i buchi neri nella suola  puoi giocare a bindècche  ma non è detto da nessuno degli esperti che si possa colpire il bersaglio più lontano dell'infinito con il manico della scopa volante a doppia punta che si sgiunta tecnologicamente dalla natura a triangolo isoscele nella primavera di Praga eterodiretta dall'anofele del potere che punge tutti e che trasforma il miele in fiele o scalando il triangolo scaleno di un universo in meno nell'arcobaleno nuovo cresciuto e appena caduto subito sul fronte occidentale per difendere la libertà che non sai nemmeno di avere figlio della polvere celeste drago terreno in miniatura con l'etere cosmico nel catetere industriale della biologia trasformata in bolgia frenetica nel tubo di scarico intasato del portato universale sfasato con ancora una bugia da raccontare per frenare l'evoluzione della nostrana discendenza tra l'una e l'altra pestilenza nel cosmo di energia il nostro futuro è il nostro passato di pomodoro cambiato in oro puro alla presenza un baratto senza testimoni con l'infinito sfinito contratto albero di limoni che ha elastiche sbarre d'acciaio resistenti ai colpi di mortaio e muri di gomma arabica che non si tagliano nemmeno con il rasoio di Occam perdendo il filo logico a forza di camminare sul filo della luce dal Nilo in poi in sospensione tra due infiniti possibili e impossibili insieme senza alcuna ragione e cambiando continuamente opinione subito prima dell'inizio giustificato dalla nostra presenza e appena dopo la fine ripetuta all'infinito assente ingiustificato.

 58. XX CENTURY BOULEVARD -  Ripiove una nube ultravioletta caotica che pedala sulla bicicletta della radiazione di fondo figlia della geometria euclidea nella natura evolvente ammasso cellulare stridente incosciente con in mano un tridente il principio antropico dispotico lunatico viatico digradante in qualità per causa di quantità nella passeggiata sul lungomare dei neutrini ben nutriti sotto l'arco di trionfo del tronfio trapassato fiume empio della storia futura arpionata tartaruga fallimentare nell'eccesso di barioni mentre divora una lattuga innocente evasione beluga giocosa e rabbiosa nella costante di Planck finchè l'acqua abbonda a iosa nella radiazione radiosa dal sorriso di gioconda frattale anaconda nascosta nel numero elevato a potenza dei simili dissimili dissimulati e costretta dalla fame obbligata dal reame per un soldo di rame a predare ed essere predata dal mondo sempre fasacinata e ingannata a ripetizione con la democrazia novella sottobraccio navigando a vista nella dimensione materiale che festeggia il Natale con il rifiutato regalo bene accetto dell'anziana tirannide che manda la scossa alla terra con un piede nella fossa come un mastino sciolto scollegato nel pianeta collegato alla radiazione di una centrale nucleare all'ombra di un cratere lunare conquistato per poco che perde i pezzi per la strada maestra del celeste impero mentre rimescola i mazzi delle carte la sorte tra i vezzi e i lazzi i manifesti i suoni e la musica del quartiere per l'idolo promettente della piazza Prometeo da vedere adorare e dimenticare presto con il carisma di una lontana manfrina identica alla propria diversità di apparente credibilità e l'enigma sciolto da un'indovina indovinata dall'oscura cantina quindi bottega della statistica mistica dal liberismo non troppo libero alla plastica pensilina del mercato globale che svela al gregge belante dal meglio al peggio l'equilibrio instabile dei conti con favole racconti ed editti degli arconti ma abbandonando il petrolio greggio al suo destino a favore dell'idrogeno più fotogenico quasi igienico nel pomeriggio assolato sotto il cielo d'ozono bucato regime mistico personaggio mitico qualunque eroe del proprio vantaggio individuale spacciato per collettivo al popolo giulivo con l'alto lignaggio sottratto all'altrui basso coraggio e il cervello al lavaggio a gettone gastrico attacco nel causale divenire d'accatto bieco ostico ma valutato di tecnica ridondante alla borsa nera della benzina super scambiata una tanica d'acqua africana trasportata sulla testa da una donna italiana rimessa sul binario e corretta nel frasario dal fondamentalismo quaternario prossimo venturo lebbrosario mentre in Australia una nuova nazione mutante si staglia altissima al trotto dell'elettricità statica nella biololgia diventata stitica accendendo un faro con l'indicatore dell'abbondanza per il migrante astro lucente ambivalente canottiere bracciante nel traffico irto albero orizzontale di gomma americana da masticare in mare cambiando marcia magari facendo l'eutanasia dell'energia e della massa sulla settima corsia universale nessuna nostalgia della vecchia ferrovia che in mutande arrampicava sulle Ande dormendo sulle brande nel mezzo della giungla che s'espande se ci estinguiamo noi umani troppo umani che restiamo sempre troppo nani per poi bruciare d'improvviso per un colpo di calore condiviso tra noi e le stelle dalla cresta dell'onda di riflusso successiva a questa così gravitazionale cui bisogna dire basta all'incidente qualunque sublimato dalla natura in sè del precipitato dell'elevazione al momento di gloria sesto attacco di boria vanesia rafflesia dal fiore gigante che dura meno di un giorno tra le ante dell'universo espanso senza antere pronunciando tutto e il suo contrario nello stradario incomprensibile dell'antimateria per puro caso dell'orientazione occidentale della Via Lattea spostata verso il rosso con più niente nella mente fuggente veggente sempre uguale in tutte le direzioni tizzone ardente nel muggire dei muoni.

 59. ROMBO QUADRATO -  Rombo quadrato trombo nella circolazione universale dell'idrogeno dal corpo mutageno dell'opportunità con sette caravelle e diecimila gabbiani sul mare a fette del fenomeno luminoso segnale a distanza da miliardi di anni di piaceri e affanni  roteando nel cielo di fulmini e saette esplosioni di supernove in silenzio mediatico nel ciclo del riciclo cosmico dove ho perduto il triciclo dello spaziotempo tra ondate di probabilità benedette maledette è certo l'umano apparire in risonanza con un grande fratello nel cervello indorato e fritto in dissonanza dall'occhio della natura sul cocchio del sole con l'orecchio grezzo dall'udito fino della galassia spirale sul punto di spirare su tutte le cose fatte e da fare nuovamente il catrame del rinnovato ciarpame esposto all'ovazione del nuovo mostro l'ovulazione alla prima colazione sociale del contendere senza nemmeno attendere l'incontro al vertice manichini e marionette agitando l'aria chi si permette  nella condensa della dispensa qualcosa mette e toglie l'azione autonoma alla reazione mimica della mitica mimetica nel reale maestrale di lezione magistrale prosopopea ai popoli timide educande tra le favole adulte di Poppea trasportate con cura e attenzione oltre l'orizzonte degli eventi che s'invola a nozze sovraccarico di televisive piume e penne con le antenne omnidirezionali nel richiamo della foresta con la mente lesta cresta di gallo alla festa permanente del campo elettrico zampa di tacchino orgoglioso della ruota che gira intorno con l'aggiunta del contorno tutto compreso vecchio platano infrangibile ritto sul tallo elementare da cui derivi filogeneticamente al ballo delle nazioni ostentando presunzioni dopo la radiazione adattativa di Malta nella tazza colorata del Mediterraneo solubile istantaneo prosciugato in uno iato di mesoni istrioni che si pasce di pesce nell'essere clonato per la quasi eternità nel detersivo mineralizzato fiume di lava da valle a monte versato capoverso strato oleoso infittito del nubifragio dell'odioso favellare infeltrito carente nell'azione del pensiero diventato un ciclone globale permaloso geloso della macchina e della scoperta più bella sotto l'inutile coperta del tempo utile carambole di bambole nella casistica della vita esposte tra mattoni e cemento nel firmamento in attesa di un punto fermo viaggiando nel proprio solstizio da solo passeggiando in fondo al molo eterogeneo assaggiando sapori di quarks con l'intera somma della differenza in una mano sola cercando la massa mancante di Saturno affacciato al balcone fruttificato del Volturno anello di Giove in una pausa matematica qualsiasi qualunque grammatica laddove a ciascuno il proprio bove e un paio di scarpe nuove una capanna di paglia e un gelato alla panna dotazione di base non inventariata tutta la futura manna biotecnologica sulla superficie piatta del presente tra il predatore predato e la preda quatta continua la coatta tragedia distratta e l'esercito che aspetta e non aspetta la disfatta totale della sopravvivenza adattata melagrana disadattata sorridente mela che vola a vela tra le ellissi delle rondini sui circoli esclusivi andini di roboanti campane gitane ermafrodite udite adesso cadendo come orate lesse ma combattendo da leonesse per creare subito le venture premesse delle mai mantenute promesse al cubo del rombo quadrato bombo squartato economicamente senza mezze misure sulla pubblica piazza nembo squadrato a piedi con il regolo calcolatore di Muscio Scevola ora mettendo in fase il senso più profondo della frase giudicare politicamente la politica storicamente la storia e giudizialmente il giudizio che non ha fine e inizio dalla meccanica quantistica fin qui adattata ma isolata tra due punti qualunque che non esistono.

 60.  DIVIETO DI ACCESSO AI NON RESIDENTI - C'è un essere qualunque apolide che con tutti gli altri collide nel divenire del malessere della natura avara e generosa di risorse sempre in forse un colloide che continua a tessere reti neurali negli insiemi ormonali tra le acque minerali rotte bottiglie di Klein in tutte le dimensioni possibili dai grattacieli della sfida con la termodinamica ignorante cui gridi di cambiare direzione e non ti ascolta assorta tra le foglie dello spaziotempo che sta cadendo dal vuoto nelle aree inesplorate delle proprie curve così diritte allo scopo di cui è privo soprattutto nel settore privato derivato selettivamente dalle grotte dei boscimani che ne fanno volentieri a meno se passano al di là del Reno c'è una forma in potenza nell'escrescenza dell'umana sapienza che tutto e nulla sa con la moda intellettuale esibita fino alla stratosfera garantita terminando di limone una granita conviviale con aggiunta di caviale e innescando una granata di parole innovative al vento del passato remoto che ritorna in moto mentre una parte del mondo si dispera e non vede l'ora che si faccia sera resistendo alla passione a pagamento cedendo all'emozione gratuita accettando qualunque provocazione per forza di necessità non necessaria nell'estetica solitaria mentre la buona occasione arriva e riparte immediatamente nello scambio energetico dall'una all'altra mente che mente a se stessa e agli altri proprio dicendo la verità che somiglia al carro allegorico di Archimede Pitagorico in una Disfida di Barletta da terminare in tutta fretta con il vincitore deciso in partenza circonciso e all'arrivo dalla fortuna baciato con lode nella reggia di Erode con lo stipendio pagato da uno sconosciuto signore di questa o di un'altra nazione aderente al libero gioco della finzione che diventa fruizione del reciproco vantaggio personale e frizione sociale da tenere a bada con la biada e a freno con la misura del pilota automatico introvabile nell'ambiente pneumatico adatto alla proliferazione dei batteri in batteria da riprodurre a immagine e somiglianza del politico animale uomo apodittico trittico dell'ave maria che si batte da un fronte all'altro per lavare tutte le onte che si ripetono da monte a valle ogni tanto lasciandoci le palle alla partita di biliardo con la muscolatura della storia dove il più coraggioso muore per primo e rimane spesso vivo il più codardo e il furbo oratore che si rintana sotto la sottana attaccato ad un filo di lana caprina sognando Catilina dietro le campane a festa della capitale al funerale mai celebrato dell'egocentrismo senza confini da accorti direttori d'orchestra sopraffini con i pensieri corti o adulti bambini nascosti sotto il letto dell'eccesso di affetto con un leggero difetto di pronuncia mediatica dietro l'altrui fatica che per puro caso proprio loro benefica mentre tagliano in due il nastro trasportatore del piacere e del dolore da dare a intendere a tutti quelli che sono incapaci di prendere e ancora meno capaci di rendere pan per focaccia all'eterno voltafaccia diventato per il mondo intero una minaccia dalla corta miccia. 

 61. TELEGIORNALE ASTRALE - Informazione di prima ultima mano a colazione per tutta la giornata incantata e disincantata benservita ammannita Ammannito asteroide che necessita di steroidi se in ogni regione hanno sempre tutti quanti ragione dal varano di comodo al camaleonte simbionte per la pecorella smarrita belante al pastore pagato ad ore per la verità sulla situazione reale del fronte camuffata dalla bassa fronte con l'altezza delle barricate che esistono ma non si vedono e la mattanza della fonte cristallina in Indocina il dritto e il rovescio del diritto a causa della mattana per la panzana con in mente una bandana e la solita banana in offerta speciale per lo scempio del cadavere letterario travolto dal direttissimo dell'abile falsario parolaio cavallo storno baio che taglia e incolla prende e rivende le giuste prebende ingiuste sulla terra che pende e pencola nel buio pesto senza mai dare il resto a favore della legge del più forte tirata a sorte nella giungla metropolitana evoluta in una settimana settimina velina sottoscritta dal nulla al nulla attraverso il tutto compiacente al gusto compiaciuto del potente intrigante da quel pensiero unico per tutte le epoche mitotiche ripetute e scadute in serie mentre gli altri sono in ferie obbligate all'ascolto del dileggio sul re di maggio il solfeggio della mitraglia in ogni angolo della realtà l'annunciazione del nuovo idolo dell'annunciatrice che tartaglia di meraviglia in meraviglia la scienza e la tecnica in bottiglia con vuoto a rendere e la marmellata contingentata sulla notizia caramellata con quali mani alla berlina quante teste alla ghigliottina mediaticamente esibito un mendicante nel diluvio universale della pubblicità con qualche castità per la casta della famiglia felice di apparire senz'altro divenire e scomparire come quell'altra infelice senza nemmeno una forbice che trascina l'erpice spettatrice pagante della terra che ha perduto il sestante trovandolo dietro un angolo catodico catalizzato di un'attenzione qualsiasi era questo l'inizio e la fine di un'era che non era vera ma sembrava essere divoratrice costante dell'ultimo lembo di foresta nera duratura quanto il suo mantello di verzura nell'epico circo continentale se il barone non capisce la lezione sarà per causa incausale della natura ondulatoria e sussultoria della luce che ogni tanto appare un duce che sia nero bianco o rosso poco importa per chi deve riempire la sporta vivendo nel fondo del fosso della storia bene o male istoriata come sfondo ma attento a non farti usare dice il curatore fallimentare della commedia umana trasmessa in metropolitana senza fili ricevuta tra Sansone e i Filistei che cercano sempre altri dèi subito dopo quelli caduti invano tra gli idealisti manichei materialisti trasformati in affaristi e i poveri cristi mediorientali male orientati dalla scuola dei dittatori creduti democratici autocratici decisori dei destini altrui censori anche della prima nota della musica universale finita nella mota dell'evoluzione naturale non neutrale allo specchio ustorio della supersimmetria in mille pezzi con le pezze sul sedere andate anche a vedere di persona ma senza ridere dato che tutto poi ritorna in polvere pirica sulla prossima caduta dei gravi sferica.

 62. L'INFINITO INFINE - L'infinito infine all'inizio dell'acqua pesante subito dopo lo spaziotempo delirante e serio con la biologia amputata senza anestesia e cauterizzata nella reazione dell'azione logica catalizzata nel traffico degli anni-luce contratti nella vastirà del fenomeno di un semplice nuomeno numero uno e Unno non meglio identificato da determinare qualitativamente nell' ipercubico universo inscatolato e ridotto a verso poetico di se stesso sulla soglia di temperatura della Via Lattea meno spazio allo spazio più tempo al tempo e tutto il contrario di tutto che va e viene da nessun luogo nella frequenza dell'onda breve e lunga della violenza reciproca tra gli atomi fuggenti che si ritrovano al bar sempre aperto del caso calamitati dietro l'angolo non misurabile di un modello cosmico labile qualunque alla foce di una fiumara carsica di stelle che non sono sempre quelle corrispondenti a come pensavamo gettando nell'ignoto l'amo della tecnica mista agganciando una tanica di antiprotoni venuta da un'altra manica a vento di un rimbalzo di un neutrino che vive felice e contento in un altro modo in un altro mondo dissimile dalle realtà dinamiche congressuali con effetti speciali tra branchi di squali atlantici mensuali di quale sapienza sensali e bianchi uccelli solidali fratelli tessitori del destino del nulla gemelli ammassi globulari con l'anemia falciforme in transizione di fase tra le fresche frasche delle giornate sempre più corte i marosi dei naufraghi dell'evo moderno speranzosi in una nuova civilizzazione della nazione sguinzagliata nella foresta primigenia a sacrificare Ifigenia ogni cinque minuti tra freddate mattine circondate da lonicere serotine e coccodrilli del Nilo con la vita appesa a un filo saltando su corde cosmiche senza capo e coda a forma di ellissi nei biologici prolissi dilatando l'eclissi della vita in omaggio per la ricombinazione del vantaggio reciproco nel termodinamico paroliere univoco e nell'assemblea degli ammassi di galassie che convoco al vertice innevato dell'espansione assolata alla base azotata della natura incantata in difesa della chioma alberata potata della relatività non conservata e nell'implodere di stelle a caso nel fosforo del Bosforo tra i sassi assorti parlano arabo orgogliosi gli orti ai morti invano mentre nuovi amori nascono sovrassaturi di frutti e di foglie nei fiori trasformati in spine irte sul ditale del ciclico frattale qualcosa volevo dirti  quando trapassa la luce del fotone lattante tra gli infissi dell'evoluzione allettante nel buio assoluto baio stato stazionario dell'idrogeno un paio di molecole aerobiche per il carico batterico anaerobico come il banco che vince sempre e la chimica legge del ritorno con il tornio dello storno rimasto a piedi senza ali nell'avanzo di tempo riciclato nel dilemma di un portato insolubile dal vento in poppa  con il sole a prua e la luna adesso tua nella possibile storia impossibile dell'aria dirigibile volontà della gravitazione nell'oblìo generale sommergibile particolare che cambia il senso delle cose che non hanno senso alla deriva mia sul trimarano tuo tra le orbite di Urano con tutta la massa dell'energia che si abbassa alzandosi un provvisorio mattino irrisorio nell'universo transitorio di cui siamo gli avi e gli eredi diseredati effimere effemeridi della fisica ammassata nello stradario del nulla al contrario.

 63. NEBULOSA NEBBIOSA - Nebulosa nebbiosa nel masso massiccio pasticcio domenicale dell'ammasso del tempo pagato a ore la natura premurosa dubbiosa e indifferente serpente a sonagli di valore nella decelerazione di una cefeide variabile qualunque tritata sotto la bilancia della gravitazione togliendo dal cielo la polvere che aggiunge il numero leptonico volta per volta in risalita sulla partizione in discesa della ragione purissimo cristallo impuro ramo di pesco sul tamburo assolato di aprile la frequenza dell'onda dell'insipienza sulla collina senza cima della sapienza rinfrescata dallo schermo televisivo nel calendario di un canale alternativo senza invito scritto presentandosi all'orale del ballo stratosferico di corte lascivo ma evolutivo della complessità semplificata sul tappeto persiano dell'entropia con un ramo d'ulivo in segno di pace di mano in mano la buona lenza di una pubblicità che fa tendenza con generosa avarizia profittando della pigrizia altrui nel regno dell'indolenza digitata alla tastiera di un'accresciuta lingua sconosciuta il miracolo dell'imbonitore nella reazione del calore al campanello della ricreazione appena cominciata già finita con suono illimitato e colore illuminato nel cristallo liquido catodico ove compare il dubbio metodico che sia sempre la stessa mucca globale tritata della cultura impastata con la spazzatura del mondo in miniatura offerto in assaggio  in un breve piatto lungimirante leggermente diverso con salsa merengue al pingue pianeta malato di dengue che langue nel benessere ritrasformato in malessere e felicità prolissa sul primitivo affluente del Rio delle Amazzoni una mantissa e una gioiosa mantide religiosa in posizione fetale Fetonte all'orizzonte con l'orologio biologico che rintocca di bocca in bocca agli atomi estatici nell'estate nuvolosa inferiore del vate superiore massimizzato alla velocità della luce radice sotterranea dell'energia cinetica con tutta la forza cibernetica possibile l'ermeneutica alla regata nautica che dice quale sia e non sia la verità della realtà senza indicarla mai all'indaffarata civiltà che si santifica ad ogni festa divorando una foresta che da sola si apprezza anche quando si disprezza mettendo una pezza nel fotogramma della grammatica sul cablogramma del melodramma al pezzo incompleto del pianeta taglieggiato dall'onnivoro quadrumane subatomico macroscopico futuro mistico turistico euristico masticato mastice collante universale con l'elastico della fionda di Davide alla processione conformista accompagnata dalle note di un pianista applaudito garantito il piagnisteo filisteo davanti al gineceo della storia complicata operazione sistematica di una prospettiva automatica catena di montaggio battimani dello svantaggio nel vantaggio comunque immacolato sulla volubile piazza infiorata nuvola quantistica dell'uomo abile presto infuriata per la promessa mancata per pochi spiccioli di secondo nella rete a strascico dell'inganno assolutamente normale lavando in Arno un altro panno dell'appannaggio per la piramide svettata di superbia superna caparbia piralide in quaterna e cinquina con l'interazione forte della brina sull'effetto serra nel campo abeliano usato bene o male cosa importa poi alla terra che si rigenera al fianco di una sesta moglie quasi eterna partoriente da occidente ad oriente ben pasciuta a pastasciutta sempre affamata elettrodebole omogenea particella indeterminata cuscuta eterogenea cellula sessuata con le voglie di nuovi fiori tra le foglie che dilatano lo strazio della felicità nello spazio con il frutto del lavoro perduto sull'Atlantide del tempo ritardato nell'orario dell'espansione universale così prestante che finisce presto senza dare un futuro remoto alla dimensione smisurata della propria prole altrui prolissa. 

 64. DOLCE STIL NOVO - Dolce stil novo sul ponte della selezione darwiniana al contrario alle nove della sera ammaina la bandiera della nuova era sempre mancante all'appello sul giorno inflazionato dall'assedio della scrittura di bassa levatura innalzata all'altare da chiunque le pare al fianco della mansueta bestia feroce della critica incriticabile con orgogliosa forte dentatura ringhiando come le piace baldanzosa satura meccanica ritorta della mistica popolare insatura mentre a levante il vento economico d'oriente percuote possente il continente dell'occidente che sta perdendo il sestante ma sembra fresco come una rosa davanti alla borsa mettendosi in posa con il petto villoso sembra un marsupiale nel villaggio globale della coscienza universale lontana a venire non necessario marziano parente lontano del villano liberato dal caso e dalla necessità dopo aver mangiato in quantità prendendo a pugni l'eternità con il busto ortopedico della scienza esatta clonata su misura nella sete del sapere l'arsura del dovere ad ogni costo per volere ancora una volta il cosmo al guinzaglio e oltre il suo confine lanciando uno scandaglio cercando un posto al sole insolente assaporando il boccaglio dell'ossigeno sopra un pianeta indigeno pasto indigesto per eccessiva caloria che aumenta l'entropia del sistema da sistemare quando è poca nella caverna platonica la luce fioca della ragione inglobata nella costellazione irragionevole foca monaca fuggevole che non sà più dove nascondere la nuotata a sbafo nell'assoluto in una nottata di stelle esplose per niente se il successore è un roditore prensile dominatore nel dare e avere continuamente prendere e pendere in modo geniale da una politicante torre di cultura generale mantenuta immobile nello stato fondamentale come conviene al convivio umanista tendenzialmente futurista alzando le penne dai calamai a terra calamitati e trasvolando l'oceano della luce semplice spettatore dai fotoni spettinati ricreando il tutto dalla fine all'inizio del prossimo precipizio celeste abissale tra le cosmiche trecce di biologiche geometrie goderecce scagliando frecce al bersaglio della densità critica dolce stil novo deponendo di Colombo l'uovo nato prima della gallina invisibile delle impossibilità da mettere in dubbio ma cos'hai generato soltanto un vitello dal vello d'oro castrato appena nato nel pianeta piantonato da quanta buona e cattiva informazione informale reginetta televisione serva dei poteri forti elettrodeboli elettroliti ad ettolitri oberato e da un grande o piccolo fratello imperato adesso imparato a memoria da un naturale satellite artificiale mentre ci osserva così come siamo con il serbatoio in riserva nella lotta per l'esistenza una semplice dielettrica etica resistenza epica.

 65. BIG BANG - All'inizio della valenza universale uno sfizio dell'energia estatica mammana dell'idrogeno con l'adulterio del deuterio e il figliol prodigo del trizio tra le forze forti e deboli la densità in attesa dell'armistizio provvisorio nel caos rigenerato dalla Via Lattea al Laos per la guerra fredda e calda della vile coraggiosa umanità spavalda che parla con bocche di cannone parole di mitraglia di una civiltà atomica bomba che balla la samba sulla cresta aguzza dell'onda concorrente ricorrente dalla fisica del nulla nello spaziotempo bolla di sapone bollata di scomunica differenziale mentre ovunque comunica ionizzando per nuovi ricordi fossili stampati sui ragionamenti dei tensori cosmici adornati come se fosse sempre festa nella decadenza dei fotoni d'ignoti eserciti biologici accampati l'un contro l'altro armati figli del lampo e del tuono sul pianeta sempre meno buono con l'interessato dono della responsabilità individuale e collettiva senz'altra alternativa se non la lotta cooperativa fisarmonica dell'espansione fisiognomica della contaminazione reciproca cornamusa energetica doccia scozzese alla vita e alla morte adusa nella beata evoluzione cannibale medusa che affonda nella notte più profonda dell'ipersfera non locale con la propria immanenza lineare a bordo infilata come un tordo in trascendenza a peso lordo del vantaggio tratto netto da causa ed effetto con il difetto del diverso sapore di un quark qualunque deviante che rimette in gioco il dunque deviato dal liberarsi per sempre del vecchio e del nuovo dittatore con la tecnica scienza a proporre il rigore di una nuova etica delle mie prigioni etichettata punto per punto con la curvatura dell'armonia del risultato finale incomprensibile cavità sfornata a trecentosessanta gradi con sfrenata utopia rinata per un'opera pia a pagamento nell'entalpia aritmetica talpa sotterranea che il cielo palpa al buio luminescente per nulla onniscente davanti all'ostacolo qualunque sia compiendo il miracolo di trasvolare l'infinito via dalla polpa fruttata sftuttata del tempo passato tentacolo di polipo che non molla la presa elettrica con il fungo atomico della seconda guerra mondiale sul viale del tramonto senza nemmeno uno sconto nè un tre per due all'organico grillo parlante all'indifferente gitante ellittico del caso girando il sestante scoprendo un diamante di grafite al tavolo da gioco delle tre campanelle di Dante in equilibrio termodinamico una capricciosa pizza sull'azzurra scogliera scogliosa di Nizza alla lunghezza d'onda del Mediterraneo insieme ad un conterraneo assaggiando la torta divisa della libertà del mondo a piacere nella distanza galattica così vicina all'Attica vogliosa bizza scagliosa Pizia riga spettrale di una materia astrale scagliola ligure con oscillante bandiera di una storia biologica veritiera al vapore nel fervore del traffico serafico una sogliola sempre più sola con il migliore nettare degli dèi che sà di tappo nell'universale moto di spin pensoso intoppo spinoso adesso e nell'ora della nostra morte principio di indeterminazione di una nervosa terminazione che spara nel mucchio al culmine dell'estate stile barocco in Marocco e al colmo della misura del culmo con l'elmo di Scipio fin dal principio deposto sul pavimento rovente di luglio e fatto subito arrosto mentre coltivavi il miglio che non vedrà mai la luce che altrimenti lo vede e prevede e provvede dietro e davanti all'orizzonte degli eventi che non avvengono mai eppure sempre alla superficie della radiazione di fondo.

 66. AUTUNNO 2000-2003/2007 - Ricascano le foglie come una cascata contratta di stelle comete al biotopo di Punte Alberete davanti a Ravenna degli anni settanta migliore antenna neorealista riproduttiva del raggio di azione nella stagione del moscone a pedali davanti a un gommone albanese che si prepara e allunga tra le faglie della deriva continentale ancora un temporale della storia evanescente sull'armatura di cemento armato castello di sabbia di un asilo infantile con il cane da guardia che abbaia e qualche volta morde del vascello fantasma della libertà le corde per le vele ogni volta tagliate ogni volta ricucite nel laboratorio delle idee semplici e complesse per lo stato stazionario della realtà con la tigna della bassa pianura di alta concezione che coltiva la vigna guardando al proprio orto radiotelevisivo cui spesso è fatto torto in mezzo alla verdura clorofilliana adesso carotenoide arricchito di steroide concesso e proibito dal volere del pollice dito e l'asteroide colonico umanoide particellato puntato umanista nell'estroflessione di uno spaziotempo ionico l'aratura profonda nel bisogno ricorrente del tiglio che ascolta il bisbiglio del mondo e lo ripete nell'alfabeto morse profumato dei fiori in cambio dei frutti chiedendo alla vita il meglio del meglio mentre scompare il capodoglio anche per colpa sua sull'onda marina prostrata in cartolina illustrata mostrata per l'ultima volta alla schiava moderna slava inginocchiata trapassata a fil di spada lungo la strada della terra emersa sempre troppo lunga o troppo corta e la ginestra del sol levante costretta a guardare la luce dietro una finestra a compasso dal cielo polistirolo espanso un salasso campione omaggio di un'antiparticella ancella dell'economia in attesa della prossima conquista da rifare rapida colazione al bar della stazione centrale o periferica lasciala venire liberamente la tempesta che cambia la musica a gettone della funesta opinione sopra la terra in festa un aquilone con il capo coperto di cenere lapilli e lava lasciala ribollire l'ira di Achille oltre il fumo della pira della morte apparente togliti il dente che ti fa male assieme al sasso nella scarpa libera una carpa giapponese nell'infinito che è un'arca in costruzione e distruzione mentre imperturbabile è appesa al proprio ramo tagliato la pera cava al centro della sfera universale piena del movimento immobile nella sera più nera demoltiplicando l'infinito da moltiplicare dall'uno al molteplice complice apice vegetativo assoluto l'assolato soluto di piacere e dolore senza soluzione sempre il solito organismo cellulare tutto da rifare nella pace ricoperta di pece e piume inclusa in un monumento alla memoria rocca d'allume con il reticolo cristallino del vorrei ma non posso quando viene spento il lume sempre acceso della prima ragione nella contesa ultima regione anche se priva di tesori nascosti per la risorsa a causa della copiosa gravitazione della situazione infatuabile manna ultravioletta proiezione proporzionale al cubo dell'investimento sulla striscia pedonale dell'energia materiale cdell'ideale a scadere nella trasformazione permanente del nulla senza eccezioni.

 67. ESISTENZA FONDAMENTALE - Esistenza fondamentale sulla scrivania di Montale la presenza della rima orale tradizione della presenza derivata dall'assenza cosmologica senza fondamenta essenza quantitativa davanti al sogno della bella vita sulla Costa Brava un poco imbruttita quantistica barriera isolante con la mente manomessa e il corpo in sovrappeso sul territorio coeso e frantumato illiberale peso illibato lesivo della libertà personale assieme alla forza semplificata della statistica mandando allo sbaraglio evolutivo quante biologiche famiglie animali e vegetali al gioco genetico delle biglie del genere e della specie e del fenotipo da sbarco sulla lontanissima spiaggia ignota vicinissima del primitivo istante gravitazionale esploso dalla rotazione a sorpresa dell'antimateria facendo retromarcia con il carro allegorico dei divenire storico a metà della meta per accendere il fiammifero controvento dello spaziotempo monopolo bipolare personale dotazione di buffetteria da esporre nel pubblico predicato dell'intercalare di un diverso infinito a scalare privato persino della massa con destinazione oltre la parete impossibile della materia oscura spadellata al bianco calore di reazione gelsomino candore servito al banco di mescita della radiazione adattativa della natura senza equilibrio animato tuttavia in un sasso qualunque raccolto dall'elettronico stellare ammasso da discernere con attenzione e gettato nel mare della probabilità di una realtà finzione rimbalzando nel mondo solitario galleggiante di spade di picche di denari e di cuori ripopolato e piantato in asso dopo lo sconquasso dei massimi sistemi economici prima indisposto alla resa dei conti riprendendo a caro prezzo la stessa collina precedente rivenduta con disprezzo con un'altro conflitto locale l'oggetto del contendere soggetto passivo annichilito nel vento nucleare l'intervallo del moto uniforme con l'avallo proteico radiale ha creato un cavallo da corsa da azzoppare e un radiolare con il collare alla catena corta della selezione di una facile vita difficile al cesello artigianale elettrodinamico per la scritta invisibile sul vascello fantasma che trasporta la meraviglia del mostro in prima e ultima pagina elaborato in mostra pluripremiato a causa della visibilità momentanea nella nebbia galattica a ripetere la favola del lupo cattivo per il pupo buono per tutte le stagioni cambiando continuamente le opinioni sotto il sole a picco sulla nucleosintesi di una cefeide variabile carattere perpendicolare a piombo sul rombo dell'universo che frigge mentre fugge nel gelo assoluto abbandonando tra le rogge le proprie creature non ancora perfezionate dopo il monsone provvisorio della ragione per caso e la stagione delle piogge necessarie in accelerazione restando il richiamo nel vuoto della tromba d'aria della civiltà umana globale processionaria del pino in continua erezione alla periferia dell'universo in recessione.

 68. IMMAGINA L'IMMAGINE - Immagina del cosmo galleggiante da pesca orbitale filo a piombo di neutrini del perchè e del percome l'immagine al rallentatore delle pagine in accelerazione scritte con i caratteri idrogenati delle stelle che danno i numeri barionici decrittati sul tronco spaziotemporale senza capo e coda incatenato alla causa del quark incantato dal mondo reale antenato del pianeta incontrato per caso con gli elettroni in eccesso e riconosciuto a naso con il volume al cubo dei fotoni alla lunghezza dell'altezza dell'onda di sponda un fiume di lava che fuma la prima sigaretta raccolta dalla buffa terra che sbuffa nel calore del freddo all'ultima deriva dei continenti per gli esseri viventi mai contenti e protestanti atomi volanti controcorrente trascinati dal torrente delle particelle accoppiate in moto uniforme lasciando del proprio ricordo puntiforme sulle rocce fuse le orme di molecole passate da un corpo all'altro liberamente albergate nel ciclo del primo triciclo degli elementi in causa per gli alimenti da mettere sotto i denti scaglie placoidi parallele al divenire del nulla radiazione acquatica da digerire che fugge nella termodunamica a schegge finchè il sistema regge la mente del momento nell'apoteosi tagliente lama della mitosi del mito nell'espansione reale della pubblicità condivisa a metà per addizione di neutroni nel tubo catodico non neutrale dei quanti teatro anatomico per tanti il prossimo infinito addomesticato nello spettacolo del credito e del debito visibile per tutti con il mistero eleusino della regìa occulta che grida al miracolo permanente e lo scantinato dell'ideale scanzonato con il boccale amaro senza fondo del sentimento differente che non vale un soldo bucato alla fiera dell'universo aperto e chiuso nè un minimo soggetto passibile di rigetto nel numero imponderabile degli oggetti in competizione per i posteri in un poster di lotta e lotteria pensando differente dal primo indifferente ma costretto parente prossimo pesce cellula primordiale o scimmia nuda o vestita che sia sorella gemella dello stesso gene egoista che si finge altruista in opposizione alla morte sulla via non consentita nella limpida notte satura di galassie presto rotte a pezzi sulla ruota del tempo che polverizza anche il futuro in un lampo nell'insatura botte da caccia in palude dell'universo amazzonico che da un tunnel autostradale quantistico si estrude come presentabile modello impresentabile passero solitario milite ignoto della più alta aquila in volo come sempre abbattuta per gioco ma solo per poco sul mondo ridibondo spettrometro che sorride con in mano un metro e tutta l'evoluzione passata dietro mentre stride in presa diretta sulla pressa dell'attrito volvente del piacere e del dolore radente garantito per legge naturale da sottoporre a procedimento disciplinare quando ricadono i gravi con estrema gravità sulla curvatura sempre diritta del bene e del male della relatività generale.

 69. LEGGE DEL MOTO - La prima parte della vita a giocare felice e contento da solo in  mezzo a un prato dall'attività solare fiammifero controvento mantecato a dovere nei pressi del mare in moto circolare variegato con il passato a forma di melanzana immatura nella radura del vuoto trasformato in qualunque cosa dove la natura senza posa osa e il futuro si riposa in una chiosa ancora incomprensibile la seconda parte dell'esistenza in compagnia del mondo da spendere bene o male al supermercato finchè il tempo accaduto utile sarà scaduto in un minuto secondo ricucito alla rete del tempo in equilibrio sul proprio squilibrio senza rete di protezione subito dopo la tenebra sfrenata algebra frenata corsa dei cento metri in un istante sulla palpebra della luce che all'usucapione conduce di qualunque ragione rinchiusa e liberata in apparenza nell'universale prigione di sabbia e neutrini allineando i soldatini di piombo della memoria degli eventi planetesimi danzanti per pochi centesimi a spasso nella tasca cava dell'ignoto con lo sguardo cupido dell'intestino crasso dettato dalle regole selettive fisse a tasso variabile dell'evoluzione fino alla probabilità dell'uomo abile dall'esistenza labile con tutta la funzione possibile in progressione geometrica e la frazione la frizione la fruizione la finzione e la fazione che le dà e le prende per pura opinione sociale finalizzata alla guida che tutti e nessuno vuole del branco sempre più stanco di essere guidato dal portato del vantaggio personale consolidato dall'onirica trasmissione del sorriso ironico di chi ha sempre ragione obtorto collo dovunque certificato con un bollo per somma o sottrazione di sapienza all'insipienza degli angoli acuti del vallo gravitazionale dove ogni punto ha qualunque posizione nella circolazione caotica della materia sintetica con il fiore all'occhiello dell'energia cinetica da monte a valle la serie infinita che avrà pure una fine nella messa in onda dell'ondata probabilistica spaziotemporale automobilistica sull'autostrada cosmica a cinquanta dimensioni facendo gli abbaglianti allo spostamento galattico verso il rosso che senza alcun motivo frena sul bagnato e torna indietro a tutto gas dalla cima della vertigine del cielo che sembrava il parco dei divertimenti annesso al nostro teatro evolutivo mezzo vuoto e mezzo pieno così come facciamo adesso con la terza e la quarta dimensione in meno e non c'è nulla da sapere ma tutto ancora da capire mentre bruciano tutte le vecchie e le nuove stelle sulle pire fredde dell'universo a bolle.

 70. PORTA DELLA LUCE - Passo per la porta aperta e chiusa della luce ambivalente lente galileiana  lasciando il carro armato della biologia in sua vece al minimo e al massimo dell'ondata relativistica del mediterraneo che bacia la roccia fiorita di agavi parlanti al sole muto sul lauto pranzo della costiera nel traffico con il flauto del nastro di asfalto gommato davanti agli sbalzi della marea amica dell'estate dove ricantano i delfini la tradizione orale che si guarda le spalle sul paranco del maestrale che rifiuta di comprendere davanti agli occhi a punta delle montagne dove le tempeste di fermano per ripartire subito e la natura nuda singolarità vestita di gioia e dolore ti accompagna sul cammino diritto e tortuoso della vita piena e vuota dell'istinto della poesia di bellezza e verità per l'arcobaleno della felicità nuova icona incantata di durata infinita nel cardo gobbo della relatività generale dove appare un nuovo animale da un acido una base un sale una rete neurale per caso neutrale nello scontro celeste apocalittico terrestre dei gravi dove al contrario si ribaltano del cielo le travi a vista fuori dal baricentro scentrato del nulla sorridente chimera di tutte le cose nell'occhio che non vede chi si rivede sempre uguale ma diverso dalla Fossa delle  Marianne fino a Lipari con il verso trasformato nella storia del mondo la lotta impari dei numeri pari e dispari così imparando la lezione della concorrenza che non s'impara mai facendo il guidatore del tramvai nel va e vieni dei quanti distratti viaggiatori clandestini dei reali pensieri astratti che attendono il segnale di sbarco dalla terra alla luna nella curva di un arco che si perde nella cruna legnosa di un parco evolutivo provvisorio traslocando dall'origine alla fine del mondo sul petto della luce esteso spettro luminoso dal big bang ai buchi neri insieme al giorno di domani con quello di ieri.

 71. MARE NOSTRUM A PAESTUM - Con la relatività ristretta diventata statua postmoderna di cemento armato nel boato fenotipico imperante al caos incapace di legiferare ma capace di strafare il mozzo diventato capitano coraggioso in un mattino uggioso ripudiato per l'ennesima volta mentre avvista nuova terra in provincia di Canberra e una nuvola sparsa se la ride sull'erba riarsa che scivola per l'effetto serra sul mero alveo volvente del mare impaziente ondeggiante come meglio gli pare dal quaternario disteso gatto randagio sul lucernario dove la saggezza è mancante nè si trova con il sestante la quaterna del quaternione assorto in taverna distratto dietro il diluvio universale senza parole sull'aumento esponenziale della popolazione un'alluvione ricorrente semplice pediluvio per Giove pluvio vandalo spietato è il cielo ad arco sinusoidale che si vendica subito prima della vendemmia e se ne frega dell'intero mondo che lo prega nemmeno una piega comunque nell'ipersfera vanitosa gonfiata ad arte sempre così di parte il libero arbitrio arbitro da comperare nella transumanza sul cammello veloce della luce che atterra senza carrello e subito fugge via oltre la propria velocità davanti al tuo pensiero campanello ottonato tachione taccagno evoluto dalla belva generata dalla selva sempre troppo e troppo poco umana nella guerra e nella pace immane l'inversione della nuda e cruda chimica organica in un nuovo ibrido di struttura dietro il senno di poi davanti al senso di rotazione di un quanto qualunque innominato al contrario sotto il banco della natura osso nero di seppia che vince sempre ripartendo da una bolla speculativa bollata dalla medesima energia bollita oppure autorigenerandosi anche dal nulla che da solo balla senza nemmeno la necessità del caso.

 

 72.  QUALCOSA DI NUOVO - C'è qualcosa di nuovo oggi nel sale che più non scioglie in acido e base restando immobile automobile a secco della benzina colata a picco sul bordo eroso dell'erba che riosa crescere ancora più forte tra i copertoni scoperti nel labile universo di fase la giovane Italia invecchiata riposa sul letto di Enea con il culto della gogna mediatica immediata e mediata nell'elettrodinamica svitata dove i gatti e i topi sono entrambi padroni dell'ambiente evolutivo onniscente in presenza dell'assente mostrando il dolore impubblicabile del piacere altrove l'altrui asso da giocare identico alla diversità genetica di un sasso scagliato verso il cielo celato cercando la pietra filosofale dotata di sesso improbabile nel calcolo delle probabilità di nuovi Galilei fasulli che offrono trastulli ai popoli illogici che cercano nell'ignoto sempre il medesimo volto noto e camerieri delle consolazioni nella distribuzione unilaterale delle opinioni al costume che più non si contenta delle brame e tra il sole fresco delle rose appena colte e le brume padane dell'inverno semieterno vuole solamente guadagni concreti il puffo azzurro a libero tuffo nel buco nero della storia a capofitto senza paracadute in cerca del profitto con la colombina rossa di Mestre dal carattere pedestre davanti alla Venezia natante nell'oro della liquidità di te non resterà nemmeno una pittura rupestre per colpa del futuro si dirà nella rotta aerea caotica di un pappo per il seme del nuovo mondo con il pensiero che sà di tappo ancora prima di nascere o scavando lo zaffo biologico della rivoluzione robotica a venire una doccia cartesiana abbronzante per la mente capace di mentire anche a se stessa nella ressa dove Parigi vale ancora una messa nell'infinito animale chimico dall'aspetto mimico sotto il telo mimetico stellato dell'essere e del divenire ermetico che vola a vela dal nulla al nulla con l'aiuto non richiesto del pilota automatico.

 

CONTINUA

 

 

 

 

martedì, agosto 07, 2007 

SPEDIZIONI INTERNAZIONALI
Umore:  artistico
Categoria: Scrittura e poesia

FREE EXPERIMENT OF ITALIAN LITERATURE THOUGHT-POETRY

 1. NATURA SUAVEOLENS DATURA

natura bella luminosa velenosa spinosa suaveolens datura accresciuta nell'indifferenza del bene e del male ondivago serpente a sonagli di cristallo che si lecca le ferite fonde tra le fronde acute delle pampas senza blocchi mentali duri con  la violenza davanti e didietro nella galassia frenata da quale intoppo gravitazionale del terrore e dell'amore figlio del proprio io altrui vincitore dell'attimo fuggevole perduto a mare con la legge del più forte improvvisamente debole carattere e cratere lunare dove le prossime nuvole veleggeranno chiuse su di te formica dello spaziotempo arresa all'evidenza mutevole su di me appresa discendente del sole primo per ultimo minimo astratto su chissà quale conifera di metallo a cavallo di comete alate detterà tavole di leggi non meno eterne dell'energia purissima il più degradato dei fenomeni secondo una scala cosmica ridotta ma la macchina della verità non gli renderà la giustizia perpetua del peso delle azioni leggere come supercorde di uccello- lira sotto il gigaro dei magmi primordiali che ti bagnano i piedi nudi al vapore oceanico della salsedine dove anche i pesci tirano tardi i loro primi geni  dissipati al calore del fuoco eterno momentaneo ma spontaneo afferrando per i capelli evoluzioni naturali capovolte da noi mirata per un'altra sorte di universo molto diverso le cambieremo i connotati con la tecnologia fino alla suprema elegia con quale regìa dalla bolgia di lotta e di morte su cui non vigila la sorte interrompendo la catena allungabile dell'eterno ritorno al punto morto superiore dove ben pochi arrivano intatti e pieni di contatti e dove tutti i giochi da fare non sono stati ancora fatti natura datura dove sei tu la mano del gioco è ancora dura ma ora che conosco l'utile inutile del tuo volto stravolto per sempre sorpasserò disinvolto questo lungo infinito dal fiato corto con il lungo salto della tecnologia oltre la vecchia biologia che somiglia più ad un'arpìa che non ad un'opera pia e tutte le feste si riporta via, e così sia.

(specimen di poesia-pensiero, 2006)

 *** THANKS *** to the italian poet FRANCO FOCARDI, evolving this poem "NATURA SUAVEOLENSA DATURA" in a NEW and DIFFERENT MODE - September, 2007 *****

NOTA - N.B.:     

Hello Girls & Boys! le poesie-pensiero sperimentali che, quando ho un poco di tempo, aggiungo al blog sono scritte istintivamente, così come veloci mi appaiono e fuggono via dalla mente, e qui presentate non incolonnate, nè, spesso, collazionate, anche xchè, se iniziassi a rileggerle, le modificherei in continuazione, fino a riscriverle. Collezionatele tutte!  Chiunque abbia voglia di farle proprie e riprenderle, modificarle, decostruirle e ricostruirle, nonchè rilanciarle nuovamente in rete, è libero di farlo a piacimento, in modo da iniziare a costruire una specie di network letterario che abbia lo scopo primario di fare resuscitare la poesia, la quale oggi somiglia alla famosa bella addormentata nel bosco, e darle nuova vita, sprint, energia, ritrasformata in elegia magari di carattere globale, o, in alternativa, esclusiva, che va bene lo stesso. Fin dai primi anni '80 ho perseguito l'idea di una possibile unione mista tra i mondi della letteratura e della scienza, viventi ognuno di luce propria in universi separati, qui provati in un nuovo ibrido di struttura.  Grazie a tutti   ---  Francesco  Martin  ---   &  USHNETWORK  MEDIATOOL

: info su di me & networks anche su :   www.myartprofile.com/ushnetwork  e su : http://ushnetwork.spazioblog.it   nonchè su : http://artfashionbrandesign.style.it e, per qualche scelta casuale di foto relative al network: www.flickr.com/photos/ushnetwork

 2. PROTOTIPO VIRTUALE  -> Ha grandi occhi il Ponte di Brooklyn sul naso della Florida umida protoni e antiprotoni accoppiati tra gli animali accoppati degli affreschi del Neolitico immense praterie di cavalli vapore al galoppo sull'Egeo sciroppo cosmico mare scirocco sopra il Marocco con il cappello di Napoleone e l'Australia rana surriscaldata dal sole che sale e discende dalla galassia che pende, dove non sa più niente di niente l'organismo rimasto in bilico riprodotto con l'orgasmo tra il primitivo e il subumano davanti e dietro al superuomo un tempo nano sulla cascata di equazioni differenziali dal resto della foresta sola la somma degli alberi di gomma che sia e non sia per l'abbondanza e la penuria del sistema con tutti i sensi possibili ma privo di senso logico e cieco l'intestino che agisce per primo mentre ti divora vivo attimo per attimo con l'illusione persa dietro i voli empirici delle farfalle e tra macchine da corsa che fanno la ruota come pavoni  in cerca d'autore nel nulla raggio gamma vivente attrito radente a bordo dell'Arabia Saudita una vedetta inaudita che cerca vendetta giocando all'intersezione del Polo Nord con il Sud carico della luce balla di paglia in corsa in Corsica dove la roccia morsica nell'estivo clone della stagione un ciclone sopra la nostra magione con il retaggio nervoso del campo magnetico derivato e improntato dall'integrale maestrale di un quantistico temporale e il cervello quaternario fatto caporale dal ribollire magmatico automatico con l'ombrello di ogni giorno che corre bagnato alla pioggia atomica tanto amica quanto nemica dello Sputnik nel labirinto spaziale tra pianeti e meteoriti precipita la cascata del tempo nel Circo Massimo tra pause di oscillazione di figure brevi riprodotte sulle autostrade indotte mentre un ramo della foresta primordiale diventa balena e una rosa una falena in una palma spiaggiata che ha finito di cantare ma vuole ritentare ultima ma prima nell'indifferenza della natura e del traffico sordomuto che ti manda un giornale murale ad ogni angolo dell'ignoto così svelato da un gimnoto trasmesso e urlato dall'apparire in moto fermo schermo ove si nasconde l'automa cellulare armato di scherno nel forte potenziale ermo sempiterno colle leopardiano calle veneziano sull'uomo digitale con fisico animale a geometria esponenziale.

 3. RIVIERA DI PONENTE del Sol Levante - vibrano assieme le molecole della notte, l'universo è una botte a 99 dimensioni tra le sette ignote ottave note della terza galassia parallela all'identità del Venezuela per l'amore ricambiato verso la casa aperta dei piccioni viaggiatori fatti di elettroniche nuvole al volo e la clonazione del proprio essere senza bisogno dell'essere tra le forze libere congelate nell'una o l'altra direzione ritirata occupata, prigioniere palle del presente tra il passato e l'avvenire restano supine al risveglio improvviso dei vulcani sottomarini forti di lave spire concentriche spirali galattiche eccentriche e volute di fumo vendute a peso così come volate tra le reti trasformate in sistemi viventi d'immagini da gettare alla prova del fuoco nella geometria del campo magnetico diventato pensiero automatico che dirige i più lontani elettroni dai quali è diretto qui, moto di spin dell'universo intero assetato affamato nell'oceano dimezzato ora nell'affondo dei licheni sulle rocce superficiali e magmi freddi di marmo dal carattere caldissimo nel ricordo breve del lungo big-bang quando l'energia ridiventa polvere urlando nella polvere del gas della prossima stella o nel fruscìo dei gelsomini dall'altra parte della strada meccanica quantistica in alto l'avvertimento di colore e il sapore dello spazio spostato di carreggiata in trecciando il torpore del fascino incantato d'interattivi quarks e nello sguardo del sesso opposto l'input output della bellezza una greca giovinezza per nostra massima colpa il decadimento del mondo senza un lamento così come è e non è il superamento nell'arma della tecnica oltre l'inosabile fatto dall'uomo abile padrone del bene del male a volontà secondo l'inopportuna opportunità la quiete con la tempesta insieme spargeranno un diverso seme mentre stai cancellando il brutto tempo che ti cancella e riscrivi l'infera energia superna in elegia suprema mentre ricade in basso nella trama del mondo brana che nell'evoluzione tanto si ama mentre da solo in allegra compagnia si sbrana.

 4. CONTRATTO COSMICO - Litica litosfera mitica per opportunità politica inopportuna genesi una biologica protesi frattura la zolla caracollando l'oceano rimescolando il magma rigenerando la realtà che scopri in grande quantità del moto proprio dare-avere un albero di pere, avere-dare tutti i frutti del mare caduti dalla luna sull'altra faccia scura del cosmodromo risplendente di astri specchiati nella prossima gravità con il cappotto delle forze magnetiche sulle spalle di Giove indifferente alle nostre vibrazioni elettrostatiche non calerà la notte delle statistiche sulla rotazione apparente della memoria immobile orizzonte dell'evento sul carro di Fetonte e nel contratto sociale di sabbia mobile telefono secondo quale visione della televisione pare una verruca doppiata la biologia della natura riprodotta noctiluca soppalco del cervide occhio cellulare falco pellegrino che stampa tracce profonde del volo a vela sul corpo del bacino celeste impero svevo sulla pampa così distesa nella torsione assoluta della natura dissoluta l'universo all'inverso mentre una stella s'è risciolta in un'altra stella e ritorna viva e vegeta e nuova di zecca la sofferenza che crea la differenza di cui non si può restare senza abbondanza e privazione nell'evolutiva stazione per nessun'altra ragione spiega la velocità della luce che supera la lentezza della materia oscura per un momento solo e viceversa quando i continenti sono stati brucati e tutti i pascoli bruciati per chi suona la campana per te domani per altri ancora allora a ripetere tutto quanto il resto della somma divisa che ti sembra bella per abitudine all'attitudine tra il martello e l'incudine abile mano nell'infinito labile a Udine udite il telencefalo acefalo tendine fax da Halifax scartafaccio nel porto ligure ma cosa faccio e non farò sopra il ligustro sotto il faro se tutto è futile utile inutile utensile ruggine reincarnato in un muggine muoviti allora madre terra pachiderma che rivive con lo sperma e l'ovulo garrulo scuotiti forte antica sorte tirata da Lisbona a Canberra piega la faglia di ferro la maglia abbatti la muraglia con un fuoco di paglia apriti in due cielo celato in mezzo alle scorie eliminate spazzate via dal vento della storia impazzita che le riporta all'origine delle specie di cui mi fa molta specie l'origine così poco originale.

 5. FOTONICA ORBITA BIONICA - Con un quintetto di radiogalassie nello zaino iperconico della giovinezza e la cosmica brezza sul tetto del mappamondo non mi nascondo allo sguardo a pelle di leopardo della cromodinamica in ritardo nell'alta marea del cielo basso che pianta in asso il sole trave infuocata nell'occhio dell'estate prima colonna dell'immensità priva di vastità dove sono sparite nella sabbia le giravolte dei fiumi africani spartite con l'ultimo dei Mohicani e i sette nani riflessi nei satelliti artificiali tra le foglie morte dei pianeti comuni al tatto terreno con un senso in meno nelle inversioni cromosomiche delle rose libere di fiorire obbligate a rifiorire tra le onde della luce che lo spaziotempo ricuce nel racemo delle passioni cadette costruendo un altro divenire all'imbrunire tra i tavoli da gioco all'aperto di catene montuose in cima ai seni marmorei del vento e le dune sinuose del Sahara dove cresce illimitata l'involuzione della rivoluzione tronco di cono nel dinosauro disperso connesso al panorama mondiale compromesso la cui traccia di acqua pesante persiste nel pozzo nero della coscienza e nella turnazione genetica automatica dei caratteri ricava un'altra storia da mettere in memoria con l'istinto formichiere del sol levante diminuendo l'animale logico a ponente una linea di forza che il salto in alto del leone economico supera adesso batterio in batteria nella corteccia cerebrale delle sequoie con il fattore di crescita incontrollata delle felci primordiali in memoria di una maggiore civiltà riprodotta in fuoriserie aumentando il popolo della chimica organica che l'energia distribuisce a caso in dinamica automatica secondo l'astrale corrente marina sepolta e la fuga della galassie capovolta dove ti porteranno a cena fuori i prossimi capodogli imbizzarriti che cantano e ricontano le onde nel colore acido-base del sale salutando lo sviluppo vulcanico dell'Oceania come un vero Nettuno che si avventura nel mondo dei quanti pigmei giganti tutti insieme a caccia a pesca nei branchi di forti stelle binarie multiple cadenti e nascenti rimbalzate nei candelabri delle gorgonie tese a diverse profondità di gravitazioni asteroidi colorati dai propri istinti clonati dalla fine del secondo principio della termodinamica nemica un inizio dell'indizio come amica la necessità nel relitto ancora vivo del primo secondo semplice subito dopo traboccante di complessità come un koala immobile d'inabile abilità nel calcolo frenetico antico della probabilità labile.

 6. SIMMETRICA DELLA COSMICA METRICA - non andartene vastità del fenomeno vattene via numerico noumeno satellitare mare predatore di lampare nell'etere incastrato nel cassetto a sorpresa del nero cielo diamantifero di un carbonico Lucifero sull'aspetto fisico metà bellissimo metà orribile del pianeta una pineta distrutta dal fuoco dell'arsura leccata dall'Atlantico peschereccio spagnolo antico godereccio artico e articolo di Capo Verde che in chissà quale faglia si perde una foglia e una ruga trovata dal centro della terra che erra dietro la muraglia cinese delle ombre coraggiose del passato trapassato a iose dall'occhio cileno di Neruda sui nudi binari delle Ande vagando tra i rami della Via Lattea euforbia marocchina instabile racemo maniaco di grandezza in piccolezza sul manubrio della Tasmania addormentata e sul filo spinato dei linguaggi alla deriva genetica dei miraggi solari raggi nel calcolo improbabile dei solfeggi energetici lampi di nuvolari arpeggi con Paride nei maneggi armato di mitraglia tra le calde sabbie del Niger della prima forma di vita la brodaglia Omero assaggia in chissà quale oscuro carcere del Terzo Mondo tacendo nei carmi scarni sui carri armati che schiacciano il corpo inabitabile di una Venere ultravioletta o sgranando rosari sugli immani massacri vicini e lontani buchi neri in fondo alle tasche del buio generatore di luce avvistando dell'infinito la foce con le mani nulle senza voce scomparendo alla vista del nuovo il vecchio continente è tutto già scritto in tutte le cose da riscrivere, tutto fatto e da rifare il campo elettrico da arare e inseminare sulla porta magnetica della pazienza l'essere sentinella oggi al di quà domani nell'aldilà mentre rivedi il sorriso di Caino della natura tanto amica che ti indica un nemico e a lui indica te stesso effimero papavero come un vuoto a rendere che necessita ma non ha bisogno dell'infinito come un infinito che necessita e non ha bisogno del vuoto da redigere senza nemmeno considerare il bello e brutto voto, tutto a posto sì qualunque sia l'equilibrio dell'accordo segreto astrale in disaccordo nel nulla di un ricordo che scordo e riguardo nella galassia-lupo divorata mentre divora l'astrale zavorra onnivora in un'espulsa cellula rinata libellula fatta dal nulla da piegare come un vento maestrale ferro di cavallo a ritroso rotta la simmetria culla violata la parità finita l'identità infinita senza restare all'eternità foresta in cui non dura nemmeno un giorno tutta intera la festa.

 7. LEGGE DELLA FORESTA ELETTRODINAMICA - Aumenta il disordine dello spaziale cardine diritto sul temporale zitto tendine di Achille venduto ad euro mille una biologia salamandra dal volto di supernova che ci cova nella massa mancante delle Pleiadi mentre ci prova come un pesce balestra la materia interstellare lasciala passare beata al pascolo interattivo riprodotto nell'indotto della volta celeste un simmetrico specchio rotto di lunghezze d'onda sul corto raggio della nostra parvenza in Provenza ancora in partenza nel vigore della sorgente elettronica dell'eterna primavera giammai vera sempre densa mela matura in contraddizione con la ragione così distante dal primo secondo prima dell'energia quando i ramarri si gettavano coraggiosi nella mischia degli oleandri e gli anfibi attendevano la pioggia nella scarpata tropicale, le zampe delle gru reggevano forti l'equilibrio lacustre e dovunque si facevano mostre di quasars ecco il granchio violinista di Plutone che tira tardi assieme a Leopardi nel piano adimensionale della nebulosa debole di Orione della vita la canzone scanzonata seduta sulla polveriera della gravitazione universale e nel sale del Mar Morto travasato ancora vivo da un pianata all'altro invasato con le circonferenze dei rapaci sui calmi erbivori come Ercoli e Centauri, Orse Maggiori, Idre di Lerna nella megadiversità ridotta all'osso dell'omologazione globale neutra dei neutrini dove una forma di vita informale viene tentata invano nel sorriso di un caimano con l'ambiente nel codice genetico e quel codice senza leggi nell'ambiente legale la lotta di tutti contro tutti e la simbiosi interessata tradotta agli affari interni di qualunque paese riguardanti il mondo l'agire pratico per l'imperativo teorico dell'imperatore categorico al soldo di tutte le bandiere il bandolo dell'interesse composto idolo fuggevole scomposto nell'occhio nudo della libertà secondo misura, telaio di Penelope da intessere fino alla fine della fine il diluvio universale un maremoto provinciale e un acquazzone provvidenziale sul cappello assente all'ammasso aperto dell'infinito soave chiuso per sempre a chiave.

 8. QUANTISTICA EURISTICA  - Pesca nel vuoto pieno di caratteri mutevoli malevoli e benevoli pindarici voli un pesce elettrico ancestrale sulla biologica traccia di vita nel galattico maestrale braccio spirale calcolatore di equinozi e solstizi allo stato fondamentale un pitale di brodo primordiale che precipita come un oggetto nel soggetto eguale e contrario materiale oscuro mitilo aggrappato allo scoglio di un altro universo agone nella memoria appena stampata un capodoglio dall'ondata polimerica della scrittura omerica elettronica che si comporta come il caso non necessario a casaccio nel biotopo godereccio che attende della rivoluzione copernicana il libeccio nella veste idrogenata della prossima stella per alta vista panorama europeo sul Baltico in pista sfiorito carattere antico dello spaziotempo rifiorito per gemmazione compie un'azione assoluta la trottola del potenziale biologico stretto binario millenario nelle unità astronomiche da misurare assieme ai giorni trasmessi ascendenti gradini discendenti a centomila gradi nel cielo senza porte e finestre ridenti Clitemnestre piangenti che il quadriciclo evolutivo abbandona al loro destino primo ed ultimo naviglio della fisica circonferenza oltre il fossato della Via Lattea a festa agghindato con un boato dietro lo scambio commerciale il rapido lento tra i Paesi Bassie  l'Alto Volta torneremo ancora una volta davanti al rimbalzo delle colpe giocando a tamburello con la Storia dei diritti e doveri e tu dov'eri identità individuale indefinita nella specie dell'uomo sapiente con la calvizie incipiente e nel ritorno della ragione sfinita una regione il pozzo artesiano dell'immaginazione tra idoli della piazza e statue di creta rincretinita ricade la mattina come una neve andina sulla soglia della Porta Palatina capitolata se Ulisse uccide i Ciclopi, Davide abbatte Golia e viceversa al bancone di beneficienza e misericordia con quale concordia concorda un nuovo sociale patto davanti al piatto sempre pieno dell'abbondanza l'arpione della privazione nella discordia trafiggendo il cuore immenso del regno animale e vegetale imballato prezzato e distribuito con il trapianto della potenza nella forma coppia armonica ancella onda e particella torma e tormento nella chimica disarmonica adesiva e repulsiva che ci permette di lasciare un messaggio conosciuto nell'ambiente sconosciuto  e trovarne cento nel grande e piccolo circuito integrato del mondo disintegrato che si reintegra mentre dalla porta di servizio passano gli elefanti indiani faticando nell'energia eolica sotto la volontà imperiale di Annibale l'onesta ira di Achille per tutti funesta accarezzando la lira di Apollo vanitosa nella deriva genetica  e galattica riprodotta a iosa nel tempo libero non ancora liberato dal morso della morsa del tempo mentre cerchiamo scampo restando e fuggendo via più veloci del lampo. 

 9. IL CERTO PER L'INCERTO, L'INCERTO PER IL CERTO SCAMBIO - Aumenta la realtà dell'irrealtà e la certezza dell'incertezza nel regime di brezza e l'incertezza della certezza con qualche corazzata sicurezza figlia del dubbio amletico con la scienza imperfetta alla cintola dorata di Atene da Sparta sfigurata dal giogo di antimateria nella materia felice di essere senza il non essere una statua di cera in omaggio alla nuova era se c'era una volta qualche coscienza capovolta allora raccontala giusta la storia perfetta alla gente smarrita che va di fretta se devi potare la ramificazione accresciuta della pura ragione impura nella palude spuria il conto dei vivi e dei morti non torna ma ogni popolo e città contenta oggi s'adorna a festa sulle vette dei grattacieli con quanti grattacapi anche se i problemi si risolvono da soli si sono abbassati i cieli il pane è a buon mercato il gioco è facile nel tutto così difficile con il satellite passando oltre il nostro sole che ritorna sempre in un luogo diverso indifferente cometa ammiccante carta moneta indicante ogni preda da cacciare ogni strada possibile da tracciare con la massima comunicazione incapace di comunicare con chi somiglia alla nostra immagine speculare atomica e molecolare ma dove dopo avere a lungo dormito tra le braccia del mito un nuovo titano ti prende per mano le stelle la luna il sole l'Ontario mescolato nel frasario perfezionato da un falsario che non guarda il calendario cucurbita indiana in orbita mutante orbitale bevendo una bibita gassata di acqua pesante cesellata dalla natura ambita stella pulsante imbevuta di pioggia questo universo era solo una roggia tra le tante in fondo alla galassia a destra e a sinistra in alto e in basso giocando l'ultimo asso in qualche luogo dove le idee senza parole delle foreste sono cotte dalla luce che si sorpassa gli animali lottano per morire per ultimi o per primi con quelle facce di tavole senza leggi conservate cellule mutanti nella floricoltura dei buchi neri che diventano bianchi e senza colore o viceversa ritornando energia chiaroscura su cui scommette il futuro della natura trasparente cristallo uovo deposto tallo dal codice binario proposto a nolo di larve crisalidi pupe e farfalle del bel tempo che fu se altro tempo così sarà se i mille occhi della terra guarderanno ancora le sette bocche del mare rotanti ali compresse nella massa mancante dell'infinito mosso che si è ridotto all'osso tra le radici e le foglie di un bosso.

 10. GIOGO BIOLOGICO UNIVERSALE - Giogo biologico universale sulle spalle del Togo che risale e discende evolutive orizzontali scale in verticale, gioco a tre-sette con il morto che ritorna vivo oggi a me domani a te incerto è l'esito del concerto di forze esibito nell'ambiente mai garantito nel reame bisolfito di materia antimateria dal profondo abisso del mare un antenato Latimeria risorto dalla cenere del tempo che fu come una corrida vespertina travestita di belle maniere tra dieci dimensioni le cerniere a lampo con tutta la corporatura denudata in campo e lotta diretta delle forze la cui reazione indiretta è tradotta dalla luce che tutto scuce e ricuce trasformandosi dall'una all'altra specie appena cambia il tempo nel primo canzoniere del sole isola nella corrente magnetica molle pietra della perseveranza di una cometa semiviva giunta dal cosmo disgiunta nè bella nè brutta nè buona nè cattiva, neutra fatta apposta per confondere le regole e diffondere le egoistiche idee non egoiste alla specie umana deleteria della tragica commedia ereditaria, o mangi la minestra del branco che arranca nella natura stanca o salti in alto dalla finestra insieme a Clitemnestra se il destino che fai tu lo faccio anch'io fotone arroventato danzante nel substrato sgangherato che dispera e supera il limite di velocità di sera alla prossima curva evolutiva la caduta rovinosa distruttiva e la genetica deriva libera di autodeterminazione obbligata ad arrangiarsi con quello che trova e inventata per caso necessario che torna sempre sullo stesso binario codice che spesso usa un indice e un obice per il dominio provvisorio degli uni sugli altri come animali remoti forbice tu e il tuo servo muto sempre uguali buoni a tutto e nulla alla riffa naturale con la tariffa economica che ci beffa con l'interessata misericordia dell'alveare misto dove non importa chi sia l'ape regina nell'automatico divenire conservato per milioni di anni e dissipato in un solo secondo se l'erba diventa la stessa capra che la bruca e il lupo della steppa che la sbrana e il sole punto appuntito prima enorme sfera dopo fine a se stesso fin dall'inizio con un vizio di fabbricazione per la finale esplosione incurante di nulla lasciando tutto accadere come gli pare e piace tra elettromagneti entropici e diversificati tropici per tali cellulari corpi frattali sensali automi materiali privi di ali scalando il decimo grado della parete universale non diverso è il panorama della brama, nulla è cambiato tra le mani della brina l'antico inverno è ritornato dall'eterno, te n'eri solo un momento dimenticato rimanendo addormentato che il sonno della ragione genera i mostri sacri e profani che generano il sonno della sacra e profana ragione.

 11. ATTENDE L'ATTIMO FUGGENTE  IL NIENTE DEL MONDO - Il mondo del niente che non esistendo non mente attende l'uragano di foglie tra le rocciose faglie a ponente la moglie senza doglie bioniche venuta dalle piogge monsoniche della natura in cima al sole la gomena della galassie attive nell'atomico piovviginare e il maestrale diventato maestro di scuola con i buchi nella suola orma rocciosa metamorfica che si crede l'antica Grecia società della lingua esibita e del canto da mettere in conto sul volo del cormorano occidentale messo all'indice dal Corano tra l'acqua fresca del Missouri pescoso di siluri e i gigli fiorentini spaccati tra culturali steccati ti diede da vivere per una manciata di secondi l'Europa sotto forma plantare d'incallito animale dall'istinto ancestrale rupestre stinto nella stilla del magma antiquato pulsante di ricorrenti stelle a valle su praterie marine a monte ha proiettato la geografia del cosmo macchina a vapore concentrato e dissolto della prima scienza inventata per ultima e Galileo nel telescopio con la musica nel motore a scoppio e la pipa dell'oppio per i popoli impopolari alle calotte polari la rete da pesca della memoria da ricucire tutti i giorni insieme nel volto ignoto della natura approssimativa evoluta di tecnica mista per il candore di una nuvola quantica e il rossore del primitivo libero battito sotto la ferrea legge di Tito salendo il montacarichi della ragione pratica tettonica della vigilia scendendo sul cognome della verità il vociare delle vedette lombarde sotto il tiro netto delle spingarde con l'aspetto di pantere felici tra le antere della Via Lattea è sbocciata una brattea melograna data in pegno sul territorio incantato di quarks a forma di pugno e barrito elefantino barricato prima dell'ultima parola antisimmetrica allo specchio di Venere così simmetrico da venerare il venerdì omerico museo dell'aria rimasto in bilico su palafitte sconfitte e polverose letterarie soffitte non ancora sfitte opere maggiori di americhe minori dietro le isole nella corrente dimenticate presto o tardi come bianche rose del deserto armeno fiorite in quantità in assenza di gravità dal ciclo della materia estroflessa dal tutto del nulla totale genuflessa il flutto del bello probabile nel frutto del brutto tempo che fu splendente di luce rifratta e riflessa che risorgendo se ne va non sapendo dove andare tramontando in alto mare.

 12. DALLA VITA ALLA STORIA O VICEVERSA - Muta il linguaggio muto ormeggio universale lignaggio della chimica organica illustrata al vantaggio orientata davanti al camino invernale sul bordo del cammino che gli astri precisarono tra cosmici disastri per puro caso a caso ricostruendo con l'evenienza della relatività generale collina capovolta turchina gravitazionale per la filosofia zonale dal setto nasale marino al vocabolo innominabile della libertà nessuno sa dove starà tra di noi nella camicia inamidata di forza elettrodebole degli esseri biologici sul dorso della storia in caduta libera ascendendo dall'idealismo al materialismo e voi evoluti a metà strada con la virgola delle unità astronomiche mutata di posizione conservando disperdendo da punto a capo l'espansione continentale del provvisorio spaziotempo irrisorio assieme alla trireme del brontosauro economico che la usa per la vita pratica arrampicando sulla pertica del palo della cuccagna dove ciascuno perde quello che guadagna senza illusioni illudendosi sempre nella creta dolceamara del sole sempre più solo nel modo di parlare alla morfologia rocciosa delle onde in vetta alle Ande il fronte corrugato del cielo nel ventaglio corallino delle ipotesi ma sempre più tesi sulla scena internazionale con la lancia sotto pancia e lo scudo di Achille facendo scintille tuttavia riscoprendo la pace dei sesti sensi che odora di pece allo scambio interessato di calore dopo la fine tragica del colore la reazione comica di un nuovo inizio nel vecchio spazio con il massimo naturale del vizio raccogliendo il fiore del mandorlo che corre verso la luce immobilizzata dei petali alati senza ali e le doppie curve dei rinoceronti dettate dalla trigonometria nella galleria del vento dove affilerai la solita lingua caduta sulla maniacale mente zodiacale sparsa ovunque della tecnica assoluta in cerca di diversi approdi o solo di formiche istintive che costruirono al centro del nulla senza altro sapere dal basso medioevo dell'alto sentire senza soffrire di antiche cellule maestre dell'arte di trovarsi disperdendosi nell'infinito con una incerta fine certa e quell'armonico stile nel muscolo tensore rilasciato alle correnti delle praterie marine costruendo una zattera riprodotta nell'idea megattera di Zoroastro diventata fatto concreto che ne continua il fato ora mito sfatato dalla macchina migliore fatta suprema dea superna con il sasso della mimica nemica il sesso della musica di adesso la sabbia parlante a vanvera al dettaglio perfetto pendaglio dell'entropia nello scandaglio del suo contrario in arrivo sul secondo universale vivo binario morto senza nemmeno avere un torto.

 13. MATERIA DELL'IDEALE - Nella tecnica multimediale clonata dall'istinto animale ritrovi l'irreperibile ideale dirigibile diretto dirigista mentre tutti corrono in pista per vincere e perdere tutta la vita come un vuoto a rendere una salita a pendere nell'arcobaleno della storia trapiantata sul petto della biologia che non ama la bugia di alta qualità calamitata dalla reazione chimica sbagliata e dall'unione sociale sbaragliata nella nuvola di vapore primordiale sfuggita da un caso all'altro per un pensiero scaltro nato dal sorriso delle pietraie sparse nell'universo manifesto di carico scaricato al precipizio dell'intelligenza divisa in tre tra l'utile, l'inutile e il futile con un fucile scarico nel gioco infantile delle felci arboree che con le mani future scheggeranno le selci e cammineranno sui selciati dell'evolutiva palude che t'illude e ti estrude nelle serpentine impolitiche sabbie mobili per le abili rivoluzioni labili mentre il caimano piangente della letteratura tace e acconsente l'ontologico antologico sistema avvitato a monte a valle il motore immobile avviato nel biotopo inviato speciale alla nebbia di un'altro continente non ancora avvistato dalla luna avvisata così tanto e poco calpestata dall'odiata impronta amata giovane di Baltimora armata di coscienza prosperosa messe all'ultima ora ammessa faccia scura di Maputo teatro triste dell'ultimo minuto quando ogni creduto sogno è ricaduto e della battaglia di Haiti non senti più la mitraglia per il canto del poeta inabile e il maglio dell'assassino papabile incoronato dalla trasparenza esatta della scienza ma cosa stiamo rifacendo un ritratto a tutto tondo dal vecchio al nuovo mondo lasciando il logico illogico accadere scatola nera a sorpresa come meglio crede trovando la propria strada impropria sull'onda della probabilità improbabile cercando l'ago nel pagliaio di tutta la possibilità impossibile sul volto del pianeta fossile o giocando alle carte con Napoleone Bonaparte con quale arte ligio al berretto frigio a cavallo del cielo più grigio corpo vuoto della piena evidenza la credenza piena era solo veloce apparenza presa all'amo astuto di una buona filosofica lenza abbi ancora pazienza se in cima ai pensieri del mare non ci sono più balene bianche ma solo lampare per lupanare mentre ancheggiano e bordeggiano le anche delle primarie foreste quaternarie stanche sopra e sotto gravitazionali panche lo giuro è sicuro se è vero che ero solo una nuda scimmia parlante sull'albero del pero, ma che mistero se poi non lo ero nel mondo bianco e nero del falso e del vero.

  14. FISICA DEL NULLA - Con la fisica del nulla mentre culla una nube di elettroni sul pube dei protoni speculativa bolla che sembra bella così come è spelonca di spazio nella conca del tempo la brana di un multiuniverso ti conserva come fenotipo di riserva mentre ti sbrana in una storica trama qualunque avviluppato ramarro nelle tredici dimensioni di un padano tabarro portando alto in processione il labaro della Città del Sole sul carro costellazione a reazione della fatica cronica e del lavoro ossuto avuto e dovuto per un soluto solstizio di ridondanza e privazione ambientale baro e onesto solvente della prossima mente autoevolvente atmosfera marziana anch'essa in coro adesso forte più di un toro fin quando avrai trovato il tuo vello d'oro o di argento se mi accontento al caldo di fusione freddo di pressione parziale egiziano sicomoro di cui m'innamoro con i pensieri in divieto di sosta tra le rosse foglie in festa la stagione sposta le frecce dei tempi sul cellulare conclave termodinamico con la clava mentre continua la lotta aperta degli uni contro gli altri armati aspettando il proprio turno in fila indiana davanti alla poesia senza sottana giocando al tavolo della sorte sempre troppo bassa l'alta posta con coraggio lasciando l'agio dell'aggio correndo più veloce il saggio della luce nella metropolitana della fame del mondo assetato inesigibile credito impossibile nel tessuto sociale  che attende un altro sensale eppure ai tuoi piedi elastici si è inchinato il mondo intero assaggiando la vita con il peso morto della morte affondando nel fondo la superficie ora meno superficiale ma sfidando tutti e nessuno con l'aiuto della ragione pura pratico gancio ma cencio e chirottero vagante alla cieca nella cultura spazzatura gradinata degradante d'ornata bordura dall'alto cielo verso il basso cesso di cantata lordura nell'isola del tesoro incantata dal primo richiamo della foresta astuta con gaia verzura di cuscuta compiaciuta ridendo adesso o mai più come un gigante diritto e fatto fesso senza nemmeno sentire l'ultima paura fino a quando del sole esploso arriverà nel tuo cuore imploso l'ultima calura.

 15. ELETTRONI VAGANTI - Attenzione alla celeste stazione elettroni ovunque vaganti con penne remiganti e becchi affilati d'aquila liquida onda marina come compare a chiunque gli pare e piace ingessato nel vestito contributo garantito con tutto che diventa noia comperando il dolore e la gioia del prossimo giro di giostra all'ultima boa il tuo io unico vantaggio autarchico nell'istinto animale gerarchico assieme a couli che è facendo al mondo nuovo da apripista con il seno bene in vista e un venduto chitarrista all'incanto convegno massmediatico del canto sul cadavere caldo dell'Adriatico attendendo dalla pubblica opinione il retto viatico la ragione del veglione e il torto del giusto capovolto in prigione sul gracale verticale con il grafo del bilancio annuale orafo solingo branco marino e stoccafisso meravigliato sul ciglio dell'abisso peschereccio con la stiva piena cullato dal libeccio nel sabato del villaggio casereccio senza più l'identità del leccio villaggio globale facendo mente locale nel coseno di maggio ameno  quindi giugno in volo sul fiore senza spine di rosa un effetto-farfalla si posa all'opposto sesso si sposa giurando di quando in quanto l'amore delle more agghindate il sapore di colla atomica delle prore l'ultimo insensibile dolore cronico delle cronache immerso nello scambio del vociferare naturale evaporato e prolisso circoscritto dalla rete a strascico dell'insieme di distanze astronomiche a numero fisso e variabile nel regime costante di brezza una furba politica abile nella spiaggia affollata la carezza arrostita per il paese del bengodi paranza frollata conserva animale e vegetale di prossima scadenza che crede solo nella credenza e non evolve nella legge della giungla tra le belve ma giace immobile materiale inerte di elastica polvere esplosiva dall'anima plastica agostana estate cosmica caduta stellare precipitazione ricamata filigrana idrogenata di uno dei tanti mondi brana del caso necessario armamentario non necessario ma tubo catodico metodico piovuto dal cielo e ritrasmesso da un un fossato trasformato in guerra di trincea mentre il mondo si bea laddove i vertebrati quaternari  cantano e ballano per tutto l'anno sotto l'attenta benedizione delle alte sfere ridendo tutte le sere per il miracolo delle televisione oracolo aggrovigliato con passione all'eternità passeggera di alta e bassa qualità e riprodotta a volontà cercando a tutti i costi quel posto dove eri a consumare il pasto in silenzio al margine dell'immagine sotto la pioviggine ricoperto di fuliggine, con l'incertezza certa dell'origine dell'oberata specie indaffarata a trascorrere frenetica la giornata mentre dal nulla al nulla evolve il tutto particella fondamentale senza fondamenta iniziando subito dal tetto.

 16.  LUCE DELL'ECLISSI DELLA LUCE - Sempre rimanendo mai nel centro dell'universo che adesso è la nostra periferia con l'eclissi annunciata dei dischi a 45 giri fissi dalla certezza assoluta all'incertezza dissoluta si cambia il passo sulle tracce dell'ellissi dobbiamo essere meno prolissi per evitare collassi, o Via Lattea dormiente negli abissi con il sesso cambiato dei massmedia masso ammassato sul cuore supino uno e trino multiplo della verità diventata vanità mentre aumenta nell'intorno la viltà cerca maggiore vastità il quadriciclo spaziale dell'energia diventata materia con il limite temporale e così accendo il motore nella dissipazione del calore con maggiore ardore crescendo dell'atmosfera il rumore di fondo assieme al sole indifferente che brucia la differenza della popolazione che cresce in superficie mentre scarseggia il pesce e la sete che affligge la metropoli aumentata dal suo stesso peso tormentata andando così di fretta per la via retta senza dare a nessuno retta dal cambio di terza mano alla frizione continentale della fruizione dell'Africa abbandonata a se stessa patata battezzata e fritta nell'olio ricinato per un nuovo benessere clonato con il telaio al cromo standardizzato e l'uomo dei Neanderthal evoluto in tecnologico gnomo addetto alla mutazione degli atomi con il capo coperto di cenere sul monte di Venere spirato sul mantello spiralato del mondo brucato e brucato ma riasfaltato sempre sul canto di una cicala ormai virtuale che non risale sull'albero tagliato della vita che si rigenera ma sorvola una piramide cubica egiziana di autonomi pneumatici consumati automatici abbandonati sul cortile del nobile casato nella globalizzazione accatastato con lo sportello aperto e chiuso sul ridondante orpello e il budello della filosofia senza cappello finestrino bloccato sul divino collagene attrito volvente chimico rapace bombardiere di parole a volo radente tutte le mattine scivolo corto del bene e del male senza nome lungo le strade che hanno nomea con il giudizio sempre cotto al dente canino sul piangere clamoroso dei salici e l'istinto Caino a vivere sempre e comunque delle alici, l'amore delle alci di buon umore e senza scalci per il lavoro sommerso della specie batterica vincente con ancora un disperso Eolo mediorientale infuriato per il capoverso abbandona la pace dei sensi al suo destino senza nemmeno consultare un indovino mangiando noccioline americane e ascoltando tutte le campane, collezionando antiche figurine strane e rispondendo per le rime sparse da riciclare sulla quinta strada in un movimento dada che cambia tutto non usando più la spada e ricomprandole usate ma come nuove nella biosfera che tace eppur si muove sostando sul ponte immaginario di una cosmica nave da carico tutto quello che non mi serve scarico in mare ma tutto serve quando immobile nella fuga delle galassie inseguo della luce oscure tassie di un'altra materia che non vedi ma ti vede così se tutti vanno dappertutto non vado da nessuna parte come un participio presente dell'arte che si fa da parte per se stessa, tanto tutto quello che fai ha la stessa importanza universale anche di quello che non fai, di quello che domani saprai e di quello che oggi non sai.

 17. TITOLO TELEFONICO - Tirolo telefonico antistreptolisinico nel pianeta cinico iconografico iconoclasta clinico caso pubblicitario buco nero nel frasario bianco armamentario tra i verdi pascoli del cielo a piombo alla fonda presso l'Argentario una fronda per la statua d'oro scatola a sorpresa sulla Mesa senza alcuna resa all'ondata tsunamica elettromagnetica del dare e dell'avere che mente alla ressa ma non mente alla mente galileiana stessa che cerca una verità soprana persino sotto la sottana eppure comunichi il tutto rappresentato da un incensurabile putto ricoperto di foglie di fico nudo democratico riscoperto libero di fare e disfare la lingua esposta di Einstein come un nervo trigemino parto settimino codice di minio scarlatto di un ritratto rogo sulla pubblica piazza riempita di pizza del libro impubblicabile che il pubblico spiazza e chiede nuova libertà alla volontà della capacità non ora e sempre cecità sordità rassegnazione se la Mongolia ha il mal di gola, la Russia russa la Cina è china l'Iran è molto irato sull'interpretazione semantica del sogno liberista motociclista provetto da riprodurre in provetta sulla terra benedetta con l'aiuto di una staffetta evolutiva dal pesce al rettile al quadrupede al bipede alla bici all'uccello privo di ali all'aereoplano  tutto in una mano a tutta selezione naturale innaturale rivoluzione dal basso mondo senza attenzione con l'antico vizio di rifare ogni prodotto buono ancora dall'inizio la natura frena e accelera con il tic della cultura per prima e ultima falce innestando tutte le marce o primitiva felce cresciuta con pazienza sulle rive del Po e del Fiume Giallo ecco un altro tallo che diventerà un cavallo con o senza l'avallo di una cambiale senza scadenza di una lontana semenza al principio della storia vincendo per un attimo la partita elementare dell'istinto spingendo il canto di vittoria oltre il più alto dei cieli che rifiutano l'ascolto essendo tutto capovolto il relitto dell'ambiente sconvolto capovaccaio messo in palio sulla rotta sconosciuta dell'entropia futura arpìa con l'architettura della cromodinamica quantistica che ci riduce in spazzatura di polvere duratura che disperata si richiama da sè ma nessuno risponde tra il campo base e la vetta delle onde al tam-tam della tribù e del branco che occuperà il nostro posto stanco a forza di calci sullo stinco ma in buona compagnia di Giordano Bruno clonato biondo con gli occhi azzurri invano tendendo la mano e chissà se Savonarola userebbe un cellulare Motorola e se lo faremo resuscitare in maniera salutare usando il libero arbitrio dell'arbitro come un nuovo Re Salomone che scioglie in due il nodo gordiano all'infinito che a un certo momento finisce sul sorriso di Cleopatra che si ripete sulla fronte di Frank Sinatra.

 18. L'UNICA CERTEZZA - l'unica certezza è il noto numero ignoto dell'universo quinto l'incertezza ma che forte brezza oggi a Cortina d'Ampezzo non mi torna più indietro la rima da un bel pezzo nel calore di reazione una cosmica lessicale purezza e una marezzatura nello spaziotempo combinato dal nostrano trisavolo croato mentre il mondo diventa un boato dove tutto si perde nel rumore di fondo anche tu sessantottesco compagno di strada gattopardesco che non guardi più in cagnesco mentre fai carriera nel giornale della sera o del giorno con quel biglietto senza ritorno e giochi a vincere la posta dello champagne con l'aragosta insieme all'economico eroico inesausto statista gnomico stando attenti che anche la ragione ha la sua santa inquisizione che ci mette sempre in tentazione sottosopra Giove pluvio di mirtilli e rododendri respira l'effluvio dell'universale diluvio di foglia in foglia sbocca e crocca il sottobosco di paglia un brivido sull'autostrada la vita ridotta a frattaglia come un cane abbandonato livido fuoco fatuo vivido fantasma di antimateria non più costretto da questa materia così materiale astro a ponente planetesimo a levante luna turca calante verde collina degli stivali un'altra guerra mondiale se vale la pena ancora di un posto al sole rimasto genetico codice nell'obice comandato dall'orbace ruota del carro armato mordace dove il destino ti ha inchiodato appena nato per una baionetta che la testa da marionetta taglia netta e getta nel camposanto dove rifiorirono versi in forma di viole tra le aiuole dell'amore negato nel piacere annegato nel tempo strampalato nella trincea della marea rossa e nera che su quel confine impera sulle ossa lunghe e corte della morte è maturata un'altra sera all'orizzonte argilloso dove la vita è forte come un bisonte stampato sulle rocce degli eoni tra i castagni nascosti nei marroni e sullo strapiombo dove conoscesti il gusto fresco del piombo come un tributo esoso che ai posteri rimandi per maroso dalla natura immanente ente che più non comandi moroso temporale di settembre caporale dell'otto che sparì nel botto diventando botulino e poggi il fucile al centro del cortile mirando in cima al campanile austriaco baco da seta nei pantaloni tirolesi abaco con i nervi tesi con i sensi offesi sugli scarponi ferraresi ecco ancora i giorni e i mesi gli anni e i danni da perduti pesi affanni con giberna e galaverna della cicogna che da noi più non sverna pezzo di marmo arboreo rampicante quadrumane con l'idea lampante del progresso nel regresso dal Pireo all'empireo celeste da terrestre ma il futuro pedestre dell'umanità sarà solo isolamento per dovuto affollamento assoluto dell'armento  senza nemmeno un lamento che si perde nel fuggevole firmamento.

 19. TECNICA DEL TRIPUDIO - Con tripudio della tecnica in barba alla mimica mediatica riempi dell'ultima benzina disponibile una tanica sarà forse la prima del moto elettrico perpetuo spirito tuo di guerriero valoroso ridotto ad impiegato volonteroso nell'ufficio corporale officiante arroventato dell'edificio pubblico & privato codone di reazione partitica non differente nell'istinto da formica o da leone sui calli di Venezia vecchia zia moderna diroccata elegante barocca rocca con in mano una picca nel telaio della scocca una scintilla che nella notte universale sola brilla ignota nella deriva cosmica mota allo sportello del nulla chiedendo informazione sul costo della pigione alla stazione evolutiva sulla via della prigione non avendo pagato al dazio della vita lo strazio generoso e divertito con la lama della spada e il canone del cannone per i codici d'onore giapponesi a nessuno arresi all'evenienza dell'evidenza gettata dal mare a riva con buona lenza da Fidenza un monopiatto senza contorno sui conti aperti facciamo uno storno una rotta a novanta gradi verso Grado non so se gradito ospite con l'amico preferito quell'assenso del consenso al consesso del settimo senso intonso ancora il pube mangiando le carrube vendo tube impossibili da vendere ma quando apro il giornale a Rio de Janeiro è sempre carnevale, tolgo un'ogiva dalla gengiva e per la poesia è sempre perpetua risorgiva o forse risorgimento dal proprio basamento tanto è solo tragicomica perpetua lotta sul pianeta malato di gotta braccio di ferro tra chi c'era prima e dopo la prossima rima su nessuna cima in cima con il lobo destro e sinistro menomato nel globale occipitale addormentato da sveglio l'occasione piglio con cipiglio Priamo dal cuore acceso per il tesoro reso da Creso e non ancora preso, l'ira funesta per il buono gratuito non ancora speso, Ettore meno abile quindi sacrificabile sul trono della storia labile labirinto di Omero sotto una pioggia di miliardi mentre s'è fatto tardi dopo la partita il pendolino incendiato da un lancio di petardi e una sfliata di moda sul molo vestito a festa ironica approda, la vecchia scuola è sotto la suola ma un veglione danzante al ristorante ne dice tante differenti e indifferente me ne frego di chi se ne frega oggi baronetto arrogante rampante ieri contado servile umiliato al vescovado con la macchina da corsa e lo sguardo fisso sulla borsa non invocando forse un equivoco del pensiero unico univoco a condizione di ritornare il tutto alla fisica del nulla biunivoco invoco.

 20. IL LEOPARDO DI LEOPARDI - Il fatto più logico è che tutto sia così illogico come un gioco scherzi a parte il mondo è una cosa seria che torna in vita dalla materia deleteria per l'uomo lodevole educato meritevole nello sboccato ambiente cresciuto abominevole come un fiore carnivoro sbocciato sul Pangea relazionato alla sua configurazione spaziale di ieri alla corta catena del tempo ritentando la sorte con il gladio sull'arena nè finta nè dipinta che gli diede la spinta e la spunta dei prati fioriti sulla trapunta del sole con la penna e il pene il pane un domestico cane mordente tra le canne spiralate liscie dove si vive bene quasi in assenza di pene con il betacarotene ed il vizio del trizio come qualsiasi tizio sull'inclito caracollare del Karakorum in vetta o alla base di un piano inclinato di fase dove tutto è rinato mentre aumenta la boria dei libri di storia ma nemmeno Serse aveva ogni giorno un paio di scarpe firmate diverse nè l'autoradio con l'autoreverse o l'alfabero Morse con cinque televisioni e un satellite spia nei pantaloni di Pantalone così pantagruelico però più non portando la cravatta, gettando via la nuova giacca una pastiglia di selenio in bocca e ridivento fresco come una bacca in una falsa primavera che sembrava vera tuttavia l'importanza è che l'abbondanza non aumenti sudditanza ma questa è la nuova eguaglianza e allora salta vola e danza con le mani sulla panza Mary Poppins che non scompare sotto l'ombrello nucleare con un altro vestito da sera l'umanità oggi non dispera come una bestia primordiale ferita nell'orgoglio dal prossimo colpo di maglio facendo del cielo un unico taglio e dell'intera conoscenza un raglio dunque dopo un altro sbadiglio ho tuttavia capito l'ordito  e allora ordino il piatto più squisito alla giornata una patata dietro la bellica elica nemica sul continente in bilico davanti il domani del giorno del mai, Hanoi, a noi e a voi un sistema industriale in scatola di montaggio nuovo di zecca e per l'inverno una prugna secca facendo salpare corazzate come pantere preparate al decollo mi fa male ancora quel callo cui non cale della città ideale nè la catena al collo adorando il materiale nel meteorico meteoritico sistema analitico della sintesi di un pensiero paralitico ma capace di districarsi con una migliore catarsi tra le braccia lunghe del mare monolito compatto inscatolato in un solo litro un lato aperto a tutte le esperienze e liberate incontinenze un orgasmo garantito impenitente miasmo della critica all'orgasmo della razza proibita e consentita sulla pubblica piazza ove tutto è fatto e non fatto fuori dalla tazza così di ogni rischio indispettito me ne infischio impettito e diritto sulla strada del sapere ridotto a detrito un inchino e un nitrito ben nutrito e pasciuto all'asciutto dopo la tempesta buona del dì di festa nastro adesivo e abrasivo dell'istinto giulivo attaccato all'esistenza più del vischio nella roulette russa della morte tirata a sorte il giusto è ingiusto l'ingiusto è giusto viceversa una traversa al nuovo gusto frusto ciò che è eguaglia quello che non è diventando senza dubbio il più forte fusto cosa ci posso fare meglio non fare meglio non pensare ma nemmeno ragionare perchè l'infinito è fatto così come è sempre senza pace non lo sa nemmeno lui mentre inseguo un raggio di luce che si torce mentre m'insegue e tace.

 21. NEW AGE - A tempo di musica per le nostre orecchie benedette dal mare piene e vuote secchie da portare sulle spalle nei ritagli del tempo quello con le palle con le avvisaglie di nuove battaglie tra le spire del serpente monetario a sonagli tamburo europeo di Berlino sotto il rotto muro che ridiventa duro la guerra fredda si riscalda i muscoli ma via da qui ogni qui pro quo con tre civette sul comò in pensione le lampade a carburo il neon è più sicuro con il testo elettronico in testa l'arto bionico l'occhio fotonico il dialetto ionico con lo spillo conico sulla lingua la Thailandia armonica nell'hinterland cento cinesi con le banche in centro e l'albanese diventato borghese il marocchino molto cortese  con le mani tese il peruviano forse ancora un poco sinistrese un messicano quasi australiano e l'italiano americano la zagara zingara polacca dalla veste bislacca in giro nella multizazza che impazza e rigenera creando il superuomo maggiordomo diventato donna però non più domo che non temo eliminato il freno inibitorio dell'oratorio un altro terremoto sussultorio della folla è rimasta una frenesia in meno tra le autostrade sovrabbondanti di nuovi migranti in più l'attenzione mancata ai fatti particolari oltre ai problemi dei mercati generali il mito del Mato Grosso così magro come un tempo il pontino agro e il destino dell'umanità distorto sempre con il lungo fiato corto intento alla salva a salve sulla selva dove non esiste più la belva dal polo nord a sud ripreso a nolo cammino da solo ma non volo sul velivolo a buon mercato volo pindarico ancora ricercato intanto addio Federico del cinema dell'anima riminese perfetto entimema ai piedi scalzi dell'energia gravitazionale dritta in diretta messa e dismessa in onda sull'altra sponda sfrecciando l'Uganda come un guerriero adornato nel clima ritoccato la foresta transgenica si pasce come messe eugenica, Bali balla, le Filippine flippano, ammalia la Somalia una Libia ad libitum a gas propano, ma in Paraguay risolveremo forse tutti i nostri guai a causa della piattaforma continentale che viaggia, si scosta, si scontra e spiaggia sulla costa opposta e selvaggia terra di fuoco sul cuoco che non ha colpa dell'insipida polpa e sul pianista che non suona quello che più ci pare e piace come egli vuole siccome si duole tuttavia volendo non vuole arrivare al patto sociale con la nuova era con i buchi nelle suole mentre qualcuno all'infinito si dispera: come mai non è subito sera?

 22. AMO ME AMA TE - Fantastico il palinsesto dal pensiero lesto plastico nell'azione giocoliere cavaliere elastico scorrevole nel vento maestrale che piove di stravento nell'ambiente ostico per colpa di una chimica valenza per contatto sociale ho contratto l'influenza e mille giorni mi riposo aumentando il tessuto adiposo da domani con la natura mi risposo e rinasco da una cellula uovo così abbondante elegante interessante passeggera e fuggitiva sulla cosmica locomotiva io amo te tu ami me nel branco collettivo di pesci evoluti così istintivo  ma ciò che amo di più è risalire fin lassù al punto morto superiore senza fretta sulla vetta che cresce dell'infinito che decresce in prima linea sul confine del niente tracciato nella mente porto un cappello a larghe tese vivo senza badare a spese meglio il benessere del malessere meglio essere che non essere Amleto non ha più dubbi se Platone esterna ora in televisione la ragione non ha mai una sola ragione nè esiste iniziale e finale soluzione così nella regione tutte le possibili scale impossibili ho salite e scese e sono andato diritto sotto il volto del mondo capovolto e disinvolto tutte le frasi sospese ho finalmente  prese e chiuse ma restano aperte le ferite profonde della natura sotto le coperte anche se facciamo nuove scoperte nello stesso fisico scantinato dove il salame è stagionato c'è un autotreno senza freno una rampa di lancio del peso e un solido gancio appeso nel cielo celato scatola a sorpresa  dell'universo ipercono gelato tuffiamoci dunque a capofitto con il fine generico del profitto scoprendo un oceano atlantico di risorse così il futuro non sarà più in forse giocando con un cubo e con un tubo per migliorare l'ego infilando la cruna dell'ago dalla superficie al fondo del lago correndo in bicicletta per superare la salita maledetta che diverse nuove leggi all'infinito detta con il pallone sfrenato allontanando la superstizione a colazione un altro continente è franato vincendo la paura con tintarella sotto il sole marinella e duratura abbronzatura su consiglio di una tv spazzatura tarantella tarantolata nella minestra riscaldata dal calore di reazione in bacinella fin dagli anni sessanta all'ora vespertina stampata in cartolina pescando a palpetto neri e bianchi barboni che non avevano alcuna colpa se non quella di esistere nel petto dell'etere lanciando alti gli aquiloni tra merli aerei ieri fruscianti sulle colline del Chianti oggi ricaduti nella distanza interstellare allora brucia l'eternità nell'aldiquà prima che ti bruci lei nell'aldilà dove di ogni biologica faccia non resterà traccia sulla treccia annodata della feccia del tempo più veloce del lampo ecco un marino ippocampo che passa e se ne va a cercare sfogo in nessun luogo assieme a un filosofico atarassico inciampo del giurassico di cui facemmo scempio nel tempio di un grande o piccolo fratello empio di fronte a una politica sorella sempre meno attraente e bella.

 23. DODICESIMO VIAGGIO 13°- Meraviglia della scienza e della tecnica tutti in fila indiana in attesa della metropolitana pitecantropi & neantropi con il carrello della spesa fatta e rifatta in coda davanti alla cassa che ha occhi e orecchie per scrutare l'istinto animale che sceglie tra le foglie di ieri oggi di cemento armato con quale detersivo lavare il bucato però è simpatico quel cameriere ma un poco lunatico da un certo tempo mi serve un astice quasi al vertice della specie speciata posa bene la posata sa variare l'insalata spiattella il piatto che non piange non usa le frange l'orecchino ripone nel taschino è paziente davanti al cliente prepotente e meschino e dopo sette ore è libero con chi vuole di andare a fare l'amore è ubbidiente riverente segue tutte le avvertenze sulle strade di Firenze a bilancia e peso è stato stimato imparando ad essere sempre educato sa che chi costruisce il prossimo porto e aereoporto non ha mai torto è capace di zappare il suo il tuo e anche il mio orto e crede che la perfetta perfezione qui e subito sia solo un tentato aborto se volesse un altro mondo differente sarebbe solo guardato un tipo strano e contorto nell'ambiente così abbiente ma il nuovo prodotto preme forte sulle nostre brame a dare conforto l'industria ogni giorno si aggiorna e migliora ancora il meglio il peggio rimane al paggio l'aggio ancora di più al vantaggio la pagella alla damigella sempre in sella al poeta stanco l'ultimo viaggio allora il sabato sera balla con la tua bella che più non bela ma si è liberata dalla catena antica incantata oltre il precipizio del tempo che si può vedere al contrario troviamo nascosto un postulato postumo corollario e un impronunciabile innaturale frasario che non accetta salario non recita rosario non usa calendario universale radioattiva la saliva del monte di pietà che scende a valle di Venezia un indorato calle quadrivio per turisti al bivio tra i canali delle reti pressofuse nell'aria di piombo un rombo al vapore per l'oca giuliva con il gallo incrociata cantando ciarliera comare che cerca un qualunque compare dalle Alpi alle Piramidi volano piralidi con le scatole omaggio di glutammici glutammidi per la maggiore libertà di casta che costa meno di quello che credi all'incredibile popolo dirigibile orientabile gonfiato ad aria che si svaria nell'aviaria come apripista il beato comunista mai stato comunista ora dirigista e direttore del vapore davanti al detrattore che rifiuta di salire sul trattore il luddista diventato buddista e l'intellettuale critico cui è calata la vista del trittico per orgoglio e prestigio sul berretto frigio mentre il cielo è sempre più grigio crocchia la spocchia biscotto friabile dato in pasto al paese inimitabile in un luogo qualsiasi del mondo labile che attende l'estremo sacrificio sarà solo un treno locale fuoco d'artificio che veloce sul binario morto passa e non incassa in relazione a quello che investe restando alla fine del dare avere senza nemmeno la propria veste.

 24. CUCINA ECONOMICA - Sul fronte economico della fronte di Bronte è cresciuto un organismo simbionte il movimento della scapigliatura che non perdura radunato nella radura per il pesce fresco che si dibatte da una rete all'altra in un minuto di libertà e l'illusione della felice rivoluzione prossima illusione del mondo con la testa nel pallone e i piedi nella calda impressione delle cose accumulando la roba roboante l'uomo primitivo alla ricerca del diamante mentre mi relaziono con lo strato di ozono tra le merci di buona qualità riprodotte a volontà maltagliati ben cotti brusco bosco di lambrusco a Poggio Rusco e spumante tra le grazie di Bramante solo con l'amante vicino alla cappella c'è la padella del patto sociale sociale e la brace che cuocerà la mortadella una volta per tutte ma prova la paella valenciana con perfetto accompagnamento di Fortana se dell'eternità mi piace la fontana Bentivoglio umbra cucina semplice e fina rara manna che non inganna spaghetti prosciutto e panna ancora un'ombra di Spanna due visioni di carattere moresco dovute al Barbaresco attento al sistema nervoso per un nuovo gioco amoroso da magra e avvizzita affaticata contadina a grassa e opulenta società mai zitta avanti tutta a dritta e a manca giammai stanca ascolta la prossima pubblicità chissà se bel tempo sempre farà ma quello brutto non si vede soprattutto quando chiude i conti sulla pelle dei tonti mentre evolviamo bene dalla Vespa alla Cinquecento al Disco volante è solo un istante chissà cosa direbbe Dante non troppo distante da noi trasportato su un carro attaccato ai  buoi con i pensieri fino a ieri profondi e seri dalla dinette alla toilette, oggi sarà meglio osservare tronfie le tette facendo tombola con la bambola gonfiabile della filosofia che è prudente rimettere subito via per garantita sicumera servoassistita scritta a matita trascendente ardente sempre al dente con undici dita ma lascia stare è la sera del Barbera rigetta al domani quella impossibile chimera corri nello spaziotempo che accorre ricostruendo di Babele la torre dannunziano come un marziano piovendo Pinot nero nel pineto dove riposa Pareto dammi quell'hamburger locale londinese stracotto a meraviglia nel globale parapiglia una piadina al crescione che non cresce mai lo chef consiglia infine una spumiglia siccome donde dal forno a microonde  fino alle natìe amate sponde tutta la realtà è in forma di onde e particelle tra  tre caravelle diventate caramelle per chi non si scompiglia è più allegra la vita con il sapone di Marsiglia lo champagne stappato in felice compagnia dell'uomo sapiente arrapato e così sia nel lusso degli umani pagati pagani trasformati in principi soprani a cavallo del meccanicistico toro meccanico al rodeo dell'empireo settimo cielo celato settimino al galoppo anticiclone sul quinto infero emisfero emiciclo prendendo lo sciroppo nella diffusione della luce svitata decadente decade alla decima ora decimata dalla fame della sete cui non basta in pegno la seta oppure viceversa accarezzando gli ultimi allori privati dei colori pubblici nell'arcobaleno del falso e del vero seno e coseno ero tutte le cose che non ero senza conoscere la soluzione del mistero del solvente e del soluto dell'universo che precipita nel proprio inverso di questo capoverso.

 25. PALLA DI APOLLO - Eccoci qua dai confini della realtà subito sotto la linea punto curva del sole chino dal Canton Ticino al divenire prospero di Pechino con l'imbianchino che cancella il passato lavorando duro per il futuro con il business promettente del pomodoro di Pachino moltiplicando l'istinto sessuale del mondo animale dalla deriva del brodo vegetale che non vale la contraddizione nella norma della torma sperduta nella tormenta universale che non lascia nemmeno un'orma ma paga pegno senza incidere un segno nel terrestre regno dal carattere pedestre per la luminosa tassia della nostra galassia juke box all'idrogeno trasformato in elio alato cavallo baio il rendiconto trimestrale di cassa presentato al ballo delle nazioni debuttanti rimasto al buio come un pollo al palo della cuccagna dove chi meno o più investe più o meno guadagna così è chiaro che è scuro il volto di chi ce l'ha meno duro diventando insicuro nel mondo sicuro che porta scarpe di pelle di canguro allora il pendolo di Focault va a fuoco da solo abbattendosi al suolo Poincarè potrebbe rinascere anche a Roverdicrè tra gli sguardi a barca e a sedia dove è assisa la Parca che non ti fila mentre l'intero pianeta in diretta tv grida e sfila all'evoluzione naturale lancia una sfida con una nuova configurazione della passione a fare opinione e un altro conflitto in favore del profitto dall'altra parte il pensiero numerico di Eulero non compreso per intero ovunque risveglia la mente che sbadiglia mentre sempre e comunque sbaglia così sperimento il peso di un diverso accento al carnevale di Cento se ora la matematica vale un poco più della grammatica sfidando Galois all'ultima Gauloises e sacrificando alla letteratura un torinese toro ateniese prima di risalire spartano sul veneziano Bucintoro che senza capire naviga a vista  al centro di un buco nero con la testa coperta di alloro non evitando di annegare nell'oro come impegno il disimpegno per tutto quello che non è di attenzione degno con le lettere semiserie andate tutte quante in ferie tra le vetture riprodotte in serie seriale nella regione della ragione artificiale a monte il mito non garantito di Fetonte a valle un mondo senza palle che alle folle racconta balle ma dove infine ci lasci comunque sia la pelle.

 26. SESTANTE OTTAGONALE - E' molto importante guardare il look per il capitano Cook oggi che l'America si conquista in Asia e in Africa con la bassa retorica e un'alta teorica mimica che diventa storica logica economica lanciata alla ricerca di una transgenica patata sul Rio della Plata  scoprendo quanto il cielo eterogeneoi sia della terra spietato assassino e un amico delfino sia tanto intelligente quanto cretino giocando alla vispa Teresa che saliva in discesa la corrente del Golfo del firmamento mai fermo sul proprio inizio ermo solstizio al passo con i tempi che abbandonano per l'industria promessa sposa i campi restando con il motore della nuova macchina da guerra improvvisamente in panne durante la Battaglia di Canne Pasolini e Pavolini con il nome diviso nella divisa solo da una consonante tuttavia dissonante nel risultato eclatante quando il privato egoista gene del genio è tanto ambìto ma il pubblico contributo assai gradito non vieni riverito se ti presenti senza nemmeno un invito tuttavia anche al contrario ti daranno ignoti dopo l'uso e l'abuso il benservito nell'ambiente indifferente così assopito meridiano assorto nella religione del torto mettendo bene in vista l'ombelico da basilisco sull'obelisco e l'intestino crasso come un Creso a Patrasso con l'asso nella manica a vento della bellezza esposta sul Lago di Carezza mentre si alza la brezza di una nuova giovinezza che si abbassa sul tramonto pirobalistico dell'infinito probabilistico come unica consolazione il materasso a molle variabili della filosofia sotto l'assoluta spadara di Damocle dell'entropia. 

 27. CARETTA CARETTA - Caretta caretta a riva trasportata dalla carretta del mare davanti alla foce del Po come un Tevere padano a Revere con l'osso di seppia di Montale che rimonta la corrente piezoelettrica dell'infinito piatto rotante dalla voce tonante e la prossima lontra avvistata nel centro di Londra beata feconda gioventù gioconda riprodotta senza limiti sull'altra sponda Euclide tira il codone di reazione ad un nuclide e mi dà del voi se tira il carro davanti ai buoi ma mi consenta quando la perfezione rasenta il detto tra noi mi dà del lei la libertà di espressione dell'Occidente patteggiando con il suo antico nemico tiranno mortale colpita da una scheggia impazzita sullo scenario mediorientale sudario al costo vivo del salario del progresso che rischia il regresso con la primizia della tardizia fino a scomparire nello storico processo in un tempo lasso male non fare paura non avere ma è sempre prudente pararsi in sedere quando si passeggia in mezzo alle svariate cannoniere magari preso e poi gettato come inutile zavorra a mare nonostante il sicuro possesso del telefono satellitare ci vorrebbe il raid di Entebbe più la beffa di Buccari nell'era dei bucanieri per causa causante di matrigna natura con la tigna santissima mamma che t'insegna la stagione della fame e quella della manna con o senza ogni altro addendo nel vuoto ricadendo l'intelligenza facoltà facoltativa cinematica rotativa a retroproiezione simbiosi e scontro di quantità e qualità di tutte le civiltà dietro le spalle di Pessoa assiso in silenzio ad Assisi tra i sorrisi di bulgare rose orientate ad oriente quando lo spaziotempo mena un altro fendente nell'universo cioccolatino fondente che tutto il nostro vociare non ascolta e non sente essendo privo di mente.

 28. BIG BANG - Era degli adroni era dei leptoni era della luce della materia quindi l'era dei cafoni che si credettero più forti dei leoni nell'età dello stronzio subito prima dell'eterno silenzio adattata selezione e sopravvivenza di qualunque buona lenza dipendendo la valutazione finale poco dalla capacità poco dalla casualità molto dalla buona frequentazione delle stanze del potere collante con il collare di gesso e le camicie nere che ridono severe ma anche quelle rosse che scavarono  in nome della  libertà impronunciabile le fosse che ieri qualcuno dalla memoria storica rimosse con un solo colpo di tosse come un imperatore votato dal popolo nel palazzo di Minosse ricreando un Minotauro galleggiante sulle acque del Metauro non avendo niente da perdere se non la fisica del nulla da cui deriva tutto e il niente incapace di nuotare senza un salvagente ma ho tre metri di torace una mascella procace che all'istinto femminile piace un carattere pertinace quasi audace e vicino un dogo argentino aggressivo e vorace dunque lasciatemi vivere in pace nel teatro della guerra in cielo e in terra portando un cappello a larghe tese di fabbricazione cinese mutismo e rassegnazione in unica soluzione da assumere prima di colazione bisogna stare attenti a come si parla disse il tarlo alla tarla giocando a monopoli per le vie di Forlimpopoli e tutto guadagnando non avendo nulla da perdere gonfiando nell'universo a bolle la bolla speculativa della cipolla di Tropea che ha effetti farfalla a Panarea solo in caso di bassa marea ma quello che manca alla capra sopra e sotto la panca stanca è il coraggio della sfida all'ultimo sangue che langue colpito dalla dengue del vanto e della presunzione nell'estrema unzione della furbizia che si trasforma in coscienza collettiva con il gorgoglìo dell'orgoglio più grande di un capodoglio ma un agire da coniglio capace di calcolare ma non di presagire i giorni futuri delle funeste ire complicando la struttura del mondo soldato semplice che vuole solo esistere e basta per resistere all'infinito eppure se abbiamo una speranza è solo la paranza gravitazionale con il dubbio della scienza  umile e forte davanti ai libri contabili del  fallimento dell'intero firmamento in reversibile movimento che riappare per scomparire in un solo momento irreversibile.

 29. INVISBILE VISIBILITA' - Guarda oggigiorno nell'intorno della cellula primordiale che sembra così cordiale ma somiglia piuttosto ad un cinghiale sontuosamente grufolante con in mano un sestante e un surrogato un po' datato imparagonabile di Einstein con la parola dal significato abile mostra a tutti quanti la linguaccia dalla Florida al  Barhein facendo a gara con il resto della sociale tara mentre contento mangia la sua parte di focaccia che gli spetta di fatto e di diritto avendo dimostrato di essere il più dritto quando uno che pare Teofilo Folengo menega folaga che di tutto se ne frega alla Corte dei Gonzaga non s'inchina all'imposta manfrina onde per la cui spoglia viva o morta è stata appositamente aperta la caccia in quando prende l'intero mondo a pesci in faccia, occhio poi quel Vate che non ha preso i voti ti dà persino il voto nell'assoluto vuoto del divenire scaltro del tutto che diventa sempre qualcosa d'altro da quello che ci pare e piace come un dentice variabile organismo colloidale con il naso a strascico di Collodi cristallizzato boemo nel Paese dei Balocchi del Bengodi prima e dopo la defenestrazione di Praga dell'alto lignaggio il periodare del largo convenuto vantaggio popolare è ancora in rodaggio nel lento progredire scornacchiato dei cationi sulla cresta del portato universale gravitazionale degli anioni all'anice stellato accelerato dello spaziotempo ritrovato in un vicolo senza uscita scotennato chissà da chi ma quale mistero buffo fin dall'inizio del cosmico solstizio dell'eterna primavera breve era solo un goliardico acrobatico puffo quello che tentava dal trampolino più basso del cielo in alto un tuffo in avanti all'indietro.

30.  LEGGE NATURALE - Imperativo categorico dell'illogico logico disobbedire alla legge del più forte libero arbitrio arbitro venduto a rate di cui è più forte il batterio che rende più vivibile e meno deleterio il pianeta sempre in delirio che mette rossetto e collirio tuttavia cauterio non ancora cauterizzato nel decadere energico dell'infinito abbandonato alla costruzione del suo destino sempre più adatto alla distruzione al cenacolo del misfatto continuamente rifatto con quanto inutile oracolo delfico davanti all'ostacolo murato di gomma insuperabile di un solo intoppo di dimensione in ascensione e tutti i premi Nobel in diminuzione sprecati in pausa ricreativa nello spettacolare apparato tentacolare della tecnica mescolata alla futura scoperta per cui la coperta è sempre più corta e piccola da dividere la fetta di torta così allora puntiamo tutto quello che abbiamo sul tavolo verde della divulgazione al volgo che non è poi così volgare nel volgere dal senno di poi della Senna al travolgere del Volga il tutto evoluto da un'alga tanto per farci vedere in tv quasi tutte le sere come la provincia di un paese globale tale e quale ad un frattale sempre uguale che fa un verso sempre diverso persino all'inverso che non vale una cicca appiccicata sotto la cattedrale di una cattedra a clessidra di una scuola con la bacchetta inflessibile tavola di argilla degli elementi in un cestino dei moderni rifiuti abbandonata appena nata da ben noto genitore ignoto spergiuro paguro nel giurassico gimnoto dalla naturale selezione innaturale per ripetere la lezione rimesso in moto dalla mota primordiale.

 31. VIOLA DI PARITA' - Viola da gamba della parità violata nel bosco dove il futuro diventa fosco subito prima della nuova vecchia origine già attaccata dalla ruggine nonostante la squilla dell'allerta universale la spilla all'occhiello della materia oscura il gioiello con la partita delle carte al buio e della posta in gioco taroccata nel nome del padre di qualunque Re di Spagna che in ogni caso ci guadagna anche senza la ruota di scorta della saggezza bucata nella natura improvvisata anura che si carbura al massimo nella radura africana a macchia di leopardo mentre avanza per salti improvvisi nel vuoto pieno di qualunque realtà irreale dall'elettrica tensione superficiale profonda magnetica di un bullone dell'evoluzione allentato che teneva insieme il corpo biologico di ballo più bello alla guerra permanente allenato con la mente fluttuante non adattabile di Dante all'autostima allettata questuante con la testata alettata postulante superelaborata dalla nuova generazione petulante allattata con la nulla brutta figura sfigurata alla parata tanto ben preparata e l'entità molto ben conoscibile ma incalcolabile della democrazia esportabile a volontà nella rarità della fraternità umana derivata dal primo uovo di Pasqua che divenne l'isola di una barriera isolante per una nuova specie speciale da percorrere turisticamente in corriera ma anche in carriera felici e contenti esploratori di tutti i buoni sentimenti  esposti ai quattro venti effimeri sistemi caduciformi semi dall'acqua alla terra al vento viventi della tentata vendita dei propri eventi corporali effemeridi tra Scilla e Cariddi una scintilla a Città del Messico una tortilla e tutta la nazione riverniciata di fresco brilla di luce propria respirando l'aereosol informativo nuovo specchio per le allodole dal passato remoto al futuro radioso radiatore scambiatore d'invidia e rancore camminando con un piede nudo e solo sull'accesa lava spenta del sogno disteso sopra una valle di lacrime che forse vale la gioia di un momento prima dell'eterno lamento evolvendo l'armento pastorale brucante lo schermo inossidabile bucante tra svariate evoluzioni di svarioni mentre passano gli eoni effimere soluzioni di problemi di fase in transizioni nel cosmo intransitivo invariato con tutte le stelle cambiate sempre sovrapponibili l'una sull'altra ma opponibili alle loro dodici dita opposte che subito esplodono e rinascono senza soste  sulle passioni che all'inizio della fine passano campionando le azioni vulcaniche con reazioni istrioniche nella lotta permanente e nella breve pace che non ci piace alla lotta di tutti contro tutti abbiamo dato nuova voce finchè il fiume giallo azzurro della storia troverà una foce con una fauce dalla dentatura perfetta e quella cieca imperfetta falciatrice in mano sul campo appena seminato ma restando sempre qualcun altro in nostra vece, una voce o un dettaglio uno scandaglio un boccaglio qualunque dello spaziotempo dove corrono e si bloccano i rapidi lenti treni d'onda che adesso pretendono di andare in onda forse nell'abbaglio del piacere tecnico che forse libera il mondo dall'immanente rimanente dolore con una piccola aggiunta di calore e l'obbligo permanente di morire rinascere e vegetare sempre all'interno dell'aperto recinto del maremoto universale che chiude i battenti a mezzanotte prima di andare a male con la caviglia legata alla corta catena lunga del secondo principio termodinamico parapiglia generale effimero particolare degli altri universi che attendono il loro turno fuori dalla porta in forma di particolato.

 32. SUPERMAN WONDER WOMAN - In visita guidata ai confini dell'infinito che dalle proprie dimensioni ha sconfinato non si trova la soluzione volando al quadrato nè restando in cerchio per cento anni in profonda meditazione sotto un magnetico sonoro dielettrico silenzioso sicomoro con il fuoco di paglia sopra la foglia a perdere a cui di fotosintetizzare non passa mai la voglia attende un altro battimani la mente esibita al Festivàl della Festa con il parrucchino in testa di Venezia Carnivàl la Festa del Festivàl in pattuglia sul canàl a Guadalcanàl sicuramente pensi troppo ecco l'intoppo pluridimensionale con la libera stampa al galoppo nello scirocco appena cambiato d'abito dopo aver preso lo sciroppo dal Marocco alla pampa ha perduto una zampa ora dal trotto al passo attende la solita musica della corale zampogna che durante la salita la rampogna ma senza vergogna un altro autostoppista utopista nell'autopista chiede un passaggio un aiuto gratuito e ad Assago un assaggio di formaggio dopo la O di Giotto riveduta e corretta nel 68 che ha fatto 69 piccoli indiani metropolitani a 95 ottani merito forse del petrolio degli ottomani trasformato in un grifone griffato vestito all'ultima moda con una barca di 300 metri cubici a Sapri approda ma non temete di essere ludici con la vostra libertà di sembrare fuori moda ma più lucidi con in mano quel certificato di sana e robusta costituzione fisica crocifisso all'albo pretorio nell'alba del terzo minuto di esistenza in vita dell'inorganica chimica organica con il colore della natura sempre in calore e le guerre mondiali per ora solo locali l'ombra di  Ercole ad Arcore vestito Lebole Tarzan perduto nella giungla del traffico fotonico incomprensibile ma logico Maciste nel mastice dei copertoni buoni per tutte le stagioni facendo passare un lago per la cruna di un ago a Lorenzago nell'agone dell'agonìa generale tra i marosi strepitanti strepitosi dove un'aguglia qualunque cerca sopravvivenza e liberazione e dovunque essendo arrivato senza essere mai partito nell'immobile movimento universale non ancora garantito e sicuro per sempre così come ora amplificando lo spazio del tempo e facendolo maggiore dell'infinito che ora è minore del tempo nello spazio.

 33. TORRE ANTICA - Fin sulla vetta della torre antica dell'Africa che ardua fatica l'infinita salita al presentimento di un'altra patria avìta con la costituzione scritta a matita e la costipazione di una sconosciuta malattia contratta sotto l'ombrellone ma che panorama da lassù sotto il solleone non voglio scendere dalle montagne russe sopra le steppe rosse meglio più in alto dell'altissimo empireo Pireo con le redini del cielo eterno libere tra le rondini la pista di atterraggio per un superiore vantaggio oltre la realtà troppo mascherata da viltà e il banco della Banca mondiale scambiato sottobanco con voglia sulla tovaglia apparecchiata di virtù specchiata controvoglia arranco fuori dal coro a Zero Branco eccolo ancora il dazio del tempo e dello spazio per il prestigiatore che ci fa perdere preziose le ore oziose tentando la scalata del proprio successo altrui saltando di là dal fosso ad azzannare da solo o con altri la carne fino all'osso come cani da guardia che si annusano a priori e a posteriori nel territorio libero del politico adulterio con una brutta rogna da risolvere a Bologna e una bella gatta da pelare a Beverare se la mano destra e sinistra dell'autocreazione sono intercambiabili biglie per un serio gioco infantile effimera effemeride sicumera che era ma non era solo desiderio nascosto di fare carriera allora un barbaro passero solitario più non ero sull'albero berbero un'aquila forte americana che mastica gomma arabica per la libica libidine oltre l'argine dell'acredine della storia l'inguaribile raucedine e l'Italia tenuta a balia sull'incudine rigida europea del parametro che cambia unità di misura e  metro da dietro il martello e la pila metronotte del Terzo Mondo con il campanello della sovrumana marea nera che batte il tamburello nomade all'incrocio delle ginestre in boccio dal canale del Mozambico l'arrivo imprevisto di un nuovo amico per l'ondata sudata sul sangue versato dell'altra nazione diventata pingue nella certezza dell'incertezza innalza una fortezza della libera immobile mobilità la caparbietà restringe l'ampiezza per te costante barone rampante gelsomino omonimo di un cirro rampicante alla gonna e alla colonna come la spira antisimmetrica di un glicine acido-basico rifiorendo ditirambico nella fase sfasata di un'evoluzione naturale sfiatata che non intendo nel sogno reale con la lama sguainata della morte che doma anche con la forza della vita che ci dona ma non ci regala come il canto non traducibile di una breve cicala fallibile.

  34.  LIGHT SPEED - A quale velocità relativa un giglio percorre nella relatività il suo quarto di miglio nell'abiura generale della natura che ovunque imperversa per essere sempre da sè diversa l'ordalìa delle forze forti nelle forze elettrodeboli ora si ferma ad Eboli sul fusto di un'annona cherimola che sull'Aniene si autostimola carambola che sorpresa era al contrario una falesia in Indonesia e una legge di Mendel riprodotta vanesia nell'indotto umanista dotto ora che per fortuna Roma non doma più nessuno nè l'uomo morale fatto dalla religione nè quello fatto dalla scienza vale un regno per un cavallo e allora dimmelo tu quello che ha più valore in queste mobili ore da passare e ripassare con i conti svuotati e i valori svalutati i corpi tatuati dai cervelli infatuati e la fatwa oscurantista contro il vignettista che nella vigna semisecca della cultura del terzo millennio è l'unico a non morire di paura mentre nella legge della foresta indica la radura di atterraggio per un maggiore coraggio oltre il peso della colpa del colpo sulla testa del polpo la cui visione del mondo a colori finisce stampata in bella vista sulla lista dei sapori dalla ribalta delle luci dei media con la terza media che tanto per non morire d'inedia propongono una terrena commedia nel calcolo delle probabilità sul futuro scommesso se una renna pascolerà a Ravenna uno squalo nuoterà alle coste di Malo un pesce pagliaccio riposerà nell'anemone ad Ajaccio sperando di non restare all'addiaccio sarebbe un bel pasticcio con o senza ghiaccio per il pianeta sempre più ciccio ma in cura dimagrante dall'esperto di turno ammaliante con un aliante e un maestrante ad Amman così come sull'isola di Caromàn o sul corso del Mekong dove troveranno le impronte di King Kong nell'insieme eterogeneo poliedrico omogeneo poligono di tiro al piccione con una fava in premio aggiunto e variante una capricciosa pizza da consumare senza fretta sul lungomare di Nizza in presa diretta vedetta insonne senza più voglia di vendetta con il titano della tecnica sul cassero del Titanic che mi sta sulla punta del casso sulla Via Cassia allettato dal coro delle sirene del mondo sgallettato felice e contento spendendo la carta privata di credito del pubblico debito.

 35 - DITI-RAMBO ECONOMICO - Chissà se prima o poi seguendo Zoroastro eviteremo il globale disastro dove diventa nullo lo stage dei vincenti la rivincita rimandata sine die dei perdenti dietro alla strage degli innocenti e il dovuto ferormone che produce la lievitazone quantificata del fenomeno da baraccone un noumeno che gioca seriamente con il numero a più più meno meno fratto fratto con poco tatto e molta tattica filosofica radice ipercubica forbice della scienza con il forcipe per la tecnica del principe ecco c'è una nazione in meno ma due paesi in più anche a Francoforte sul Meno cui è aumentato il teutonico seno nel coseno antartico gelato squagliato al sole con il senno di poi della Senna che va e viene da me a voi e viceversa eccoci a noi con le mani in mano il naso sopra la bocca nei pressi della Bicocca e il desiderio inconfessabile di un potere incommensurabile la giunta bocciata a procedere disgiunta alla propria spunta nell'ora d'aria inquinata di punta l'ultimo spuntino per il Re di Francia decollato e reincollato a caldo con sangue freddo bleu eppur non si muove nell'eternità che si muove anche se mancano tutte le prove del nove mentre l'atomo piove nel clinamen del certame con un certo gravame rideterminando il prezzo del bestiame allora andate in pace anche a spenta voce intorno la serenata della natura tace e acconsente un'evoluzione a volo radente con la normalità stridente e una cotoletta milanese con insalata caprese una bottiglia bordolese a pagarne le spese chissà chi sarà nel calcolo delle probabilità correre avanti tutta a tutto gas comune idrogeno rarefatto trasformato in elio esilarante appena sfornato dalla stella più bella per darci oggi il nostro pane quotidiano del contradditorio e della contraddizione in addizione tra gli stracci e gli impicci con i pasticci della ragione da Scandicci a Digione tutto quello che rimane dell'antiquata immaginazione è il massimo dell'emozione al minimo comune multiplo denominatore che si ricicla come attore in un film minore ma ciò che scompare di nobile e raro è quello che imparo stracciando il certificato di morte presunta della poesia ma quel Godel veramente ci gode? Ora non più certo di meno diviso moltiplicato o rifratto l'universo piatto che è anche un'ipersfera sfuggita alla corrida mondiale un attimo prima delle cinque della sera lasciando al suo posto una numerica chimera.

 36. FLORALIA - E' oggi meno povero il papavero così effimero custode del vero che cambia sempre accanto al versuro che le zolle intacca e spacca con il solo pensiero corrente elettronica nella natura bionica verbena di Verbania cardo slanciato sardo tasso che penetra il sasso nello spaziotempo a spasso con il sesso degli angeli meno spesso e la dea dell'orchidea alla bellezza di Enea il giglio lungo il miglio corto il tiglio che profuma luglio la ninfea sorridente dopo la nera marea e la vite che si avvita nel vivido suolo preso a nolo con il depresso cipresso come lo vediamo noi accanto al cimitero senza vederlo bene quando era un artico torrente linfatico del fondo oceanico come un fiore teorico sulla tensione superficiale ad ore per conquistare la platense ipomea mors tua vita mea ma come fare a risorgere dalla polvere ed evolvere se persino l'indivia prova invidia per la calla che la palude non molla il vilucchio resiste al risucchio spaziale e attonito l'aconito ha un posto garantito nel mondo che si rigenera la quercia non è guercia l'ontano senza onta lascia la propria impronta nolina educata i Cina un buco nel sambuco visitato dal fuco il fico nella foglia sta contorto nell'universo aperto e chiuso sull'anemone colore limone amico del melograno di Lione la clorofilla davanti all'origine della luce cosmica scintilla l'appunta come una spilla d'oro sul petto dell'acqua solenoide poliploide della specie affine al grafo deformato della grafìa fatta con la mano morta della rafia capovolta dall'aratro nel baratro dell'oscurità perpetua silente Silene la santoreggia si pavoneggia con il timo sopra il limo che il loto egiziano colonizza in toto lanterna una lantana nastro giallo il nasturzio astro viola dal bocciolo in bocca con un'altra tacca nel giardino mediterraneo si riposa in una bacca era il canto dell'acanto che non si ode sulla rotta indiana del cotone è disincanto ma nuovo vanto essendo fratelli dei bonsai forti e coraggiosi marinai che marinavano la scuola della vita perduti tra gli abeti induriti maggesi norvegesi il verde mutante delle piante diventa un gitante mutageno gigante che ha come predatore l'elefante e l'uomo arrogante gigaro stipa delle fate radica da pipa a Crotone sfoglio un quadrifoglio dalle foglie di numero forse infinito dondolo sul prossimo maggiociondolo mentre l'ulivo si culla sull'amaca neutronica neutrinica e la betulla con la pioggia di meteoriti si trastulla la bianca camelia indaffarata di Camelot e la bromelia come un'omelìa che ha attecchito in Italia una simbiosi della mitosi nella meiosi migliore pollinosi e l'autogenerazione del mito condiviso nel vento avventato meno spaventato di un pianeta arroventato sapendo che anche il più erto deserto qualche volta è rifiorito rinascendo divertito a nuovo dritto prodotto vegetale procariota nella botanica generale nel corso delle rocce con centomila facce l'evoluzione è una gara di bocce davanti alla palma quasi calma è dantesco l'orgoglioso alloro sforzesco di allora che ammalia la dalia come la cuscuta è ben radicata sulla cicuta di Socrate con il simbolo del vandalo e l'obolo per il discobolo e il disco volante volente o nolente avvistato sul cielo di Noli tra cumuli nembi nulli ma positivi Nembo Kid come qui pro quo mentre scoprire una scoperta è impossibile ma perchè l'universo è più ampio dell'ampiezza si ricorda alla piccolezza del quadrumane con la manìa della grandezza che solo della rosa canina di adesso esiste una possibile certezza ma così poco probabile.

 

CONTINUA